ITALIANI ALL’ESTERO
Con le nuove leve della diplomazia il sottosegretario agli Esteri Giro e il direttore generale del Mae per gli Italiani all’Estero Cristina Ravaglia
“La visita al museo dell’emigrazione consente ai questi giovani appena assunti di toccare con mano una sfaccettatura importante della realtà con cui essi si dovranno confrontare: la difesa e la valorizzazione degli italiani nel mondo”
ROMA – Un gruppo di giovani diplomatici vincitori dell’ultimo concorso, accompagnati dal sottosegretario agli Esteri Mario Giro e dal direttore generale del Mae per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie Cristina Ravaglia, hanno vistato il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana al Vittoriano. Lo rende noto il deputato del gruppo misto Alessio Tacconi, eletto nella ripartizione Europa, che ha preso parte alla visita.
“E’ un emozione sempre nuova ripercorrere le sale espositive di questo Museo – ha commentato Tacconi – che racconta l’epopea della nostra emigrazione, di tante storie di dolore, di sofferenza, di tragedie sul lavoro, di discriminazioni, di nostalgia per il paese lontano, ma anche storie di sogni e speranze, di riscatto sociale, di geniali intuizioni imprenditoriali e di successi in ogni campo, economico, sociale e politico”.
“E’ soprattutto su quest’ultimo aspetto che piace soffermarmi – continua Tacconi – su quello che i nostri emigrati hanno saputo costruire in seno alle società di accoglienza. Le loro storie di successo e di integrazione nei Paesi di accoglienza sono il miglior biglietto da visita del genio italiano e confermano senza tema di smentite l’affermazione che potrebbe forse sembrare abusata, ma che esprime in pieno una evidente realtà, che cioè gli italiani all’estero sono i migliori ambasciatori del Paese. E’ perciò significativo – prosegue il deputato – che una delle prime tappe del percorso formativo delle nuove leve della diplomazia italiana si sia svolto con una visita dei giovani appena assunti in questo museo dell’emigrazione, perché essi possano toccare con mano una sfaccettatura importante della realtà con cui essi si dovranno confrontare nel corso della loro carriera, fatta sì di relazioni diplomatiche internazionali in senso stretto, ma anche di difesa e valorizzazione degli Italiani nel mondo”. “Bene hanno fatto il sottosegretario Giro e l’ambasciatore Ravaglia nei loro interventi – conclude Tacconi – a spronare le nuove leve della diplomazia a considerare gli italiani nel mondo una preziosa risorsa per il Paese”. (Inform)