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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

VI Rome Med Dialogues,  gli interventi conclusivi del Premier Conte e del Ministro degli Esteri Di Maio

EVENTI

ROMA – Alla sessione di chiusura della sesta edizione di Rome Med Dialogues sono intervenuti, alla presenza del Presidente ISPI Massolo, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Il Premier Conte ha definito quello di Roma come “il più importante foro di dialogo sul Mediterraneo” benché celebrato in condizioni delicate per via della pandemia. “Quest’anno il filo conduttore che ha attraversato i pilastri tematici su cui si reggono i Med Dialogues è stata inevitabilmente proprio la pandemia con i suoi effetti sul Mediterraneo allargato e soprattutto le implicazioni future. In tal senso, molti hanno interpretato il Covid come un acceleratore dei mutamenti in atto nel sistema internazionale; altri lo hanno descritto come un imprevisto fattore di fragilità che ha testato la resilienza delle nostre comunità. Una volta terminata la pandemia, il rischio è che essa ci lasci in eredità fratture sociali più profonde, un senso di anche sfiducia che esige uno slancio inedito tanto quanto inedita è la sfida che ci troviamo davanti”, ha commentato Conte con un pensiero soprattutto alla stabilità anche dei Paesi più fragili. “Il Covid 19 sta sfidando anche la tenuta dei Paesi europei più sviluppati, che si ritrovano oggi a fronteggiare una crisi multidimensionale: sanitaria, economica e sociale. In questo contesto, la costruzione di una prosperità condivisa nel Mediterraneo allargato non è più rinviabile e ancora una volta l’Italia ha tutti i titoli e l’interesse per presentarsi e proporsi quale hub strategico”, ha aggiunto il Premier ricordando come, all’indomani del 25° anniversario del Processo di Barcellona, sia urgente rafforzare un partenariato con i Paesi mediterranei in grado di favorire una grande area di crescita, democrazia, stabilità. In sostanza quello richiamato da Conte è un approccio che risulti anche rispettoso degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 promossa dalle Nazioni Unite. Un altro tema toccato è quello della sicurezza condivisa nel cosiddetto Mediterraneo allargato, con un riferimento anche alla questione del terrorismo. “Pensiamo al processo di pace mediorientale e alla minaccia di Daesh, alla postura turca e al ruolo iraniano, sino agli effetti dell’influenza cinese nell’area. A ciò si aggiungono le incognite legata alla nuova Amministrazione americana, il cui approccio più multilaterale già preannunciato non esime però l’Unione Europea dall’assumersi una maggiore responsabilità”, ha puntualizzato Conte menzionando il ruolo dell’Italia nello scenario mediterraneo: la missione UNIFIL in Libano ma anche la presenza in Iraq, dove l’Italia è tra i principali contributori di truppe della Coalizione anti-ISIS, in un contesto ora aggravato dalla crisi del mercato petrolifero e dagli attacchi agli obiettivi occidentali; quindi la missione europea Irini per il rispetto dell’embargo sulle armi in Libia e nelle operazioni di pace in Africa sub-sahariana. Conte ha poi sottolineato la gravità della situazione in Siria, soffermandosi anche sul processo di normalizzazione delle relazioni tra Israele e l’intero mondo arabo. “L’Italia ha accolto con favore la conclusione degli accordi di Abramo, che rappresentano un importante passo nella direzione della stabilità regionale”, ha precisato il Premier che sul fronte dell’immigrazione ha parlato di prevenzione e contrasto di quelli irregolari, anche attraverso l’indispensabile europeizzazione dei rimpatri: “in tal senso nuovo Patto europeo per la Migrazione e l’Asilo deve rappresentare l’occasione di tradurre finalmente in una politica migratoria europea quell’approccio multilivello che l’Italia sostiene da tempo”, ha aggiunto Conte menzionando il recente vertice italo-spagnolo tenutosi a Palma de Mallorca. L’Italia sarà inoltre in prima linea nel 2021 su vari fronti internazionali come il Global Health Summit di Roma, in collaborazione con la Commissione Europea nel quadro della Presidenza italiana del G20, ma anche la COP26 sui cambiamenti climatici, che vede il nostro Paese al fianco del Regno Unito.

Il Ministro degli Esteri Di Maio ha a sua volta ribadito l’importanza di questo evento – Rome Med Dialogues – per riflettere sulla prosperità e il benessere e allo stesso tempo l’indipendenza dei Paesi che formano il cosiddetto “Mediterraneo allargato” che però deve vedere una stabile cooperazione necessaria come dimostrato anche dagli eventi dell’emergenza sanitaria in corso. “Le instabilità sedimentate nel tempo nell’area del Mediterraneo allargato possono aggravare l’attuale crisi sanitaria”, ha ammonito Di Maio ricordando le aree critiche del Medio Oriente, della Libia e dell’Africa Subsahariana. Sui negoziati di normalizzazione tra Israele e mondo arabo, Di Maio ha ricordato la necessità di costruire un terreno di negoziazione basato su un’agenda strategica. “Il dialogo nell’area del Mediterraneo deve condurre a benefici reciproci ”, ha commentato Di Maio parlando quindi di gestione dei fenomeni migratori e di contrasto all’immigrazione irregolare in ambito europeo. Il Ministro guarda anche ai possibili nuovi scenari determinati dalla nuova Presidenza statunitense e dalla sua influenza anche nelle strategie dell’area del Mediterraneo. Anche per Di Maio il 2021 sarà un anno di svolta con importanti eventi come il G20 e la COP26: in tutto questo, all’orizzonte c’è sempre l’Agenda 2030. (Inform)

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