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Un richiamo dell’Istituto Fernando Santi sul progetto di legge relativo alla Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo

ITALIANI ALL’ESTERO

Un richiamo dell’Istituto Fernando Santi sul progetto di legge relativo alla Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo

All’ultima riunione della Consulta regionale, l’intervento di Renzo Bonoli sulla necessità di un confronto costruttivo e preliminare alla presentazione del progetto di legge sull’organismo

 

BOLOGNA – L’Istituto Fernando Santi torna a ribadire la necessità di elaborare un progetto di legge condiviso sulla Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, richiamando l’appello formulato in proposito nel corso dell’ultima riunione della Consulta regionale svoltasi a Bologna nei giorni scorsi da Renzo Bonoli, consultore dell’Istituto Santi.

In quella occasione Bonoli aveva infatti lamentato l’impossibilità di procedere nel confronto con i consiglieri regionali facenti parte del gruppo di lavoro incaricato di redigere il testo sulla Consulta da presentare allo stesso organismo e all’assemblea regionale, a causa della loro assenza alla riunione. Un’assenza criticata da più parti – si legge nella nota dell’Istituto Santi –  cheper Bonoli indica “volontà di sottrarsi al confronto con gli emiliano romagnoli convenuti a Bologna da tutte le parti del mondo”, atteggiamento già deducibile dalle critiche mosse alla Consulta negli ultimi anni. Per Bonoli “anziché proporre quattro progetti di legge per l’abolizione della Consulta” sarebbe stato più opportuno sedersi attorno ad un tavolo per esaminare assieme, senza pregiudizi e chiusure aprioristiche, le possibilità di modificare la legge che istituisce l’organismo”. Egli sottolinea inoltre come le motivazioni addotte alla base delle proposte di soppressione della Consulta formulate da alcuni gruppi consiliari siano riconducibili unicamente a ragioni politiche ed elettoralistiche e non tengano conto del fatto che già la Consulta, negli anni scorso, ha provveduto a tagliare il proprio bilancio e le proprie spese di funzionamento, riportandole ai livelli del 2007”.

La richiesta è dunque quella di “poter partecipare in fase costruttiva e non solo a posteriori, alla definizione di un testo che soddisfi sia le esigenze della Giunta, sia quelle dei nostri emigrati”, anche rilevando il mancato coinvolgimento nel gruppo di lavoro incaricato della materia delle associazioni presenti in Consulta. (Inform)
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