REGIONI
Al centro degli incontri, il dialogo con gli operatori economici e il racconto delle associazioni emiliano-romagnole, a partire dal progetto “Sharing Bread” dell’associazione Amarcord, che unisce la promozione delle tradizioni regionali a iniziative di solidarietà
TORONTO- La missione della Regione Emilia-Romagna in Nord America arriva in Canada e prende il via la seconda fase, dopo i primi due giorni di appuntamenti a New York. Nella terza giornata, a Toronto, capitale economica del Canada e città che continua ad attrarre giovani da tutto il mondo, la delegazione regionale guidata dalla sottosegretaria alla Presidenza Manuela Rontini e dall’assessore all’Agricoltura Alessio Mammi, con la partecipazione del presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo Matteo Daffadà, incontra operatori economici e comunità emiliano-romagnole. Al centro della giornata, le eccellenze regionali e il lavoro delle associazioni, a partire dal progetto “Sharing Bread” dell’associazione Amarcord, che unisce la promozione delle tradizioni gastronomiche a iniziative di solidarietà.
L’emigrazione emiliano-romagnola verso il Canada ha numeri più contenuti rispetto a quella diretta verso altri grandi Paesi del Nord e del Sud America, ma ha registrato un incremento significativo a partire dall’inizio del nuovo millennio. Oggi sono circa 3.200 le persone emiliano-romagnole iscritte all’AIRE nel Paese, concentrate soprattutto nelle province orientali. Storicamente, una parte importante di questa presenza si è sviluppata in Québec. Sono tre le associazioni emiliano-romagnole attive in Canada: l’Associazione Amarcord Emiliano-Romagnoli dell’Ontario, con sede a Toronto; l’Associazione Emilia-Romagna del Canada (AERC), a Montréal; e l’Associazione Emiliana di Ottawa. Realtà diverse, unite dall’impegno nel mantenere i legami con i territori d’origine, promuovere la cultura regionale e creare occasioni di incontro per le comunità italiane ed emiliano-romagnole. A rappresentare queste comunità all’interno della Consulta sono gli attuali consultori per il Canada: Paolo Benzi, consultore senior, e Sabrina Venturini, consultora junior, entrambi appartenenti all’associazione di Montréal.
La prima giornata della missione a Toronto si è aperta con una breve visita alla masterclass dedicata al Lambrusco, organizzata in collaborazione con l’Enoteca regionale dell’Emilia-Romagna e il Consorzio Lambrusco. La mattinata è proseguita con un networking lunch che ha riunito circa 30 operatori e manager in rappresentanza di imprese italo-canadesi del settore agroalimentare, interessati a consolidare i rapporti con la nostra regione. Un’occasione per rafforzare le relazioni economiche, in particolare con gli operatori dell’Ontario, e per presentare le produzioni e le opportunità offerte dal territorio emiliano-romagnolo. L’incontro è stato anche un momento per raccontare le attività delle comunità emiliano-romagnole in Canada, mostrando come il legame con la regione possa tradursi in iniziative concrete, capaci di unire promozione culturale, partecipazione e solidarietà. Tra i progetti presentati durante l’incontro c’è “Sharing Bread”, realizzato dall’Associazione Amarcord Emiliano-Romagnoli dell’Ontario. Erano presenti il presidente Corrado Olmi e il segretario Gianpietro Nagliati Bravi. Il progetto nasce con un doppio obiettivo: far conoscere la varietà dei pani tradizionali dell’Emilia-Romagna e promuovere, allo stesso tempo, azioni di solidarietà a favore delle persone che si trovano in condizioni di maggiore bisogno. Un’iniziativa che mette insieme cultura gastronomica e attenzione alla comunità, mostrando come anche un elemento quotidiano e familiare come il pane possa diventare uno strumento per creare relazioni e generare partecipazione. “Sharing Bread” è finanziato dalla Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo e si ispira a “Pane di strada”, l’iniziativa che si svolge da anni a Bologna. Il progetto porta così in Canada un’esperienza nata in Emilia-Romagna, adattandola al contesto locale e rafforzando il dialogo tra le comunità dei due territori. “Anche a Toronto c’è tanta Emilia-Romagna – ha dichiarato il presidente della Consulta Matteo Daffadà – e la Consulta può vantare la presenza di un’associazione che da anni porta avanti progetti innovativi che trovano spazio in una città vivace come Toronto”. Le parole del presidente sottolineano il valore delle associazioni emiliano-romagnole all’estero: non soltanto luoghi in cui custodire le proprie radici, ma realtà capaci di rinnovare le tradizioni, costruire legami con il territorio che le accoglie e dare vita a nuove forme di solidarietà. Il pomeriggio è stato dedicato alla promozione delle eccellenze agroalimentari regionali, con un evento dedicato ai 46 prodotti DOP e IGP dell’Emilia-Romagna, riconosciuti e tutelati dall’Unione europea. Un patrimonio che rende la regione leader in Europa per numero di prodotti certificati e che rappresenta uno dei principali elementi di riconoscibilità dell’Emilia-Romagna anche all’estero. Durante lo show-cooking organizzato da Casa Artusi, il presidente Matteo Daffadà ha richiamato il valore di questo patrimonio, sottolineando il ruolo che le comunità italiane ed emiliano-romagnole svolgono nella sua diffusione internazionale. “Un’eccellenza enogastronomica che è diventata la bandiera anche delle tante comunità italiane ed emiliano-romagnole all’estero”, ha dichiarato Daffadà. La promozione dei prodotti regionali diventa così anche un’occasione per raccontare una storia fatta di territori, saperi, tradizioni e persone. Le comunità emiliano-romagnole contribuiscono a mantenere viva questa storia, trasformando la cultura gastronomica in un ponte tra l’Emilia-Romagna e il mondo. La tappa di Toronto mette in luce proprio questo intreccio: da una parte le opportunità di collaborazione economica e la valorizzazione delle produzioni regionali; dall’altra il lavoro quotidiano delle associazioni, che attraverso progetti culturali e solidali continuano a dare significato al legame con la propria terra d’origine. Una presenza che non si limita a custodire la memoria, ma la rende viva e capace di generare nuove relazioni anche lontano dall’Emilia-Romagna. (Inform)