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Svizzera, “Umberto Boccioni verso la liberazione futurista” dal 7 agosto al MASI di Lugano

MOSTRE

 

LUGANO  – Il MASI Lugano Museo d’arte della Svizzera italiana prosegue il ciclo di approfondimenti sulla storia dell’arte del Ticino e delle sue collezioni con un focus dedicato a Umberto Boccioni (Reggio Calabria 1882 – Verona 1916). La mostra “Umberto Boccioni verso la liberazione futurista” ,a cura di Cristina Sonderegge,r  sarà inaugurata il 6 agosto alle ore 18 e potrà essere visitata dal 7 agosto al prossimo 24 gennaio . L’esposizione  offre una sintesi ravvicinata e intensa su una fase decisiva dell’evoluzione artistica di Boccioni, restituendo le tensioni, le incertezze e le contraddizioni immediatamente precedenti alla sua adesione al movimento futurista, di cui fu tra i principali fondatori e teorici. “Cerco, cerco, cerco, e non trovo. Troverò?” annota l’artista in una pagina del suo diario nel marzo 1907: questo interrogativo, che racchiude tutta l’inquietudine di quel periodo, attraversa l’intera mostra come un filo conduttore.  Dalle prime prove del 1903-1904 al difficile triennio 1907-1909 fino alle soluzioni formali e compositive del 1911, il progetto espositivo cristallizza quindi la traiettoria artistica di Boccioni, dal progressivo superamento della lezione divisionista con i temi paesaggistici e rurali, alla definizione di un linguaggio nuovo, in grado di dare forma alla modernità e al dinamismo della vita contemporanea. I diversi momenti di questa ricerca sono testimoniati, nella mostra al MASI, da un corpus di quindici lavori: a un nucleo di dipinti prefuturisti, donati alla Città di Lugano dagli eredi di Gabriele Chiattone, sostenitore e committente dell’artista durante gli anni milanesi, è accostata una puntuale selezione di opere cardine dei primi anni futuristi provenienti da importanti collezioni pubbliche e private.

Quello dedicato a Umberto Boccioni è il terzo e conclusivo appuntamento di un ciclo di mostre-dossier che ha visto come protagonisti, negli anni passati, figure chiave della storia dell’arte del Novecento, quali Alexej von Jawlensky (2023) e Ernst Ludwig Kirchner (2024) e che sono ospitate all’interno della presentazione della Collezione museale. (Inform)

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