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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Una lettera del “Comitato per il no” di Buenos Aires al ministro per le Riforme istituzionali Maria Elena Boschi

REFERENDUM COSTITUZIONALE

Il Comitato è formato dal Coordinamento donne italo-argentine, Filef e ItalianiSudamericani

 

BUENOS AIRES – Il “Comitato per il no” costituitosi a Buenos Aires in vista del referendum costituzionale segnala di aver consegnato al ministro per le Riforme istituzionali e i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, in questi giorni in visita istituzionale in Argentina, una lettera in cui spiega le ragioni del “no” alla consultazione cui anche i connazionali all’estero sono chiamati a partecipare. 

Per il Comitato tale riforma, insieme alla nuova legislazione elettorale, consentirebbe ad una minoranza di legislatori di diventare “stragrande maggioranza”, fatto che renderebbe “possibile eleggere i membri del Governo, il Capo dello Stato e gli stessi organismi di controllo, modificare anche i diritti fondamentali della prima parte della Costituzione senza bisogno degli accordi con l’opposizione, senza permettere il gioco parlamentare, anche contro la volontà di tutto un Paese”.

Nella missiva si contesta inoltre il tentativo di cambiare la Costituzione “in solitudine” e “a colpi di maggioranza”, e l’intento che traspare di “voler cambiare la forma di governo senza ammetterlo, cercando d’istaurare un premierato assoluto che sostituisca il consenso e la partecipazione popolare con un piú forte potere istituzionale”.

“Se la riforma passa – sostiene il Comitato, – i dirigenti politici si allontaneranno sempre di più dagli interessi della gente. I partiti politici si trasformerebbero in macchine elettorali che, invece di cercare l’appoggio popolare nelle elezioni, si appoggiano sui premi di maggioranza per conseguire una presunta governabilità, non preoccupandosi di fare il loro dovere, cioè rappresentare all’elettorato, d’altra parte sempre meno motivato a partecipare con il voto”. Vengono poi ritenuti assai limitati i risparmi determinati dalla riforma – “il taglio al Senato – si legge –  significherà solo la riduzione di un 20% del suo budget” – mentre si temono ben maggiori “costi politici”, come “la mancanza delle voci diverse al Parlamento”.

“Ci vogliono spaventare col fantasma dell’attuale ingovernabilità spagnola come specchio di una Italia futura che non cambi Costituzione. Ma il vero problema iberico sono le politiche che hanno portato milioni di spagnoli alla povertà, e non che il sig. Rajoy non possa adesso formare governo. Vogliono guidare il nostro voto sconsigliando di votare insieme ai 5 Stelle. Ma sconfiggere Grillo non è compito nostro, ma del Governo, che deve convincere, sedurre l’elettorato attraverso le sue politiche – prosegue la missiva, che lamenta poi “l’oblio e la noncuranza del Governo” nei confronti degli italiani all’estero e l’utilizzo di logiche che spesso finiscono con l’alimentare la divisione tra gli italiani. Segnalato infine il rischio di togliere con questa riforma  “diritti e possibilità di incidere ai cittadini”.

Il “Comitato per il no” è costituito dal Coordinamento donne italo-argentine, la Filef e l’associazione ItalianiSudamericani. (Inform)

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