ITALIANI ALL’ESTERO
Si tratta di una delle organizzazioni italoamericane più grandi e più longeve – nasce nel 1930 – che ha come obiettivo la tutela del senso di appartenenza della comunità di origine italiana presente negli Usa
NEW YORK – Su We the Italians l’intervista di Umberto Mucci con Basil Russo, presidente di Italian Sons and Daughters of America, una delle organizzazioni italoamericane più grandi e più longeve – nasce nel 1930 – che ha come obiettivo la tutela del senso di appartenenza della comunità di origine italiana presente negli Usa.
“L’Isda nacque nel 1930, quando i rappresentanti di venti logge dell’Order Sons of Italy si incontrarono a Pittsburgh, in Pennsylvania, e formarono formare una nuova organizzazione che assunse riforme democratiche tra le quali quella di permettere alle donne di assumere un ruolo più significativo. Da qui il nuovo nome, che significa Italiani Figli e figlie di America – spiega Russo, segnalando come essa sia presente in pressoché tutti gli Stati americani – 48 su 50 – e sponsorizzi “molte attività sociali, culturali, educative e caritative”. Tra le iniziative anche la pubblicazione del mensile “La Nostra Voce”, borse di studio per un totale di 150.000 dollari l’anno, assistenza ai bambini e attività per gli anziani (per informazioni è disponibile il sito: www.orderisda.org).
Russo ricorda come il contatto con i nonni, emigrati dall’Italia, sia stato fondamentale per lo sviluppo della sua identità italoamericana, per cui ritiene “che il successo futuro della nostra organizzazione sia subordinato al collegamento con i nostri figli e nipoti”. Un’idea si è tradotta anche nel potenziamento del sito web dell’organizzazione.
“Sono cresciuto – ricorda – in una tradizionale casa italoamericana, dove i miei nonni immigrati hanno avuto un impatto importante sulla mia educazione. Ho visto i sacrifici che hanno fatto per assicurare che i loro figli e nipoti potessero avere una vita migliore. Avevano ricevuto una istruzione elementare, ma mi diedero un eccezionale patrimonio di conoscenza di ciò che era importante nella vita. Mi è stato insegnato a rispettare le persone anziane, l’importanza di una forte etica del lavoro, una devozione per la mia fede e una incrollabile fedeltà alla nostra famiglia”.
Nel corso dell’intervista si sofferma inoltre sull’importanza e il significato dal Columbus Day e su proposte per fare in modo che l’Italia riconosca e valorizzi il contributo della comunità italoamericana nella diffusione della cultura e dell’apprezzamento per il nostro Paese. Per leggere l’intervista completa: http://