ATTIVITA’ PARLAMENTARE
(foto immagine Camera dei Deputati)
ROMA – Le Commissioni riunite 3ª e 4ª della Camera e 3ª del Senato hanno svolto l’audizione del Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, sugli esiti del vertice della Nato svoltosi a Vilnius l’11 e il 12 luglio scorsi. L’obiettivo del vertice era “consolidare l’immagine di un’alleanza unita di fronte agli sconvolgimenti della sicurezza in Europa”, ha rilevato nel suo intervento Tajani riferendosi chiaramente alla guerra in atto in Ucraina. È stata inoltre sottolineata l’importanza di mantenere un approccio a 360 gradi guardando alla difesa collettiva in maniera integrata: “la sicurezza euro-atlantica non è divisibile”, ha aggiunto Tajani parlando della recente adesione della Finlandia e della prossima adesione anche della Svezia nella Nato. Tajani ha evidenziato come l’avvicinamento alla Nato da parte di due Paesi storicamente neutrali sia stato accelerato dalla guerra tra Russia e Ucraina che rischia di “danneggiare l’architettura di sicurezza costruita in Europa nell’ultimo mezzo secolo”, ha aggiunto Tajani ricordando che l’eccezionalità del momento ha portato alla proroga del mandato di Stoltenberg quale Segretario generale della Nato. “Sulla futura adesione dell’Ucraina alla Nato il dibattito è stato franco e costruttivo. La decisione di farla entrare di fatto c’è, il punto è che non lo si può fare in questo momento con la guerra in corso”, ha precisato Tajani sottolineando che si è altresì deciso di dar vita a un consiglio Nato-Ucraina. “Con gli altri partner del G7 abbiamo sottoscritto una dichiarazione congiunta per dare una risposta concreta alle richieste ucraine”, ha ribadito Tajani evidenziando come si tratti di misure necessarie dal punto di vista multilaterale e dal punto di vista militare e finanziario. Tajani ha dunque auspicato “un processo che porti a una pace giusta e duratura”. Sul fronte della sicurezza c’è però anche la cosiddetta area del Mediterraneo allargato nonché quella dell’Indo-Pacifico. Soltanto sul fronte est l’Italia schiera oltre tremila militari; l’Italia ha anche chiesto maggiori risorse per far fronte alle minacce provenienti dal fronte sud quindi dall’area del Mediterraneo. “A Vilnius abbiamo portato la questione della stabilità delle regioni a sud del Mediterraneo: Tunisia, Libia, Sahel e Corno d’Africa”, ha spiegato Tajani evidenziando come i processi di sviluppo per questi Paesi debbano avvenire in maniera paritario. Tajani ha anche ricordato il vertice Nato di Washington di luglio 2024 che celebrerà il 75° anniversario dell’Alleanza. “Africa e Mediterraneo saranno una priorità anche della nostra presidenza G7 nel 2024”, ha sottolineato Tajani che ha voluto precisare come il momento veda la necessità di far fronte tanto alle dinamiche della crisi ucraina quanto alle strategie geopolitiche di potenze come la Cina. “È stato un vertice importante e strategico per l’associazione dell’Ucraina, invitata al vertice, e per l’adesione alla Nato della Svezia dopo la Finlandia”, ha spiegato invece Crosetto citando più volte il concetto di deterrenza e difesa con la necessità di far fronte a due minacce: “Russia e gruppi terroristici internazionali”. Crosetto ha auspicato in una deterrenza più pronta da attivare anche in momenti di pace rinforzando eventualmente altri alleati per una difesa comune più consistente: quindi alla base di questa rinnovata strategia ci dovrebbe essere una struttura di controllo in grado di gestire le diverse situazioni in tempo di pace, di crisi e di conflitto. “Dopo questo riadattamento la Nato potrà disporre di oltre 100 brigate, ossia oltre 300mila unità di truppe in allerta, 1.400 velivoli, 250 unità navali pronte per l’impiego”, ha precisato Crosetto. In merito alle spese per la difesa si prevede che l’Italia si assesterà nel 2023 all’1,46% per poi scendere all’1,43% nel 2024. “Siamo molto lontani dal 2%”, ha sottolineato Crosetto ricordando che tale obiettivo comune verrà presumibilmente raggiunto dai singoli Paesi in maniera asincrona e in una finestra temporale di medio-lungo termine. Tuttavia, come ha precisato Crosetto, ora l’elemento centrale sarebbe quello dell’urgenza, ossia del 2% come impegno minimo di spesa senza però fissazione di termini temporali. (Inform)