SENATO DELLA REPUBBLICA
Il dibattito di ieri in Aula
Respinti o ritirati tutti gli emendamenti all’articolo 10 relativo alle elezioni dei Comites e approvato in Aula come raccomandazione l’odg Micheloni
ROMA – L’Ordine del giorno sul rinnovo dei Comites presentato da Claudio Micheloni, presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero del Senato, è stato approvato ieri in Aula e accolto come raccomandazione nell’ambito del proseguimento a Palazzo Montecitorio dell’esame per la conversione in legge del decreto “missioni” recante nuove disposizioni per il rinnovo dei Comites.
L’Odg, formulato in accordo con i membri del Comitato presieduto da Micheloni per chiedere al Governo più tempo per la preparazione dell’elenco degli elettori necessario a definire la platea di partecipanti al voto per corrispondenza, ipotizzando uno spostamento della data delle elezioni dei Comites – attualmente fissata al 19 dicembre – nel 2015, era già stato accolto dal Governo nel corso dell’esame del provvedimento da parte delle Commissioni Esteri e Difesa riunite del Senato (vedi http://comunicazioneinform.it/il-sottosegretario-della-vedova-accoglie-come-raccomandazione-lodg-micheloni-sul-rinnovo-dei-comites/).
Nel corso dell’esame in Aula, il relatore Carlo Lucherini ha richiamato la richiesta formulata nell’Odg, con l’invito a valutare la presenza di condizioni idonee a modificare quanto disposto dalla Camera dei Deputati in proposito. Il relatore Vito Vattuone ha invece sottolineato l’impegno generoso del nostro Paese in operazioni legate al ristabilimento della pace, della sicurezza e dello sviluppo dei popoli oppressi, richiamando poi la questione dei due fucilieri di Marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, che deve essere risolta in termini definitivi – ha detto – attraverso la costante azione del Governo sostenuta e affiancata con vigore dagli attori che operano nel contesto internazionale.
Di seguito è intervenuto Micheloni, senatore eletto per il Pd nella ripartizione Europa, che, dopo aver ribadito l’estraneità della tematica del rinnovo dei Comites dal decreto legge relativo alla proroga delle missioni internazionali, evidenzia come l’Odg da lui presentato sia stato preferito ad un emendamento volto a sopprimere la norma – l’articolo 10 relativo al rinnovo dei Comites – “per senso di responsabilità”. I firmatari dell’Odg, infatti – annuncia l’esponente democratico – voteranno il decreto legge “perché al di là della nostra tematica c’è una responsabilità nei confronti dei nostri militari impegnati nelle missioni all’estero che è superiore”. Micheloni ha poi ricordato come il rinnovo dei Comites sia stato ritardato di 5 anni, per cui – riferendosi ai criteri di necessità e di urgenza alla base dalla decretazione – “è difficile immaginare che sia divenuto urgente negli ultimi 60 giorni”, e come tale esigenza sia stata più volte sollevata in questo lasso di tempo ai Governi in carica. Richiama inoltre un testo di riforma di Comites e Cgie presentato nella scorsa legislatura e mai giunto a compimento. Quale elemento positivo contenuto nell’articolo del 10 del provvedimento vi è, segnala Micheloni, “la creazione dell’elenco degli elettori, da noi richiesta ancor prima che si svolgesse la prima tornata elettorale, perché è uno strumento che permette di uscire dall’ambiguità della gestione del voto all’estero”. “Diversi disegni di legge contengono la proposta di creare un elenco degli elettori. Ogni volta che è stato proposto – ricorda l’esponente democratico, – abbiamo sempre messo in evidenza la difficoltà di fare un elenco di qualità, sottolineando la necessità di tempi adeguati ed abbiamo sempre detto che il tempo necessario va da uno a due anni”. Tempi ben lontani da quelli che si configurano nel caso di approvazione del decreto, su cui peserà anche la carenza di informazione in merito. Per Micheloni, tuttavia, non basta che l’Odg sia accolto semplicemente come raccomandazione. “Credo che da parte del Governo ci debba essere una presa di coscienza del problema che ha creato, prendendo in considerazione le vie d’uscita che noi qui presentiamo – afferma il senatore democratico, segnalando come tali soluzioni non richiedano finanziamenti supplementari. “Noi chiediamo che venga avviata immediatamente la realizzazione dell’elenco degli elettori, garantendo un’informazione adeguata a tutti i cittadini aventi diritto, prevedendo un tempo minimo di almeno sei mesi, perché – avverte Micheloni – è impensabile farlo in meno di due mesi, ed organizzando subito dopo le elezioni. È fattibile con i fondi disponibili. Da qui alla fine dell’anno, vista la situazione che stiamo attraversando, credo che il Governo ci porterà un decreto alla settimana, per cui non è difficile inserire una nuova data per il rinnovo dei Comites”. Nonostante siano già stati adottati dei decreti di indizione delle elezioni, il senatore non vede alcun motivo “per non uscire da questa situazione estremamente delicata per le conseguenze che ha e che vanno al di là dei Comites, perché questo elenco – spiega Micheloni – non è una cosa definitiva, ma è comunque la base dell’elenco per l’eventuale voto politico futuro”. Il rischio è una bassissima iscrizione degli aventi diritto al voto nell’elenco degli elettori o il verificarsi di iscrizioni non corrispondenti alla “libera scelta del cittadino e dell’elettore di aderire e di entrare in questo elenco”, un eventualità che finirebbe con il “distruggere globalmente la rappresentanza delle comunità italiane all’estero”. Per il senatore infatti, se il decreto non verrà modificato, “non metteremo in condizione di votare più del 3-5% degli aventi diritto. Vuol dire che in gennaio, se si vota il 19 dicembre in queste condizioni, gli emendamenti che qui abbiamo respinto quando abbiamo discusso la riforma della Costituzione sul Senato, saranno sicuramente ripresentati alla Camera per sopprimere il collegio Estero, e questa volta – conclude Micheloni – avranno argomenti che il Governo sta regalando loro”.
Anche Aldo Di Biagio (Pi – ripartizione Europa) non condivide le norme sulle elezioni dei Comites e ritiene l’argomento privo di omogeneità con il resto del provvedimento, di cui riconosce l’importanza e l’urgenza, quale “tappa fondamentale per la politica estera del nostro Paese, per riaffermare la continuità dell’impegno internazionale dell’Italia nei processi di pace a stabilizzazione democratica”. “Voglio ricordare a tutti come il precedente rinvio delle elezioni per il rinnovo dei Comites e del Cgie si giustificava solo ed esclusivamente nell’ottica di riordino della normativa generale – evidenzia Di Biagio, rilevando come tale riordino non si sia verificato e come le nuove disposizioni per il rinnovo dei Comites oggi presentate non siano state “minimamente condivise nelle sedi competenti, la Commissione Affari Esteri e il Comitato per le questioni degli italiani all’estero del Senato”, un dato che a suo avviso testimonia “un’inaccettabile mancanza di considerazione del ruolo imprescindibile delle rappresentanze”. Discutibile per l’esponente di Per l’Italia anche l’indizione della data del rinnovo, perché antecedente all’approvazione del decreto in esame, e la modalità di voto introdotta. “Senza un’adeguata informazione preventiva, l’invio del plico elettorale ai soli elettori che ne facciano espressa richiesta all’ufficio consolare, ridurrà in maniera drastica la partecipazione al voto, lasciandolo in mano alle solite strutture organizzate e determinando un grave deficit di democrazia – afferma Di Biagio, contribuendo così a confermare “i luoghi comuni che restituiscono un’immagine negativa del mondo dell’emigrazione degli italiani all’estero, piuttosto che a supportare il portato della nostra presenza all’estero e la necessità di darvi sostegno anche con una ragionata valorizzazione della rappresentanza”. Per il senatore eletto nella ripartizione Europa non concedere un lasso di tempo maggiore per l’informazione necessaria ad incrementare il più possibile l’iscrizione dei connazionali agli elenchi elettorali rischia, nuocendo alla partecipazione al voto, di delegittimare i Comites, così come “interventi non coordinati fra di loro e privi di un ragionamento complessivo sul rapporto tra i Comites ed i parlamentari eletti nella circoscrizione Estero”. Per di Biagio il meccanismo di voto proposto “restringe di fatto la platea degli elettori” e “nessuno riconoscerà piena legittimazione democratica a queste rappresentanze ed il risultato sarà, non già quello di rinnovare, ma di perpetuare solo nella vecchia e miope logica di conservazione”. Un risultato che significherebbe anche “un inutile spreco di denaro pubblico” ed un punto a favore di coloro che “hanno da sempre denigrato e vedono nella rappresentanza degli italiani all’estero un fattore inutile e negativo”. Il ritiro degli emendamenti da lui presentati in proposto viene poi motivato con l’approvazione dell’Odg condiviso dallo stesso Di Biagio.
Dopo l’invito del relatore Lucherini al ritiro di tutti gli emendamenti, il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova ribadisce che vi sarà il massimo impegno da parte del Governo di affrontare, in particolare con i senatori eletti all’estero, la questione posta nell’Odg, che viene accolto come raccomandazione e votato dall’assemblea. Tutti gli emendamenti sull’articolo 10 sono quindi ritirati o respinti.
L’esame del provvedimento in Aula proseguirà martedì 30 settembre. (Inform)