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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Un’interrogazione di Aldo Di Biagio (Ap, ripartizione Europa) sulla riapertura dello sportello consolare di Saarbrücken

SENATO DELLA REPUBBLICA

Firmata anche da Claudio Micheloni (Pd, ripartizione Europa) la richiesta di tener fede alla garanzia dei servizi consolari resi ai connazionali all’estero associata al piano di riorganizzazione avviato dal Maeci

ROMA – Aldo Di Biagio, senatore del gruppo Area popolare (Ndc-Udc) eletto nella ripartizione Europa, ha presentato insieme a Claudio Micheloni (Pd, ripartizione Europa) un’interrogazione a risposta scritta al Ministero degli Affari Esteri per sapere “quali siano i motivi che impediscono la riattivazione dello sportello consolare di Saarbrücken”, riattivazione che potrebbe avvalersi – a parere degli interroganti – dei locali messi a disposizione gratuitamente nel complesso della Cancelleria di Stato di Saarbrücken e dei due impiegati a contratto presenti al momento della sua chiusura, il 31 luglio 2014.

Di Biagio, primo firmatario, ricorda infatti come a seguito della chiusura del Consolato d’Italia in loco, disposta nel settembre 2010 in ragione del piano di riorganizzazione avviato dal Maeci, lo sportello consolare attivato in sua sostituzione abbia svolto un servizio importante “a favore di un bacino d’utenza di circa 33.000 connazionali di cui 23.000 residenti nella Saar e ulteriori 10.000 iscritti Aire delle zone limitrofe del Land Palatinato”. Un servizio – consistente “nell’accettazione di domande di passaporto con prelievo dei dati biometrici, domande e consegne delle carte d’identità, trascrizione degli atti di stato civile, certificazioni, autenticazioni, assistenza sociale” – svolto prima da 4 unità e in seguito (da luglio 2012) da 2 che avrebbe comportato un incasso medio annuo di circa 110.000 euro di percezioni consolari, a fronte di una spesa in costi per affitto e oneri di accesso quantificati nell’interrogazione in 14.400 euro annui.

Di Biagio rileva come la chiusura dello sportello, “malgrado la sussistenza di un netto bilancio positivo”, abbia creato anche “gravi disagi per la fruizione dei servizi statali resi dal Consolato generale in Francoforte sul Meno, con trasferte che sfiorano i 400 Km in andata e ritorno per un qualsiasi servizio consolare”. Parziale risposta a tale situazione sarebbe derivata dall’invio da parte del Consolato generale, dal 9 febbraio 2015, di “una presenza consolare con cadenza quindicinale in Saarbrücken, ospitata in un vano di ridotte dimensioni, messo a disposizione dal locatore del Comites di Saarbrücken”, la cui operatività comporterebbe però – segnala il parlamentare – “significative criticità, sotto il profilo dell’immagine del luogo entro cui le attività ed i servizi venivano erogati nonché sotto il profilo della sicurezza essendo privo di qualsiasi attrezzatura per la sicurezza degli addetti ai lavori e degli utenti”.

Oltre all’inadeguatezza del servizio, evidenziata anche dai media tedeschi, Di Biagio segnala come “le citate missioni quindicinali aggraverebbero altresì il bilancio dello Stato con oneri che si aggirano attorno ai mille euro mensili”, senza contare “lo sbilanciamento dei carichi di lavoro ai restanti impiegati in sede del distacco quindicinale dalla sede centrale di Francoforte sul Meno di un funzionario delegato, un autista e due coadiutori”. Egli ricorda inoltre come il vice ministro agli Esteri Lapo Pistelli avesse con favore accolto l’offerta avanzata dalla governatrice del Saarland Annegreth Kramp-Karrenbauer di locali messi a disposizione gratuitamente per i servizi consolari nel complesso della Cancelleria di Stato di Saarbrücken, completamente arredati e immediatamente agibili, annunciando al Comitato per le Questioni degli Italiani all’Estero del Senato la definizione in corso di intese per assicurare in tal modo un ulteriore “strumento leggero di offerta consolare” in loco. “Ad oggi, però – segnala Di Biagio, – nessuno ha disposto il prelievo delle chiavi messe a disposizione dalla massima autorità del Land Saar per mettere i connazionali del posto nelle condizioni di poter fruire dei servizi consolari espletati con presenza snella ma fissa di impiegati del Mae”. E rileva altresì come “la Cancelleria di Stato non abbia mai imposto condizioni per una presenza consolare stabile nella propria capitale Saarbrücken, come la nomina di un console onorario o altri limiti formali, avendo già accettato di buon grado e per oltre quattro anni la presenza di uno sportello consolare sul proprio territorio”. A riprova dell’opportunità di riattivare lo sportello consolare, al Mae si fa presente infine che “l’attuale piano operativo di invio quindicinale di funzionari itineranti sta assumendo dei costi importanti, a fronte della richiesta della stessa Cancelleria di Stato di voler operare a favore dei nostri connazionali senza necessità di nomina di un console onorario o di altre formali adempienze”. (Inform)

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