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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Un’interrogazione di Laura Garavini (Pd, ripartizione Europa) in materia di separazione e divorzio fra cittadini italiani residenti all’estero

CAMERA DEI DEPUTATI

La parlamentare chiede che la registrazione del divorzio breve avvenga anche in Consolato

ROMA – Laura Garavini, deputata eletta per il Pd nella ripartizione Europa, ha presentato un’interrogazione al ministro della Giustizia, Andrea Orlando e al ministro degli Affari Esteri, Paolo Gentiloni per chiedere che anche i cittadini italiani residenti all’estero possano usufruire delle norme in materia di separazione consensuale e divorzio breve approvate in Parlamento negli ultimi mesi.

Garavini definisce tali norme “un grande passo avanti per il nostro Paese”: “il fatto che laddove ci sia l’accordo dei coniugi, si possa pervenire in tempi brevi e con una forte sburocratizzazione all’effettiva separazione e al divorzio è un importante esempio di civiltà e fa dell’Italia un Paese più moderno ed europeo, anche sul fronte dei diritti – afferma, segnalando come si possa in questo modo eliminare “attese inutili” e “ridurre consistentemente i costi legali”.

“Questo però non vale per gli italiani all’estero – fa notare la parlamentare democratica, – per i quali non è prevista la semplice registrazione degli atti di separazione o divorzio presso il Consolato di residenza. Per potere usufruire dell’accorciamento dei tempi di separazione o divorzio, infatti, i connazionali nel mondo sono obbligati a recarsi in Italia, nel loro comune di residenza Aire, con un inaccettabile dispendio di soldi ed energie e con il rischio di essere ingiustamente penalizzati”.

“Oltretutto, i nostri Consolati già oggi svolgono molteplici funzioni in materia matrimoniale – rileva Garavini, spiegando di aver chiesto al Governo “di attivarsi affinché anche gli italiani all’estero possano usufruire della recente semplificazione introdotta, depositando personalmente l’esito della pratica di divorzio breve presso il proprio Consolato di residenza, senza dover ricorrere ad un legale, nè al Comune di iscrizione Aire”. “Mi auguro che il Governo possa individuare una soluzione in merito, anche perché – conclude – ha già accolto un mio ordine del giorno, volto a sanare la questione”. (Inform)

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