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Trattamento fiscale e previdenziale dei lavoratori frontalieri: il ministro del Lavoro Poletti risponde ad una interrogazione di Sergio Pizzolante (Ncd)

CAMERA DEI DEPUTATI

ROMA – Il ministro del Lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti ha risposto ieri nell’Aula di Montecitorio ad una interrogazione di Sergio Pizzolante, deputato del Nuovo centrodestra, sulle iniziative in materia di trattamento fiscale e previdenziale a favore dei lavoratori frontalieri.

Pizzolante, nell’illustrare l’interrogazione, ha ricordato che la Camera dei deputati, sulla questione dei frontalieri, ha approvato pochi mesi fa una mozione con l’obiettivo di andare a ridefinire lo status dei frontalieri ed uno statuto ad hoc per il lavoro frontaliero, che non ha avuto ancora seguito. E’ stata anche approvata, nella legge di stabilità, la franchigia per i frontalieri. Rimane aperta la questione, prevista nella Convenzione con la Repubblica di San Marino, di una legge ordinaria per il lavoro frontaliero. Su questo tema ci sono delle iniziative di legge parlamentari e nell’interrogazione si chiede cosa intende fare il Governo in materia di trattamento fiscale e previdenziale dei lavoratori frontalieri.

Il ministro Poletti, nella risposta, ha fatto riferimento alla Convenzione con la Repubblica di San Marino per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le frodi fiscali, e relativi protocolli, ratificati con legge  n. 88 del 19 luglio 2013. Queste norme non contengono disposizioni in materia previdenziale, bensì soltanto in materia tributaria e quindi non rientrano nelle dirette competenze del ministero del Lavoro. Pertanto il ministro si è limitato a riportare le informazioni fornite dal ministero dell’Economia e dall’Agenzia delle entrate.

In primo luogo, occorre considerare che, per quanto attiene alla materia tributaria, il citato Protocollo di modifica della Convenzione tra la Repubblica italiana e la Repubblica di San Marino stabilisce tra l’altro che la Repubblica italiana assoggetterà a tassazione il reddito lordo dei lavoratori frontalieri residenti in Italia conseguito nella Repubblica di San Marino con le modalità che saranno stabilite con legge ordinaria e che quest’ultima potrà determinare una quota del reddito lordo dei lavoratori frontalieri esenti da imposta in Italia.

Peraltro il trattamento fiscale dei redditi di lavoro dipendente, prestato all’estero in zona di frontiera, è stato recentemente disciplinato dalla legge di stabilità per il 2014, articolo 1, comma 175, il quale prevede che, a decorrere dal 1o gennaio 2014, il reddito da lavoro dipendente prestato all’estero in zona di frontiera o in altri Paesi limitrofi al territorio nazionale in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto tra soggetti residenti nel territorio dello Stato italiano concorre a formare il reddito complessivo per l’importo eccedente 6.700 euro. Tale disposizione, che rende permanente l’esenzione di 6.700 euro, già prevista in via transitoria da precedenti provvedimenti normativi, si applica anche ai lavoratori frontalieri residenti in Italia per il reddito di lavoro dipendente conseguito nella Repubblica di San Marino e costituisce, quindi, una misura che dà attuazione a quanto previsto dal citato Protocollo di modifica della Convenzione.

Il ministro Poletti ha poi richiamato la delega al Governo per la revisione del sistema fiscale di cui alla legge n. 23 del 2014, che all’articolo 12 reca un criterio di delega in materia di revisione della disciplina impositiva, riguardante tra l’altro il regime dei lavoratori all’estero e dei lavoratori frontalieri.  Infine ha segnalato, sulla base degli elementi forniti dal ministero degli Esteri, che la Repubblica di San Marino, con l’approvazione della legge n. 166 del 2013, ha esteso anche ai lavoratori frontalieri, alle stesse condizioni previste per i lavoratori residenti a San Marino, la possibilità di dedurre dalla propria base imponibile le spese per l’acquisto di beni e servizi effettuati nel territorio sammarinese con un tetto massimo di 9 mila euro di oneri deducibili sulla base di idonea certificazione di spesa.

In sede di replica, il deputato del Nuovo centrodestra si è detto totalmente insoddisfatto, ricordando che ci sono dei progetti di legge, dello stesso Pizzolante e dell’onorevole Arlotti, depositati in Parlamento, che dovranno avere il loro corso. (Inform)

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