PARLAMENTARI CIRCOSCRIZIONE ESTERO
ROMA – Tutela sanitaria per gli iscritti all’AIRE residenti nei Paesi extra-UE ed extra-EFTA: “un concreto e atteso passo avanti” per Nicola Carè, deputato del Pd eletto nella circoscrizione Estero- ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, che ha precisato: “questa proposta di legge va ad aggiungere una nuova possibilità per gli italiani all’estero, senza togliere nulla a nessuno”, per cui il voto del Gruppo del Pd alla Camera è stato favorevole”.
“Questa proposta di legge – ha spiegato il deputato – risponde a un principio semplice e profondamente radicato nella nostra Costituzione: la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività. L’articolo 32 della Carta afferma infatti che la Repubblica tutela la salute e garantisce cure gratuite agli indigenti e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea richiama il diritto di ogni persona ad accedere alla prevenzione e alle cure, assicurando un elevato livello di protezione della salute umana. Si tratta di riferimenti che valgono per tutti i cittadini italiani, indipendentemente dal Paese in cui vivono. Per i cittadini iscritti all’AIRE (e residenti in Stati extra-UE ed extra-EFTA (l’Associazione europea di libero scambio), questo principio oggi non trova un’effettiva traduzione. Al momento dell’iscrizione all’AIRE, infatti, si viene cancellati dal Servizio sanitario nazionale e si resta coperti solo per le cure urgenti, e per un periodo limitato, se privi di assicurazione sanitaria locale. Una disparità tanto più evidente se confrontata con la condizione dei cittadini italiani residenti in Europa, che possono utilizzare la TEAM (la Tessera Europea di Assicurazione Malattia) e accedere anche alle prestazioni non urgenti. È una situazione, questa – ha detto Carè – che non corrisponde più alla realtà dell’emigrazione italiana. Non parliamo più di partenze definitive, di ritorni dopo decenni: oggi l’emigrazione è spesso una mobilità temporanea, fatta di studenti, ricercatori, professionisti, famiglie che vivono “a cavallo” tra due Paesi e che mantengono legami costanti con l’Italia. Molti tornano più volte l’anno, trascorrono lunghi periodi nel nostro Paese, investono nelle loro comunità di origine, fanno crescere qui i figli durante le vacanze, oppure lavorano in Paesi dove il sistema sanitario è frammentato, costoso o inaccessibile per chi non è residente. Per tutti loro l’impossibilità di accedere al medico di medicina generale e ai servizi del SSN rappresenta un ostacolo concreto, un deterrente all’iscrizione corretta all’AIRE e, di fatto, una discriminazione rispetto ai cittadini che risiedono in Europa o che rientrano stabilmente in Italia. È una condizione che rende più fragile la vita di studenti che affrontano percorsi impegnativi all’estero, di famiglie che cercano di mantenere un equilibrio tra due Paesi, di pensionati che desiderano trascorrere periodi più lunghi nei luoghi d’origine, contribuendo a ripopolare borghi e comunità interne. La proposta – ad avviso del deputato dell’estero – offre una soluzione ragionevole: consentire l’accesso volontario al SSN dietro il pagamento di un contributo, sulla base del modello già previsto per altre categorie, come gli studenti stranieri o i titolari di visto di residenza elettiva. Non è un “regalo” a nessuno e non grava sulla finanza pubblica: è l’introduzione di una facoltà, non di un obbligo, che amplia i diritti di cittadinanza senza togliere nulla all’esistente. Le cure urgenti restano garantite, e si aggiunge la possibilità di un’iscrizione volontaria che permette di mantenere un rapporto ordinato con il Sistema sanitario italiano. Il Partito Democratico sostiene questa misura perché – ha sottolineato il deputato – riconosce negli italiani all’estero una risorsa, non un peso. Sostiene questa misura perché contribuisce a rafforzare i legami con le comunità all’estero, rendendo più semplice tornare in Italia, trascorrere qui periodi più lunghi, investire nei nostri territori, mantenere rapporti familiari e affettivi che costituiscono la trama viva della nostra comunità nazionale. Il Gruppo parlamentare del Pd ha lavorato – ha rimarcato ancora Carè – per rendere questa riforma più equa e più inclusiva. Sono stati proposti un contributo commisurato al reddito, una maggiore tutela delle categorie più deboli – come studenti e pensionati – e forme di accesso più flessibili, come la possibilità di limitarsi al medico di medicina generale con contributi ridotti. Non tutte queste proposte sono state accolte, e rimane l’esigenza di migliorare il testo in futuro. È positiva, però – ha continuato il parlamentare – l’introduzione dell’esonero per i minorenni legato all’iscrizione del genitore: un riconoscimento importante per le famiglie, le principali beneficiarie della riforma. Pur con alcuni limiti, si tratta dunque di un concreto passo avanti: vengono ampliati i diritti degli italiani che vivono all’estero, si valorizzano le loro comunità, si riduce una disparità ingiusta e si contribuisce a rendere l’Italia un Paese che mantiene legami reali con chi vive oltreconfine. È un modo per riconoscere, finalmente, che la cittadinanza non si misura in chilometri, ma nella possibilità di continuare a sentirsi parte della stessa comunità nazionale”, ha concluso Nicola Carè. (Inform)