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Veneto-Croazia: prospettive dopo l’ingresso in Ue del Paese balcanico

CONVEGNI

Presso il Consiglio regionale Veneto

Veneto-Croazia: prospettive dopo l’ingresso in Ue del Paese balcanico

Sono intervenuti il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato, il ministro del Turismo croato Darko Lorencin, l’ambasciatore d’Italia a Zagabria Emanuela d’Alessandro

VENEZIA – Tutti d’accordo. L’ingresso nella Ue della Croazia sarà una grande opportunità, oltre che per il paese balcanico, anche per l’Italia ma soprattutto per le regioni, a cominciare dal Veneto, che insistono sull’area dell’alto adriatico. Tanto più se si considera che queste nuove opportunità si collocano nel solco di un rapporto positivo che già esiste tra i due paesi, che fa dell’Italia il primo partner economico della Croazia e il primo fornitore di beni e servizi.

Il tema è stato al centro di un convegno svoltosi oggi a Venezia, nella sala consiliare di palazzo Ferro-Fini, sede del Consiglio regionale veneto , per iniziativa dello stesso Consiglio e dell’ Unioncamere del Veneto, che ha visto la presenza di due ospiti d’eccezione: il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato e il ministro del Turismo croato Darko Lorencin.

Il presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato, aprendo i lavori, ha ricordato che “il Veneto ha sempre promosso e incoraggiato la trattativa tra Bruxelles e Zagabria, fermamente convinto del ruolo politico, economico e culturale che la Croazia riveste nei Balcani, in particolare con le sue regioni adriatiche Istria e Dalmazia storicamente legate a Venezia. L’ammissione della Croazia dal prossimo 1° luglio all’Unione europea – ha aggiunto Ruffato – è destinato a favorire l’avvicinamento all’Europa di tutti gli altri Paesi dell’ex Jugoslavia” e l’interesse del Veneto e del Nordest verso il partner croato non è solo di natura economica, per i solidi rapporti commerciali e industriali in essere legati alla diffusione della piccola impresa sulle due sponde dell’Adriatico, e per le prospettive dell’export valorizzate dai progetti di cooperazione transfrontaliera, ma anche di natura culturale, per la “radicata presenza della lingua e della cultura veneta in Istria” e lungo tutta la fascia costiera.

Il ministro Zanonato, dopo aver ringraziato Ruffato per aver dato vita a questa utile iniziativa, ha ricordato i significativi benefici economici di cui dal primo luglio prossimo la Croazia potrà usufruire nell’ambito dei fondi strutturali messi a disposizione dell’Europa, con positivi riflessi nei confronti delle regioni adriatiche ed in particolare del Veneto che – ha precisato – controlla già un quarto dell’export italiano nel paese balcanico e potrà quindi rafforzare ulteriormente una collaborazione economica consolidata negli anni.

Sulla possibilità di consolidare, con l’ingresso della Croazia nella Ue, le relazioni che già esistono con il Veneto e con le regioni altoadriatiche ha posto l’accento anche il ministro Lorencin. Il nostro paese – ha detto – è pronto ad iniziare questa nuova avventura e siamo certi che il miglioramento delle condizioni consentite dalla nostra entrata nell’Unione Europea non potrà che favorire nuovi investimenti e iniziative di collaborazione. Tra i settori indicati dal ministro come suscettibili di maggiore sviluppo quello della ricerca e della innovazione.

Campi di interesse per una sempre più attiva futura collaborazione – ha aggiunto l’ambasciatore d’Italia a Zagabria Emanuela d’Alessandro – potranno sicuramente essere turismo (rappresenta il 17 per cento del Pil croato), l’energia, le costruzioni, l’agroalimentare. L’ambasciatore ha ricordato anche che la Croazia può rappresentare per le imprese una interessante “base” di espansione verso l’area euroasiatica. Le basi economiche e finanziarie sulle quali può svilupparsi e trovare linfa la cooperazione tra la Croazia e l’area altoadriatica sono state spiegate dal segretario generale di Unioncamere Pierangelo Bellati.

Secondo le previsioni attuali del Quadro Finanziario pluriennale dell’Unione Europea – ha detto – la Croazia disporrà di 450 milioni di Fondi strutturali per il secondo semestre del 2013 e di un miliardo l’anno fino al 2014. Fondi che potranno consentire di sviluppare programmi in tutti i settori di attività, anche investendo in iniziative di cooperazione transfrontaliera. Su fronte finanziario l’assessore al bilancio Roberto Ciambetti ha ricordato anche i 180 milioni che la Ue destinerà alla Croazia nell’ambito dei programmi Adriatico Interreg, fondi – ha detto – che il Veneto è chiamato ad amministrare in parterschip con il paese balcanico per iniziative che dovranno interessare le due regioni. Una opportunità – ha aggiunto – da non perdere. Dal canto suo il presidente della Commissione per gli affari europei Nereo Laroni ha avanzato la proposta di un tavolo permanente per coordinare tutti gli interventi da realizzare nell’area. Non possiamo – ha detto – affrontare e risolvere i tanti e delicati problemi che attendono le nostre decisioni rinunciando al gioco di squadra. Il nodo delle infrastrutture, la questione del comparto energetico, l’utilizzo di un patrimonio culturale che viene da una storia comune hanno bisogno di un impegno comune e della condivisione delle scelte. Su tematiche specifiche sono intervenuti anche altri relatori.

Delle nuove prospettive per le PMI della Croazia hanno parlato il vicedirettore del dipartimento per le relazioni internazionali della camera Croata dell’economia Domagoj Juricic, il presidente dell’agenzia Croata per le PMI Darko Liovic e Davor Šustar delle Adriatic Business Consulting. Sulla futura gestione dei fondi strutturali in Croazia è intervenuto il direttore dell’agenzia Istriana per lo Sviluppo Boris Sabatti, mentre Francesco Pareti, direttore di Eurosportello Veneto ha parlato del sistema dei finanziamenti europei. (Inform)

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