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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Tour internazionale di “Ferite a morte”, spettacolo di Serena Dandini e Maura Misiti sul femminicidio

GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Patrocinato dal Ministero degli Esteri e dal vice ministro delle Politiche Sociali  con delega alle Pari Opportunità Cecilia Guerra

Tour internazionale di “Ferite a morte”, spettacolo di Serena Dandini e Maura Misiti sul femminicidio

Monologhi delle vittime senza più voce in scena – in italiano e in inglese – il 25 novembre alle Nazioni Unite a New York, e a Washington, Bruxelles e Londra. L’iniziativa è stata illustrata oggi presso la Presidenza del Consiglio. Ministro degli Esteri Emma Bonino: “L’impegno congiunto di governo, cultura e società civile può dare frutti molto importanti”

 

ROMA – “Ferite a morte”, spettacolo teatrale di Serena Dandini sul femminicidio, sarà proposto nell’ambito del programma ufficiale della Giornata internazionale contro la violenza alle donne, il 25 novembre, nella sede delle Nazioni Unte a New York, su invito di UN Women e della missione italiana all’Onu.

Un riconoscimento importante all’impegno di donne italiane su questo fronte festeggiato oggi con una conferenza stampa presso la Sala monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma, occasione in cui sono state illustrare le altre tappe dell’upgradeinternazionale di questa esperienza – così come l’ha definita Maura Misiti, ricercatrice del Cnr e autrice insieme alla Dandini dei monologhi femminili raccolti nell’omonimo libro edito da Rizzoli – che verrà proposta – in lingua inglese e italiana – nelle prossime settimane anche a Washington, Bruxelles e Londra. 

Si parte il 19 novembre con la versione inglese – Wounded to death – messa in scena nella sede di Washington dell’Organizzazione degli Stati Americani, cui seguirà, il 25 novembre, l’appuntamento alle Nazioni Unite a New York – appuntamento promosso anche dall’Istituto Italiano di Cultura in loco, – a Bruxelles, il 28 novembre (al Teatro Saint Michel) e il 3 novembre a Londra.

Un tour che si associa ad importanti momenti di confronto internazionale sul tema cui anche l’Italia intende apportare il suo contributo, a cominciare dalla politica, ma non solo. A patrocinare l’evento il Ministero degli Affari Esteri e il vice ministro del Lavoro e le Politiche sociali con delega alle Pari Opportunità, Cecilia Guerra, assente all’incontro di oggi perché impegnata – spiega in un messaggio inviato per l’occasione e letto da Paola Tavella – in un evento promosso dal Consiglio d’Europa per sollecitare proprio la ratifica della Convenzione sulla prevenzione e la lotta alla violenza nei confronti delle donne, ratifica già effettuata dal Parlamento italiano nello scorso mese di giugno. Il vice ministro sottolinea ai presenti l’importanza della Convezione che offre un “quadro normativo completo contro qualsiasi violenza di genere, rilevando come quest’ultima – fisica e psicologica – sia una violazione dei diritti umani” e insieme “un quadro organico di interventi” per il contrasto al fenomeno. Richiamato anche il fatto che l’Italia sia uno dei primi Paesi ad aver proceduto con la ratifica, azione associata ad una serie di interventi messi in campo per giungere ad “un piano nazionale contro la violenza di genere e lo stalking” su cui sta lavorando una task force interministeriale e i cui primi risultati – annuncia il vice ministro – saranno presentati alla stampa proprio il 25 novembre. “Se vogliamo veramente sconfiggere la violenza di genere è necessario mobilitare le forze dalla cultura, la scuola, la società. Le leggi – rileva Guerra, – per quanto condivise ed efficaci, non bastano. È essenziale la crescita della consapevolezza all’interno della società e la promozione della cultura del rispetto tra i generi”. Il vice ministro sottolinea poi come si tratti di “violenza commessa il più delle volte all’interno delle mura domestiche, all’interno di quelli che vengono definiti rapporti affettivi”, “un problema su cui la comunità degli uomini è chiamata a riflettere per intraprendere un cammino di auto trasformazione”.

Un problema universalmente condiviso ed empaticamente coinvolgente per le donne, rileva la Dandini, spiegando così la nutrita partecipazione di attrici – tra le “lettrici” presenti in sala anche l’attrice Maria Grazia Cucinotta, – esponenti politiche, membri dei movimenti fondati per il rispetto dei diritti umani e della società civile che leggeranno nelle diverse occasioni i monologhi che sono un tentativo di dare voce alle vittime, a donne uccise la cui testimonianza ci si augura possa essere anche un monito alla denuncia o alla presa di coscienza di pericolose dinamiche associate al rapporto uomo-donna. “L’idea è nata dalla presa d’atto sconcertante che tutti i numeri sul femminicidio e i numerosissimi episodi di violenza che si susseguono in Italia, ma non solo, non sembrano attirare la giusta attenzione. Abbiamo pensato allora di partire dalla drammaturgia per arrivare al cervello delle persone – spiega la Dandini.

A supportare l’iniziativa in prima persona il ministro degli Esteri, Emma Bonino, che definisce questa “una delle eccellenze italiane”, “l’eccellenza del parlare chiaro”, riconosciuta dalle Nazioni Unite. “Si rappresenta così un grave problema politico e, così facendo, ne deriva un aiuto ed un sostegno nelle attività politiche che cerchiamo di portare avanti, non sempre con facilità – afferma Bonino, richiamando l’impegno del Ministero in particolare contro le mutilazioni genitali femminili e la campagna, recentemente intrapresa, contro i matrimoni forzati giovanili. “Io penso che l’impegno congiunto tra governo, cultura e società civile possa dare frutti molto importanti – aggiunge. “Si tratta di un problema politico, ma la politica non è confinata a governo e Parlamento, appartiene al nostro essere umani, al nostro essere persone”. Il ministro è consapevole che in Italia perdurino ancora pesanti stereotipi sulle donne, ma nello stesso tempo vi è “un risveglio, di cui voi siete la testimonianza”, risveglio che va “coltivato e sostenuto”, “perché è parte di quell’Italia che io vorrei vedere e far vedere all’estero”. Auspicata dal ministro anche una rappresentazione di esperienze “a lieto fine” sul fenomeno, esperienze di resistenza e di forza in realtà incluse con la partecipazione alle letture di donne come Rosi Canale, fondatrice del movimento Donne di San Luca e della Locride, che si oppone all’ndrangheta, o Sima Samar, portavoce dell’Afghanistan Indipendent Human Rights Commission, che sarà sul palco a Londra.

Richiamata infine la campagna adottata dal Dipartimento Pari Opportunità alla Presidenza del Consiglio dei Ministri “Riconosci la violenza”, in vista della Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne, utilizzabile e scaricabile gratuitamente del sito www.riconoscilaviolenza.it. Per i dettagli sul tour internazionale di “Ferite a morte”: http://www.mismaonda.eu. (Viviana Pansa-Inform)
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