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CARACAS – La cerimonia di inaugurazione dell’Ospedale Italiano del Venezuela ha avuto luogo nei giorni scorsi presso la Clinica Santa Paula di Caracas, alla presenza dell’Incaricato d’Affari in Venezuela, Placido Vigo, del Console Generale a Caracas, Nicola Occhipinti, e del Presidente del Consiglio Direttivo, Vincenzo Di Martino, e dei responsabili delle istituzioni rappresentative della comunità italiana. Promosso dalle istituzioni italiane nel Paese, con la collaborazione dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, della Croce Rossa Italiana e della Associazione anticancerogena del Venezuela, si realizza così un sogno della collettività italiana che permetterà di assistere la comunità più bisognosa e contribuire al sistema nazionale di salute venezuelano. Presidente del Consiglio Direttivo, nominato all’unanimità dal Comitato Promotore, è Vincenzo Di Martino. Fanno parte del Consiglio: Pasqualino Vigliotti (Primo Vice Presidente), Cono Gumina (Secondo Vice Presidente), Javier Soteldo (Direttore Sanitario), Antonio Paris (Direttore Scientifico), Ana Volante (Tesoriere), Antonio Bonini (Tesoriere Supplente), Cinzia Spadaro (Segretaria) e Adriana Lamaletto (Segretaria Supplente). Maggiori informazioni sono reperibili presso il sito web dell’Ospedale Italiano del Venezuela: www.hospitalitalianodevenezuela.org. “L’Ospedale Italiano ha sede principale presso la clinica Santa Paula ma è operativo in tutto il Paese grazie a convenzioni con diverse cliniche ubicate nello Stato del Venezuela. Desidero evidenziare che si tratta di una fondazione privata senza fini di lucro ed è rivolta a chiunque desideri curare qualunque patologia: è quindi aperta a pazienti di ogni nazionalità”, ha sottolineato nel corso della cerimonia il Console Generale Occhipinti evidenziando come le persone già incluse – o che saranno incluse in futuro – nei programmi di assistenza consolare presso il Consolato Generale di Caracas e presso il Consolato di Maracaibo riceveranno trattamenti medico-sanitari gratuiti come già sta avvenendo dall’estate 2020. “E’ un lavoro di squadra di successo destinato ad andare avanti”, ha evidenziato Occhipinti rivolgendosi a tutti i partner che hanno reso possibile il progetto. Il senatore Ricardo Merlo (Maie – ripartizione America Meridionale) in un videomessaggio ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto dal diplomatico Placido Vigo. “La gente mi racconta del lavoro che svolgono l’Ambasciatore Vigo e il Console Occhipinti e sono soddisfatto”, ha commentato Merlo rivolgendo un saluto anche ai medici coinvolti nel progetto e ai rappresentanti della comunità italiana: dal mondo dell’associazionismo fino a Comites e Cgie. “Inaugurare un ospedale italiano in Venezuela sembrava impossibile ma ce l’abbiamo fatta tutti insieme e con il lavoro portato avanti da Placido Vigo”, ha sottolineato Merlo. “Per me è un sogno stare qui e dare inizio al progetto dell’ospedale italiano”, ha esordito Di Martino esprimendo rammarico per il numero ridotto di partecipanti alla cerimonia dovuto alle esigenze dettate dalla pandemia. La parte della clinica destinata all’Ospedale Italiano – complesso A piano 1 – potrà contare su cinque consultori medici e due uffici amministrativi: il tutto gestito da un team di personale medico e infermieristico specializzato per offrire un servizio d’avanguardia dove prevarrà su tutte l’eccellenza etica. Ci saranno in generale piani di salute a prezzi accessibili per tutti e ulteriori sconti importanti per soci, donatori e membri fondatori. Di Martino ha sottolineato l’alleanza strategica con l’Istituto Oncologico di Milano e l’Ospedale Italiano di Buenos Aires. La struttura potrà contare su un team medico sanitario d’avanguardia sotto il profilo multidisciplinare. “Oggi stiamo ponendo la prima pietra di un progetto ambizioso, un ospedale con tecnologia d’avanguardia di cui beneficeranno tutte le persone residenti nel Paese. Il mio impegno sarà lavorare duramente per la materializzazione concreta di questo progetto”, ha concluso Di Martino consegnando simbolicamente a Nello Collevecchio (Cgie) il primo ‘carnet’ dell’ospedale, ossia la tessera con la quale vengono identificati i membri; a seguire il secondo ‘carnet’ consegnato all’Ambasciatore Vigo. “La vostra professione è magica – ha commentato Vigo rivolgendosi ai medici – perché è come essere angeli in questa terra”. “Siamo tutti emozionati”, ha rilevato Collevecchio che, a nome della collettività italiana del Venezuela, ha espresso i migliori auguri per il successo di questo progetto. “E’ un sogno divenuto realtà ma con un cammino che è stato complesso: oggi il cammino è in pianura e deve diventare un’autostrada con all’orizzonte una brillante bandiera italiana e venezuelana”, ha aggiunto Collevecchio ricordando come questo sogno consegnato ora a figli e nipoti giunga da lontano: dai nonni e dai padri della collettività italo-venezuelana. Il rituale taglio del nastro e la benedizione sacerdotale hanno dato ufficialmente il via alla storia dell’Ospedale Italiano del Venezuela. (Simone Sperduto/Inform)