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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Su We the Italians l’intervista a Maria Teresa Cometto, giornalista italiana ideatrice della mostra “Make in Italy. 50 anni di innovazione italiana”

ITALIANI ALL’ESTERO

Un allestimento itinerante sulla capacità innovativa dal nostro Paese che si auspica di poter presentare l’anno prossimo a New York

 

NEW YORK – Su We the Italians Umberto Mucci intervista Maria Teresa Cometto, giornalista italiana che da anni vive a New York e ha ideato la mostra “Make in Italy. 50 anni di innovazione italiana”, allestimento presentato in anteprima alla Maker Faire di Roma.

Cometto si interessa in particolare delle strat up innovative che sorgono a New York: la “Silicon Alley”, così viene definito il movimento di start up che nascono a Manhattan e dintorni. Nella sua intervista parla dei tanti talenti imprenditoriali e dell’innovazione sbarcati a New York dall’Italia ma poco noti al grande pubblico, sia italiano che americano, storie raccolte nel libro scritto insieme ad Alessandro Piol “Tech and the city”. “Da New York si vede molto poco l’Italia che innova – afferma, spiegando come il nostro Paese dovrebbe valutare il fatto che, così come avviene nella Grande Mela, si può fare innovazione “partendo da industrie operative in settori non nuovi”. “Qui l’innovazione si innesta sulle industrie classiche della città, che sono la finanza, la pubblicità, l’editoria, la moda – spiega Cometto, descrivendo anche un positivo cambiamento in corso nel nostro Paese. “Nel passato – dice – c’è stato spazio per movimenti di giovani che avevano grande passione, grande energia, ma portati alla negatività, alla protesta, alla rivendicazione. Anche oggi c’è passione ed energia: ma questi ragazzi che vedo qui, e mi dicono che ovunque in Italia l’innovazione li connette, sono positivi, propositivi, entusiasti. È un cambiamento culturale che parte dal basso, e l’Italia che vuole uscire dalla crisi non può farne a meno”.

Richiamato poi l’obiettivo della mostra, che sarà probabilmente presentata il prossimo anno a New York: non solo ricordare quanto è stato prodotto in tema di innovazione negli ultimi 50 anni ma anche “ispirare il futuro”. “Siamo abbastanza stufi – afferma Cometto – del discorso per cui gli italiani sono bravi, geniali, ma abbastanza sfigati perché si ricorda sempre la storia tristissima di Meucci che inventò il telefono ma poi il copyright gli fu scippato. Bisogna imparare dai fallimenti del passato, perché se c’è una cosa che insegna l’America è che i fallimenti servono per imparare da dove hai sbagliato: abbiamo tanti casi di successo, che vanno avanti tutt’ora. Quindi 50 anni da celebrare per ispirare il futuro, e per dire che l’Italia ha un futuro importante – prosegue – perché ha questi cervelli, ha queste eccellenze, ha ragazzi eccezionali. Quindi, sia dal punto di vista degli istituti di ricerca, sia dal punto di vista dei singoli artigiani, di aziende più o meno grandi, il materiale umano c’è e si tratta appunto di ispirare le nuove generazioni con queste storie”. Per l’intervista completa: http://wetheitalians.com/index.php/component/content/article/329-umberto-mucci-s-interviews-it/11921-l-innovazione-italiana-a-new-york-a-roma-e-nel-mondo-make-in-italy. (Inform)

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