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Un’interrogazione del deputato Simone Billi (Lega, ripartizione Europa) sulla definizione dei criteri per l’accesso al Fondo Contro Esodo

CAMERA DEI DEPUTATI

 

Billi chiede al Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, l’emanazione di un apposito decreto che chiarisca le modalità di accesso

 

ROMA – Il deputato Simone Billi (Lega, ripartizione Europa) ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in cui chiede lumi in merito alle modalità di accesso al Fondo Contro Esodo per i contribuenti che hanno trasferito la loro residenza in Italia in particolare tra il 30 aprile 2019 e il 2 luglio 2019.

Nell’interrogazione si ricorda che l’Agenzia delle Entrate ha elaborato, con la pubblicazione della circolare n. 33/E del 28 dicembre 2020, una serie di indicazioni operative in merito al regime speciale dei cosiddetti «lavoratori impatriati», a seguito di una norma introdotta dal Decreto crescita e confermata per il 2019 per coloro che hanno trasferito la residenza in Italia a decorrere dal 30 aprile 2019.

Si richiama inoltre l’istituzione dell’apposito «Fondo controesodo», con la dotazione di 3 milioni di euro a decorrere dal 2020, la cui definizione dei criteri è demandata al Ministero dell’Economia e delle finanze.

In assenza di tale definizione, tramite apposito decreto, l’Agenzia delle Entrate ha dichiarato che “i contribuenti che hanno trasferito la residenza in Italia nel periodo compreso tra il 30 aprile 2019 ed il 2 luglio 2019 non possono avvalersi del regime speciale così come risultante dalle modifiche introdotte dal «decreto Crescita»”. La  disciplina degli impatriati è stata poi modificata dalla recente legge di bilancio 2021, consentendo di “prolungare l’ambito temporale del regime fiscale agevolato anche ai soggetti che hanno trasferito la residenza in Italia prima dell’anno 2020 e che, alla data del 31 dicembre 2019, risultino beneficiari del regime di favore ordinario previsto per i cosiddetti lavoratori rimpatriati”. Si tratta tuttavia di una “formulazione generica” – rileva Billi – che induce a presumere che tali contribuenti siano diversi da quelli che hanno trasferito la residenza in Italia dal 30 aprile 2019 al 2 luglio 2019.

“Si ricorda, peraltro, che il 28 febbraio 2021 scadranno i termini per la presentazione delle dichiarazioni tardive o integrative/sostitutive relative al periodo d’imposta 2019, tanto per i singoli contribuenti interessati (Mod. Redditi PF 2020 (Redditi 2019) quanto per i sostituti d’imposta eventualmente coinvolti nell’applicazione delle minori ritenute (Mod. 770/2020) e che, come specificato all’interno della stessa circolare n. 33/2020, il termine di novanta giorni dalla scadenza ordinaria per la presentazione del Mod. Redditi PF debba intendersi quale termine ultimo per esprimere la volontà di accedere al richiamato regime speciale mediante comportamento concludente”.

Al Ministro dell’Economia si chiede pertanto “quali siano le ragioni del ritardo nell’emanazione del decreto per la definizione dei criteri per la richiesta di accesso alle prestazioni del «Fondo controesodo» citato in premessa e se intenda accelerarne l’adozione”; e “se intenda adottare iniziative per far chiarezza, con riguardo alle criticità esposte in premessa, in merito ai contribuenti che hanno trasferito la residenza in Italia tra il 30 aprile 2019 ed il 2 luglio 2019 ai fini del beneficio del regime previsto per gli rimpatriati”. (Inform)

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