ITALIANI ALL’ESTERO
Dai deputati del Pd Estero Farina, Fedi, Garavini, La Marca, Porta e Tacconi
“Trovare forme innovative di equilibrio tra lo jus soli e lo jus sanguinis, nel quadro di un più generale percorso di allargamento e consolidamento dei diritti di cittadinanza, che tenga conto degli irreversibili processi di globalizzazione operanti da tempo”
ROMA – “Il Presidente del Senato Pietro Grasso, in occasione di un incontro dedicato all’editoria sulle mafie, interrogato sul riconoscimento dello jus soli a beneficio dei ragazzi nati da stranieri regolarmente residenti in Italia e che parlano la nostra lingua e i nostri dialetti, ha concluso dicendo che essi devono essere considerati italiani forse più di tanti italiani all’estero che votano alle elezioni e forse nemmeno più si ricordano del nostro Paese”. Lo segnalano in una nota congiunta i deputati del Pd, eletti nella ripartizione Estero, Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Francesca La Marca, Fabio Porta e Alessio Tacconi che giudicano sbagliata questa battuta di carattere non polemico e pronunciata dal Presidente del Senato in sede non istituzionale.
“Prima di tutto, – affermano i deputati del Pd – il Presidente del Senato è la seconda carica dello Stato e sa bene che le sue parole, in qualsiasi contesto siano pronunciate, hanno una risonanza e un peso che vanno al di là di quanto ci si possa attendere da un qualsiasi interlocutore politico. In secondo luogo, il Senato è alle prese proprio in questi giorni con il provvedimento in questione, oggetto di un furibondo fuoco di sbarramento da parte di importanti forze politiche e movimenti”. Per gli eletti all’estero, che ricordano come il provvedimento dello ius soli per strategie procedurali sia stato distinto dalle questioni di cittadinanza riguardanti gli italiani all’estero, mettere in alternativa le due linee di intervento normativo rischia di penalizzare gli sforzi che nello stesso Senato sta compiendo per arrivare ad una positiva conclusione sul versante degli italiani all’estero.
Secondo Farina, Fedi, Garavini, La Marca, Porta e Tacconi il vero problema “è quello di trovare forme innovative di equilibrio tra lo jus soli e lo jus sanguinis, nel quadro di un più generale percorso di allargamento e consolidamento dei diritti di cittadinanza, che tenga conto degli irreversibili processi di globalizzazione operanti da tempo. I deputati ricordano inoltre come in prossimità di ogni scadenza elettorale si sviluppi una campagna che
rimettere in ballo l’effettività dell’esercizio di un diritto di voto degli italiani all’estero che collide frontalmente con la Costituzione, nella quale la circoscrizione Estero è inserita e che andrebbe difesa.
“La crisi di questi anni – riflettono infine i deputati del Pd eletti all’estero – ha dimostrato, se ancora ce ne fosse stato bisogno, che l’Italia può trovare la via di uscita dalle difficoltà e il suo sviluppo solo moltiplicando e consolidando le sue postazioni a livello globale. È questa la vera lezione del Made in Italy. Un equilibrato, sinergico e lungimirante ricorso sia allo jus sanguinis che allo jus soli può aiutarci di fatto a costituire una straordinaria rete di relazioni nel mondo. Può essere il vero valore aggiunto di un Paese come il nostro”.(Inform)