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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Sulle crisi in Iran e in Brasile, audizione del Ministro degli Esteri Tajani davanti alle Commissioni Affari Esteri di Camera e Senato

ATTIVITA’ PARLAMENTARE

(Fonte immagine Camera dei Deputati)

ROMA – Ha avuto luogo , presso le Commissioni Affari Esteri di Camera e Senato, l’audizione del Ministro degli Esteri Antonio Tajani sulla situazione dei diritti umani in Iran e sui disordini avvenuti recentemente in Brasile. “In Iran c’è una crescente repressione che ci lascia indignati, la subiscono soprattutto giovani e donne per aver partecipato a proteste per lo più pacifiche che si susseguono ormai da quattro mesi. Siamo contrari alla pena di morte come principio e siamo impegnati presso le Nazioni Unite a sostegno della moratoria”, ha rilevato il Ministro Tajani ricordando la linea condivisa del Governo italiano per chiedere a Teheran la cessazione di quanto sta avvenendo ricordando anche la convocazione dell’Ambasciatore iraniano alla Farnesina avvenuta il 28 dicembre scorso. Tajani ha spiegato come la linea dettata in quell’occasione sia stata quella europea riguardo l’espressione di sdegno dell’UE per quanto sta avvenendo in Iran. “Ho chiesto alle autorità iraniane di non procedere alle esecuzioni capitali, di fermare la repressione delle proteste, di adottare un atteggiamento di dialogo verso donne e giovani”, ha precisato Tajani che come risposta ha avuto da parte della rappresentanza diplomatica iraniana l’idea che in Iran i diritti umani sono rispettati, che le condanne a morte giungono dopo processi equi e che le forze dell’ordine in piazza agiscono senza uso di armi. Dunque, se ci si aspettava un cambiamento, nei fatti questo non è arrivato come tra l’altro lamentato da Tajani. “Le autorità continuano con la cieca repressione e ricorrono in modo arbitrario alla pena capitale rendendo sempre più difficile il recupero di un dialogo costruttivo. Nessuno può arrogarsi il diritto di togliere la vita a un essere umano”, ha aggiunto Tajani citando anche i messaggi di Papa Francesco. “Sul piano bilaterale, sin dallo scoppio delle proteste, abbiamo trasmesso ai rappresentanti iraniani la richiesta di porre fine alla repressione. Avevamo sperato in un cambio di atteggiamento quando, al termine di una lunga trattativa, è stata decisa la liberazione di Alessia Piperno che siamo riusciti a riportare a casa. Invece quel segnale si è dimostrato un qualcosa senza seguito. Uno Stato che uccide i suoi figli si condanna da sé”, ha quindi sottolineato Tajani citando nel finale anche una frase del Presidente della Repubblica Mattarella che a sua volta ha espresso indignazione per quanto sta accadendo in Iran, nel ricevere le credenziali del nuovo Ambasciatore iraniano.   Il Ministro ha anche ricordato come i 27 Stati UE avessero espresso congiuntamente la propria condanna già all’inizio delle repressioni andando nella direzione di un regime sanzionatorio per l’Iran a più livelli. “Il nostro obiettivo è arrivare a un atteggiamento più responsabile di Teheran nello scacchiere regionale la cui stabilità e sicurezza hanno per l’Italia un’importanza strategica”, ha precisato Tajani esprimendo preoccupazione anche per l’allineamento dell’Iran alla Russia. Cambiando scenario, il Ministro ha quindi parlato dei fatti avvenuti a Brasilia con l’assalto dei manifestanti alle sedi istituzionali. “C’è un principio ed è che i risultati elettorali vanno sempre e comunque rispettati. L’Italia condanna ogni tentativo di modificare il voto del popolo con la violenza. Quello a cui abbiamo assistito è un attacco alle istituzioni democratiche di un Paese amico”, ha spiegato Tajani parlando di un Paese strategico per la regione latino-americana e per gli equilibri mondiali. “Fin dalle prime avvisaglie di quanto stava succedendo a Brasilia siamo stati in stretto contatto con in partner europei per lo sviluppo della situazione. Volevamo mandare il segnale che la comunità internazionale, l’Italia e i Paesi più vicini al Brasile considerano inaccettabile aggredire le istituzioni di una delle più grandi democrazie mondiali”, ha precisato il Ministro ricordando come il Brasile ospiti quasi mille aziende italiane e oltre 700mila connazionali: circa 30 milioni di brasiliani possono infine dirsi di origine italiana. “Anche per questo l’attenzione del Governo italiano sarà altissima”, ha sottolineato il Ministro ripercorrendo quanto accaduto durante l’assalto dei manifestanti alle sedi istituzionali: sono servite diverse ore per consentire alla polizia locale di riportare il tutto alla normalità. Tajani ha precisato come l’Ambasciata d’Italia a Brasilia non abbia avuto segnalazioni di connazionali rimasti coinvolti nei fatti dell’8 gennaio. Fino al termine del mese corrente saranno previsti dal Governo brasiliano dispositivi di sicurezza rafforzati per evitare il ripetersi di atti di tale portata. “La situazione a Brasilia è tornata tranquilla e sono in corso le indagini per individuare i responsabili, inclusi i finanziatori e gli organizzatori dell’assalto dei manifestanti alle sedi istituzionali che per alcune ore ha fatto vacillare la democrazia del grande Paese sudamericano”, ha spiegato il Ministro ricordando come questa polarizzazione politica così forte sia stata raggiunta a seguito delle ultime elezioni che hanno visto vincere Lula con un margine ridotto rispetto a Bolsonaro. “Abbiamo espresso la nostra solidarietà al Presidente Lula e alle istituzioni brasiliane”, ha sottolineato Tajani riferendosi a quanto fatto a livello europeo. Il Ministro ha infine ricordato l’impegno del Governo italiano a lavorare insieme alla nuova amministrazione brasiliana per la difesa dei valori comuni, sia a livello bilaterale che multilaterale. (Inform)

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