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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Una nota dei parlamentari del Pd eletti all’estero sul contratto di governo M5S-Lega

PARTITI

Dagli eletti all’estero del Pd Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò e Ungaro

 

ROMA – I parlamentari del Pd eletti nella circoscrizione Estero Laura Garavini (Senato, ripartizione Europa), Francesco Giacobbe (Senato, ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide), e i deputati Nicola Caré (ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide), Francesca La Marca (America settentrionale e centrale), Angela Schirò e Massimo Ungaro (Europa) criticano in una nota l’adesione degli esponenti del Movimento Associativo Italiani all’Estero (Maie) al programma di governo elaborato da M5S e Lega. I parlamentari del Pd ricordano inoltre come tutto questo avvenga a “appena qualche giorno di distanza dalla riunione degli eletti all’estero che ha invocato l’opportunità di un maggiore coordinamento tra le diverse posizioni, sia pure nel rispetto delle scelte politiche e culturali di ognuno”.

Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò, Ungaro sottolineano come nel contratto di governo, steso preliminarmente all’investitura di Giuseppe Conte quale presidente del Consiglio incaricato, che non è andata a buon fine, il programma dedicasse agli italiani all’estero solo 12 righe, e 20 righe alla politica estera dell’Italia.

In esso “gli italiani all’estero sono evocati come mercato del Made in Italy, non come potenzialità e valore – si legge nella nota dei parlamentari democratici, che richiamano “il massiccio sostegno degli ultimi anni alle politiche di internazionalizzazione” ad opera dei governi a guida Pd, citando in particolare l’incremento dei fondi destinati alle Camere italiane di commercio all’estero e per la promozione di lingua e cultura italiana, l’aumento di personale e risorse per la rete consolare. Si critica inoltre il richiamo ad un superamento dei brogli sul voto all’estero, che non affronta né “la questione nei contenuti e nelle modalità di voto”. (Inform)

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