direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Temporaneamente conclusa l’occupazione del Consolato d’Italia a San Gallo

RETE CONSOLARE

Il Comitato costituitosi contro la chiusura della sede attende “atti concreti di ripensamento”, prima di riprendere la protesta con nuove iniziative

SAN GALLO – Il Comitato contro la chiusura del Consolato d’Italia a San Gallo segnala di aver “temporaneamente” terminato l’occupazione della sede consolare avvenuta in seguito alla manifestazione organizzata lo scorso 29 gennaio (vedi anche Inform di giovedì 30: http://comunicazioneinform.it/ieri-la-manifestazione-di-protesta-contro-la-chiusura-del-consolato-ditalia-a-san-gallo/). La decisione è stata assunta – si legge nella nota diffusa in proposito dal Comitato – dopo il sostegno manifestato da alcuni parlamentari eletti nella ripartizione Estero alle ragioni che hanno sollevato la protesta dei connazionali in merito ai provvedimenti di chiusura di alcune sedi estere annunciati dal Mae (vedi Inform del 23 dicembre: http://comunicazioneinform.it/chiusura-di-uffici-consolari-e-istituti-di-cultura-la-nuova-tabella/).

Ringraziamenti vengono rivolti in particolare al senatore Claudio Micheloni e al deputato Gianni Farina “per la loro presenza nelle assemblee preparatorie”, mentre si chiede ora “a tutti i gruppi parlamentari italiani di sostenere la mozione Micheloni che verrà discussa in aula al Senato a partire dall’11 febbraio prossimo”. Si ringraziano inoltre gli organi di stampa per il rilievo dato alle manifestazioni, i partecipanti alle stesse e all’occupazione “ordinata” del consolato, i volontari e le forze dell’ordine di polizia cittadina che hanno garantito il pacifico svolgersi della manifestazione.

Il Comitato lamenta di non aver ricevuto alcuna risposta alle richieste più volte rivolte nei giorni scorsi in particolare al ministro degli Esteri Emma Bonino e al vice ministro Marta Dassù, e ribadisce come la protesta continui ora con l’invio di singole lettere al ministro, in attesa di riproporre altre iniziative qualora non dovessero giungere “atti concreti di ripensamento delle annunciate decisioni ministeriali”. (Inform)

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