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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Terza edizione del “Rome Med- Mediterranean dialogues” organizzata dal Maeci e dall’Ispi

FARNESINA

 

 

ROMA – Stabilizzare le crisi e lavorare a un’agenda positiva per il Mediterraneo. E’ questo il cuore di Rome Med-Mediterranean dialogues, che per tre giorni (30 novembre-2 dicembre) vede 45 tra capi di Stato, ministri e leader di organizzazioni internazionali esaminare i nuovi equilibri e la centralità strategica della regione.  La conferenza, giunta alla sua terza edizione e organizzata dalla Farnesina e dall’Ispi, è stata preceduta da venti  forum tematici per approfondire i quattro pilastri  sui cui si basano i lavori: prosperità, sicurezza, migrazioni e società civile e cultura.

Sono rappresentati 56 paesi e 80 think tank internazionali per esaminare gli scenari dopo la presa di Raqqa e Mosul, le strategie di sicurezza comune, la lotta al terrorismo, le nuove strategie per la gestione dei flussi migratori, l’energia e il commercio internazionale nell’area.

Un focus particolare è dedicato ad alcuni paesi chiave della regione come Arabia Saudita, Iran, Qatar, Egitto, Iraq e Libia e alla prospettiva di grandi potenze come Russia, Stati Uniti, Cina e India.

All’evento, la Farnesina e l’Ispi arrivano con due dossier che analizzano la geopolitica del Mediterraneo, raccontando, anche attraverso i numeri, sia i problemi che le opportunità della regione intorno a questo mare, cerniera tra Europa, Africa ed Asia.

La prima giornata ha visto la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e, dopo il benvenuto del presidente dell’Ispi Giampiero Massolo,  i discorsi di apertura del ministro degli Esteri Angelino Alfano  e del presidente libanese Michel Aoun, oltre a un intervento della ministra della Difesa Roberta Pinotti.

Nella tre giorni si alterneranno numerosi protagonisti della scena internazionale: dai ministri degli Esteri di Iran, Iraq, Russia, Arabia Saudita, Qatar ,Egitto, Giordania, Tunisia, Algeria, Niger, India, al vice premier libico, dall’alta rappresentante per la politica estera dell’Ue Federica  Mogherini al segretario generale della Lega araba, all’inviato dell’Onu per la Libia. La chiusura della conferenza è affidata al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. (Inform)

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