direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Troppo tardi”, l’editoriale di Mimmo Porpiglia per l’ultimo numero di Gente d’Italia

EDITORIA

MONTEVIDEO –  In un editoriale intitolato “Troppo tardi” il direttore del quotidiano “La Gente d’Italia” Mimmo Porpiglia ha ribadito le motivazioni che hanno portato alla chiusura del giornale. “Non chiudiamo per la crisi, per la pandemia.  Chiudiamo – scrive Porpiglia – perché un giornale scomodo, libero è un giornale fragile. Chiudiamo perché un giornale pensato per i lettori e non per le istituzioni può essere messo in discussione dalle istituzioni”. Per Porpiglia la chiusura della testata appare inevitabile perché ormai è “Troppo tardi” “perché – prosegue il direttore editore – un giornale serio è fatto di comportamenti seri, nei confronti dei dipendenti, dei fornitori e dei lettori.  Chiudiamo perché avevamo detto che se non avessimo incassato il contributo pubblico avremmo chiuso a fine ottobre. E solo il 30 ottobre il nostro avvocato è stato informato.  Troppo tardi – continua Porpiglia – per un’impresa che deve programmare le sue cose, che deve pagare gli stipendi ai giornalisti, che deve onorare i contratti. Non è una chiusura semplice; non è semplice per i nostri giornalisti, ai quali assicuriamo quattro mesi di stipendio per curare l’edizione digitale e per dargli il tempo di trovare un’altra occupazione”. “Non è facile – prosegue il direttore – per le nostre decine di migliaia di lettori, italiani in Uruguay, e nel resto del mondo per i quali questo giornale era un necessario collegamento, culturale ed affettivo, con l’Italia. E le centinaia di lettori lo testimoniano”.  “Per anni – aggiunge Porpiglia – ho cercato di dare voce a chi non ha voce, di raccontare i fatti, di portare la bella lingua italiana in Uruguay e nel mondo. Non è semplice perché dall’inizio del 2020 stavamo lavorando per fare un giornale nuovo, più adeguato ai tempi, più accattivante nella forma. Anche con un  telegiornale Tv ma sempre rigoroso nei contenuti.  Stavamo lavorando per ripetere la bellissima esperienza del Corso di giornalismo multimediale qui a Montevideo.  Per dare un lavoro e una specializzazione a tanti giovani innamorati del nostro Paese, della lingua di Dante. Per formare dei veri professionisti  dell’informazione italiana all’estero. Un requisito purtroppo alieno nel panorama dell’italica emigrazione”. (Inform)

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