ASSOCIAZIONI
ROMA – Le ACLI parteciperanno in Belgio alle iniziative organizzate in occasione del 70° anniversario della tragedia di Marcinelle, una delle pagine più dolorose della storia dell’emigrazione e del lavoro italiano. L’8 agosto 1956, nell’incendio scoppiato nella miniera del Bois du Cazier, persero la vita 262 lavoratori di dodici nazionalità diverse, tra i quali 136 italiani. Una delegazione delle ACLI italiane ed europee, guidata dal Presidente nazionale Emiliano Manfredonia e dal Vicepreidente della Federazione Acli Internazionali, Matteo Bracciali, prende parte agli appuntamenti in programma il 7 e l’8 agosto per ricordare le vittime e rinnovare l’impegno in difesa della dignità, della sicurezza e dei diritti di tutti i lavoratori, con un’attenzione particolare a chi è costretto a lasciare il proprio Paese. Le iniziative hanno avuto inizio oggi, venerdì 7 agosto , presso la sede delle ACLI ASBL di Monceau-sur-Sambre, in Rue des Déportés 1 a Charleroi, con la tavola rotonda “L’emigrazione dal Friuli Venezia Giulia e i diritti dei lavoratori all’estero a 70 anni da Marcinelle”.. Sabato 8 agosto, alle ore 7.30, le ACLI prenderanno parte alle celebrazioni ufficiali per il 70° anniversario insieme alle autorità e agli esponenti del mondo sindacale e politico italiano. La presenza delle ACLI a Marcinelle – spiega la nota del sodalizio – si inserisce in una storia lunga quasi ottant’anni. Già dal 1947, infatti, i servizi di Patronato erano attivi in Belgio per assistere gli emigrati italiani, aiutandoli nella comprensione dei contratti e nella tutela dei loro diritti. Ricordare Marcinelle significa quindi interrogare anche il presente: sulle condizioni di chi emigra per lavorare, sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sul prezzo umano che ancora oggi, in molte parti del mondo, viene pagato per sostenere il benessere e la produzione. A settant’anni dalla tragedia, la memoria delle vittime continua a richiamare l’Europa alla propria responsabilità: fare della mobilità dei lavoratori, della loro sicurezza e della piena tutela della dignità umana diritti effettivi, senza discriminazioni legate alla provenienza o alla nazionalità. (Inform)