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Svezia, “Voci Barocche” all’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma:  “Amor, s’il tuo ferire”, concerto del mezzosoprano Eleonora Filipponi e del clavicembalista Michele Gaddi (10 gennaio)

MUSICA

 

STOCCOLMA – “Amor, s’il tuo ferire”: passione e tormento fra i lamenti d’amore: il 10 gennaio (ore 18)  all’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma secondo appuntamento con le “Voci Barocche”.  In concerto Eleonora Filipponi, mezzosoprano, che sarà accompagnata dal clavicembalista Michele Gaddi.

“Lasciatemi morire”, implora la voce di Arianna, abbandonata da Teseo, mentre la musica asseconda la disperazione dell’amata. Proprio dall’incontro tra poesia e musica, nasce un programma interamente consacrato alla forma del lamento amoroso, dove il canto si fa espressione del dolore, dello sgomento, della rabbia, della passione, dell’abbandono, della perdita dell’essere amato. Questo viaggio in musica fra alcuni dei lamenti seicenteschi più rappresentativi, dal celebre “Lamento di Arianna” di Claudio Monteverdi a pagine meno note, come l’aria per voce e basso continuo “Dov’io credeva le mie speranze vere”, firmata da Francesca Caccini, figlia di Giulio, è interamente affidato a la voce e clavicembalo. Per tutta la durata del concerto, i due elementi si accompagnano, si ascoltano, si alternano, si lasciano e si ritrovano.

Programma: G. Frescobaldi, Cento partite sopra passacagli (F. 2.29); F. Cavalli, Lamento di Cassandra – L’alma fiacca svanì (La Didone, Atto I, Scena III, 1640); G. Carissimi, No, no, non si speri – Cantata per alto e continuo; B. Strozzi, L’Eraclito amoroso – Udite amanti la cagione (Cantate, Ariette e Duetti, 1651); A. Gabrieli, Ricercare sopra Anchor che col partire (Il terzo libro de Ricercari, 1596); C. Monteverdi, Lamento di Arianna (L’Arianna, 1608); G. Frescobaldi, Toccata Sesta (Manoscritto di Torino); F. Caccini, Dov’io credea le mie speranze vere (aria per voce e continuo); C. Monteverdi, Lamento della ninfa (da Madrigali Guerrieri et Amorosi dell’Ottavo Libro, 1638); A. Caldara, Soffri mio caro Alcino…Dolce è pur d’amor l’affanno (cantata per alto e basso continuo).

Ingresso libero, previa prenotazione (modulo online sul sito iicstoccolma.esteri.it) (Inform)

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