direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Toni Ricciardi: 75 anni di Repubblica fondata sull’emigrazione

PARTITI

Dalla Newsletter del Pd Svizzera

«L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro». Si apre così, con l’articolo 1, la prima parte della Costituzione repubblicana. Essa fu promulgata il primo gennaio del 1948, dopo quasi due anni di lavori dell’Assemblea Costituente.

La Repubblica italiana festeggia i suoi 75 anni e, nonostante questo, dopo così tanto tempo, si fa ancora fatica a riconoscerne il suo vero principio di fondazione: l’emigrazione e non, come enunciato nell’art. 1, il lavoro.

Il 2 giungo 1946 il popolo italiano si espresse per la Repubblica, lasciando nel paese una profonda spaccatura. Il Nord votò per la Repubblica, mentre il Mezzogiorno si espresse a larga maggioranza per la Monarchia. Le settimane che seguirono furono di grande incertezza. I Savoia, sui quali pendeva l’onta di aver permesso l’avvento del fascismo e sostanzialmente di non averlo contrastato, fecero vivere una fase di incertezza all’intero paese. L’incertezza era data dal riconoscimento o meno del risultato referendario e, soprattutto, dalla condizione nella quale viveva il paese. La guerra era finita l’anno prima, il trattato di pace sarebbe stato firmato solo nel 1947 e in metà del paese si usavano più le Am-Lire che la Lira stessa. La questione dei territori da preservare e le direttrici da riaprire furono al centro dell’azione dei primi governi repubblicani, che – fino appunto al 1947 – furono governi di unità nazionale.

In questo contesto, il primo atto che la neoeletta Assemblea Costituente pose in essere non fu una  nuova Costituzione che il paese doveva darsi per sostituire lo Statuto Albertino, bensì legiferò in materia di emigrazione. Il 23 giugno del 1946, con il voto favorevole e unanime di tutte le forze in campo, fu approvato il primo accordo di emigrazione tra Italia e Belgio. Fu l’unico accordo nel quale venne scritto nero su bianco in cosa consistesse l’accordo stesso, ovvero, lo scambio tra braccia e carbone. Questo documento con il Belgio segnò l’inizio di quella che la storiografia ha definito la stagione d’oro degli accordi di emigrazione che, nel 1948, vide quello con la Svizzera e che terminò nel 1955 con l’accordo con l’allora Repubblica federale tedesca. Dopo aver fallito nel primo ventennio del Novecento – Commissariato generale all’Emigrazione e prima legge organica sull’emigrazione (1901-1927) –, la neonata Repubblica si pose quale primo obiettivo costituente l’emigrazione assistita e gestita dagli apparati dello Stato. Questi accenni, seguendo il fluire cronologico delle azioni poste in essere, ci consentono – a dire il vero già da tempo – di poter definire la nostra Repubblica, nata dalla Liberazione e dalla lotta al nazifascismo, una «Repubblica democratica fondata sull’emigrazione».

Probabilmente, a distanza di 75 anni è giunto il momento di riscrivere le coordinate di questa esperienza costituente.

Nel nostro appuntamento abbiamo trattato l’anniversario della Repubblica italiana, attraverso diversi punti di vista. Lidia Galvano ci ricorda come la «Res Publica» affondi le sue radici in una storia millenaria nella penisola italiana; Alessio Tacconi nella sua riflessione si chiede quando gli italiani diventeranno veramente europei; sempre sul tema dell’Europa, Franco Oriti ci ricorda l’importante appuntamento della Conferenza sul futuro dell’Europa e gli strumenti posti in essere dall’Unione durante questa terribile pandemia; mentre, Paola Fuso ci ricorda il valore della libertà, che fu alla base della nascita della Repubblica, auspicando che questo principio non sia più procrastinabile all’interno del continente europeo e di gran parti del mondo che ancora lo negano.

Per concludere, buon 2 giugno, buona Festa della Repubblica a tutte e tutti, con l’auspicio di ricordarci sempre che, più che sul lavoro, in realtà la Repubblica italiana, ancora dopo 75 anni, sia fondata sull’emigrazione. (Toni Ricciardi*/Inform)

*Segretario Pd Svizzera

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform