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UnicarTourism, il Premio “The Journey of the Roots”

MIGRAZIONI

 

 

ROMA – La conferenza UnicarTourism promossa da Unical e Università di Bari con il sostegno di Maeci e Ministero della Cultura dell’Albania, incentrata sul tema del “Turismo delle Radici”, ha visto la premiazione di diversi partecipanti.

L’International Academic Research Center con sede in Albania, in stretta collaborazione con l’Universitas Sancti Cyrilli di Malta, ha valutato la necessità di avviare un percorso di ricerca specifico sulla tematica del “Turismo delle Radici” e del suo viaggio, tanto più importante in questo periodo di restrizione alla mobilità. Lo scopo è stimolare lo studio e l’analisi degli aspetti motivazionali e sociologici che spingono i nostri connazionali a tornare per scopi turistici nei paesi d’origine. Oltre l’analisi e la ricerca si intende stimolare tutte quelle iniziative che ad ogni livello, individuale o collettivo, privato o istituzionale, promuovono la valorizzazione dei territori e i viaggi di ritorno per la riscoperta delle proprie origini e tradizioni. In quest’ottica è stata celebrata la prima edizione del Premio “The Journey of the Roots” proprio nel 2020. Il riconoscimento è assegnato da una giuria internazionale nominata ad ogni edizione del premio che si svolge durante la conferenza UnicarTourism.

Per l’Area Ricerca il premio è stato conferito a: Letizia Carrera (Docente di Sociologia urbana e del turismo dell’Università di Bari) per aver promosso lo studio del turismo e delle sue radici stimolando gli studenti a partecipare attivamente; Antonella Perri (Docente di Turismo residenziale presso l’Università della Calabria) per le ricerche effettuate sul turismo delle radici e per la loro divulgazione; Tullio Romita (Docente di Sociologia del turismo presso l’Università della Calabria) come riconoscimento alla carriera quale pioniere degli studi sul turismo delle radici promosso in Italia e all’estero; Paolo Chiaselotti, storico e ricercatore, per aver ricostruito la genealogia delle famiglie sammarchesi ossia di San Marco Argentano. Per l’Area Istituzionale il premio è andato a: Giovanni Maria De Vita (Capo Ufficio I della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero del Maeci) per la tutela del patrimonio culturale delle radici; Giovanni Antonio Cocco, responsabile Istituto nazionale per il turismo per la promozione nel mondo dell’ospitalità italiana e delle tradizioni enogastronomiche. Roberto Galanti (Console onorario della Moldova) per la promozione turistica presso questo piccolo Stato. Vito Giordano Cardone (Presidente Fondazione Nikolaos) per aver favorito viaggi di fede. Per l’Area Testimonial sono stati premiati: Berenice Franca Vilardo (Presidente Associazione Calabresi in Europa) per la promozione del turismo italiano in Belgio; Giovanni Calvelli, emigrato negli Usa che ha mantenuto e trasmesso le proprie radici nel corso di tanti anni; Salvatore Tolomeo (Presidente Associazione Calabro-Lombarda) per la promozione della logica di rete tra famiglie emigranti.

Dai premiati sono giunti poi dei commenti. “Nel mondo della pubblica amministrazione e delle Regioni non si è capito ancora pienamente il valore di questa nostra comunità nel mondo”, ha sottolineato Cocco evidenziando che si tratta di persone che hanno un valore assoluto al di là del voto che possono esprimere e che bisogna integrare queste comunità non solo politicamente attraverso la rete diplomatica ma anche economicamente attraverso il circuito imprenditoriale. “A Milano in particolare ho visto che c’era un forte legame con le nostre origini mettendo così a valore questo legame unendo forze utili all’economia. Facciamo squadra e le radici non saranno soltanto un sentimento ma uno sviluppo economico”, ha commentato Tolomeo auspicando un convegno a cadenza annuale sul tema. Il Console Galanti ha auspicato l’idea di “un turismo di andata e ritorno” tramite un format già proposto in Moldava. Di rapporto tra la città di Bari e il resto del mondo, all’insegna della figura di San Nicola, ha parlato Cardone. Il Sindaco calabrese Francesco Lo Giudice si è congratulato con tutti i premiati sottolineando come “il turismo delle radici si sposi benissimo con quest’epoca di ‘glocalizzazione’ che stiamo vivendo dove le piccole città possono sperare di emergere da un’apnea identitaria nelle quali sono calate”, ha commentato dicendosi pronto a fare la propria parte insieme ad altri amministratori locali per valorizzare queste realtà di provincia. Chiaselotti ha ricordato come il suo lavoro sia stato portato avanti per molti anni, da triestino che ha una profonda gratitudine verso la Calabria ossia la terra che lo ha ospitato.

“Ritengo questo premio un riconoscimento importante – ha commentato Giovanni Maria De Vita – e per origini personali faccio riferimento a una Regione, come la Calabria, che ha tanto pagato in termini di emigrazione. Questo è un ulteriore impegno per il futuro: confermo che il Ministero degli esteri resta molto coinvolto nella promozione di tale segmento creando un legame nuovo tra l’Italia e le sue comunità all’estero”, ha quindi sottolineato De Vita,.Segnalato inoltre da De Vita come il riconoscimento dia atto al ruolo assunto dal Ministero degli Affari Esteri  e della Direzione Generale degli Italiani all’Estero per la promozione del Turismo delle Radici e delle attività promosse in questo settore sin dalla prima riunione del Tavolo tecnico sul Turismo delle Radici nel 2018, convocato insieme a Enit e alle associazioni Asmef e Raìz Italiana. Tali attività riguardano il coordinamento dei soggetti istituzionali (Ministeri, Regioni e Comuni), enti accademici e centri di ricerca, associazioni italiane all’estero, associazioni di categoria attive nel settore del turismo, singoli operatori economici e start-up. Vi è inoltre il sostegno ad iniziative di promozione del turismo delle radici, quali la Guida alle radici italiane che propone itinerari attraverso la cultura, la tradizione, l’enogastronomia delle Regioni italiane, la conduzione di studi specifici sui “Turisti delle Radici” ad uso soprattutto di chi dovrà occuparsi nei territori della definizione di un pacchetto mirato di servizi turistici ad essi dedicati, nonché l’organizzazione di corsi di formazione accademica per operatori del settore del Turismo delle Radici, quale appunto il master per “Esperti in organizzazione e gestione del turismo delle radici”, sotto il coordinamento del Prof. Tullio Romita dell’Università della Calabria. (Inform)

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