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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Vertice Nato di Ankara, l’audizione del Ministro degli Esteri Tajani e del Ministro della Difesa Crosetto

ATTIVITA’ PARLAMENTARE

Commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera e III Commissione del Senato

(Fonte foto Farnesina)

ROMA –  Le Commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera e la Commissione Esteri – Difesa del Senato hanno svolto l’audizione del Ministro degli Esteri Antonio Tajani e del Ministro della Difesa Guido Crosetto, sugli esiti del vertice Nato svolto di recente ad Ankara. “Il vertice di Ankara ha ribadito l’unità delle due sponde dell’Atlantico e l’ha fatto in un frangente storico complesso, tra i più critici degli ultimi decenni”, ha esordito il Ministro Tajani. “Non siamo davanti a crisi separate ma sono tasselli di un unico mosaico”, ha poi spiegato il Ministro menzionando sia la guerra in Ucraina che i conflitti in Medio Oriente, questi ultimi con ripercussioni anche sul traffico marittimo, arrivando agli scenari di instabilità nel Continente africano: il tutto con problemi sul fronte degli approvvigionamenti e degli accessi alle materie prime. Tajani ha anche ricordato come Stretto di Hormuz e Artico siano ormai contesti sempre più strategici per le rotte commerciali. “L’Europa non può fare a meno degli USA e viceversa”, ha precisato il Ministro invitando alla riflessione sull’importanza di una difesa collettiva più forte da parte dell’UE, per dare sicurezza ai 450 milioni di cittadini europei. Tajani ha anche ricordato che l’Italia destina il 2,8% del Pil alle spese per la difesa e che, nel rispetto dei vincoli della finanza pubblica, l’obiettivo è il 5% nel medio e lungo termine. Sul fronte della difesa europea, il Ministro ha ribadito l’importanza di un progetto comune che coinvolga le migliori competenze nel settore “per una difesa antimissilistica più efficace, in primis per l’Ucraina”. “Al momento non c’è da parte di Mosca una seria volontà di pace”, ha poi aggiunto Tajani che si è poi soffermato  sulle cosiddette minacce ibride che hanno comportato un innalzamento del livello di attenzione da parte della stessa Farnesina. “La sicurezza del Golfo è parte integrante della sicurezza dell’Alleanza”, ha precisato il Ministro anticipando l’intenzione di ospitare entro la fine dell’anno una riunione con il Gruppo degli amici del Golfo che richiamerà i Ministri del Commercio della regione. “La diplomazia resta l’unica via percorribile”, ha sottolineato Tajani tornando alla questione iraniana. “Il regime iraniano non deve avere l’arma atomica”, ha però ribadito il Ministro ponendo questa e la libera navigazione nello Stretto di Hormuz quali elementi imprescindibili per un dialogo costruttivo. Non è mancato un riferimento alla crisi in Libano, che rappresenta un altro tassello sensibile nella regione; è arrivata quindi una condanna delle politiche espansionistiche dei coloni israeliani nella Cisgiordania, altro territorio al centro della crisi mediorientale. “Non dimentichiamo Gaza dove la situazione umanitaria resta drammatica e la popolazione civile rimane una priorità”, ha aggiunto Tajani. Un altro tema toccato è stato quello della sicurezza alimentare e degli aiuti sanitari. Per Tajani la soluzione resta quella dei due Stati, ossia quello israeliano e quello palestinese. Della sicurezza europea ha parlato nel suo intervento il Ministro Crosetto, evidenziando come i cambiamenti rapidi del contesto internazionale presumano che un’Europa più forte renda più forte anche la stessa Nato in un’ottica collettiva. Per Crosetto diventa fondamentale avere una postura di deterrenza più efficace. “Bisogna evolvere con la stessa velocità delle minacce”, ha precisato il Ministro della Difesa spiegando che gli USA si aspettano da tempo una redistribuzione delle responsabilità in seno alla Nato, indipendentemente da chi sia il Presidente alla casa Bianca. “Per noi europei si tratta di sviluppare nuove capacità e assumerci nuove responsabilità”, ha precisato Crosetto ricordando che comunque l’Italia, già oggi, primeggia tra gli alleati per il contributo dato alla difesa e alle diverse missioni internazionali con circa 2.900 militari schierati. “Sono contributi concreti e apprezzati alla sicurezza collettiva: siamo fornitori di sicurezza a tutto tondo per l’Alleanza”, ha ribadito il Ministro. Crosetto ha poi però spiegato che ci sono esigenze urgenti da affrontare su tipologie di minacce che fino a poco tempo fa non esistevano. “Investire nella difesa non significa sottrarre risorse alla vita sociale e civile: la sicurezza è una condizione essenziale e un moltiplicatore di sviluppo”, ha precisato Crosetto invitando a investire al meglio in termini di qualità. “All’Europa non basta fare di più ma deve farlo meglio, concordando tra partner requisiti e standard comuni”, ha aggiunto il Ministro, ricordando l’importanza dell’accesso alle materie prime critiche indispensabili anche per l’industria della difesa, dove la Cina controlla oltre il 70% dell’offerta. (Inform)

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