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Su “Tribuna Italiana” l’editoriale del direttore Marco Basti sulla visita del ministro Mogherini in America latina

STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Su “Tribuna Italiana” del 30.7.2014 l’editoriale del direttore Marco Basti

Arriva il Ministro

Federica Mogherini dovrebbe arrivare a Buenos Aires lunedì prossimo 4 agosto nel quadro di un viaggio che comprenderà anche il Cile e l’Uruguay

 

BUENOS AIRES – Non accenna a fermarsi l’escalation di violenza tra israeliani e palestinesi, che da venti giorni crea lutti da ambedue le parti. Nonostante gli sforzi delle diplomazie, la soluzione è ancora di là da venire. Purtroppo le stesse parole potrebbero essere usate per descrivere gli altri conflitti che insanguinano il mondo, alcuni molto vicini all’Italia, come quello che divampa il Libia, da dove sono rientrate nelle ultime ore oltre cento famiglie italiane, o dell’Ucraina Crimea, dove una guerra civile e di secessione ha provocato negli ultimi mesi centinaia di morti, compresi i quasi trecento deceduti nell’abbattimento di un aereo civile assolutamente estraneo alla disputa. Focolai che hanno tolto dalle prime pagine dei media altri drammi di guerra e di violenza, come quelli che avvengono in Siria e in vari paesi africani, ad opera di gruppi che in nome dell’islamismo sequestrano, uccidono e fanno violenze di ogni tipo.

Ci sono poi altre questioni che, per quanto riguarda l’Italia, hanno una grande importanza, come è il caso delle riforme in seno all’Unione europea, la controversia con l’India per la questione dei due militari italiani illegalmente detenuti dalle autorità di quel paese per una vicenda avvenuta in mare quando facevanoparte di un contingente a difesa di un mercante italiano, nel quadro di una missione internazionale, che aspetta ancora di essere risolta.

Per non dire dei rapporti con le grandi aree del mondo. Questo su per giù il quadro che ha davanti a se il ministro per gli Affari Esteri del governo Renzi, Federica Mogherini. Un’esperta in relazioni internazionali il cui nome occupa i primi posti nell’elenco dei candidati a succedere lady Ashton quale Alto rappresentante dell’Ue per gli affari internazionali e la politica di sicurezza, nei fatti, ministro degli Esteri dell’Unione.

Il ministro Federica Mogherini dovrebbe arrivare a Buenos Aires lunedì prossimo 4 agosto nel quadro di un viaggio che comprenderà anche il Cile e l’Uruguay.

Naturalmente, il condizionale è d’obbligo, vista la situazione internazionale descritta all’inizio. C’è da ricordare che il ministro Mogherini doveva visitare l’Argentina lo scorso mese di marzo, ma allora lo scoppio della crisi in Ucraina provocò il rinvio del viaggio che doveva svolgersi in coincidenza con l’insediamento del presidente Bachelet in Cile.

Ora la titolare della Farnesina si accinge a viaggiare nell’America Meridionale in un viaggio che ha lo scopo di rinsaldare i rapporti con i paesi dell’area i quali sono legati all’Italia da antichi legami di sangue e culturali, ma anche di più nuove relazioni, nate negli anni in cui le dittature comandavano nel “Cono Sud” e molti politici di questi paesi, oggi al governo, trovarono rifugio e sostegno in Italia. Quindi ci sono legami storici, di sangue e di cultura, ma anche simpatie politiche e visioni molto simili sul mondo, almeno con molti dirigenti di quest’area.

Specificamente per quanto riguarda l’Argentina, la visita del ministro degli Affari Esteri del governo Renzi, si tiene in un momento complicato per il Paese, vista la vicenda degli holdout.

Una vicenda, va ricordato, che riguarda l’ormai antica storia del default argentino, nel quale furono coinvolti migliaia di piccoli risparmiatori italiani. La vicenda trovò soluzione con le due proposte di pagamento fatte dal governo nel 2005 e nel 2010 e ad essa aderirono oltre il 90 per cento dei creditori, ma non tutti. Anche tra i risparmiatori italiani, una parte preferì seguire le vie legali ed è in attesa di un risultato positivo che, la sentenza che favorisce i fondi di investimento che in questo momento hanno ottenuto dal giudice americano Griesa l’ordine di pagamento totale del capitale e degli interessi, sembra aprire per loro.

C’è poi la questione delle imprese italiane presenti in Argentina, le quali, particolarmente quelle che operano od operarono nel settore dei servizi pubblici, reclamano da tempo un adeguamento delle tariffe che finora è stato sempre rinviato, provocando problemi nei loro bilanci. A pagina 3 pubblichiamo un articolo di Giovanni Di Raimondo informando su un altro capitolo di questa vicenda.

Positivo invece nei rapporti bilaterali il quadro per quanto riguarda l’identità di vedute sul tema dei diritti umani, aspetto sul quale negli ultimi anni si è verificato una intensa collaborazione dell’Italia in risposta alle richieste di collaborazione dell’Argentina, per i documenti conservati negli archivi della Farnesina, degli anni bui della dittatura.

Al di là dell’agenda bilaterale e degli incontri politici che l’Ambasciata da tempo prepara con cura per il ministro (e sperando che questa volta effettivamente arrivi il ministro), ci sarà anche un incontro con rappresentanti della collettività. Un incontro voluto dal ministro per spiegare e per ascoltare. Infatti, i rapporti degli ultimi anni tra i governi italiani e gli italiani in Argentina (o in altri paesi), sono state improntate soprattutto a questioni che riguardano i necessari tagli al bilancio della Farnesina. Ad una politica che ha guardato prima di tutto al contenimento della spesa, senza prendere in considerazione gli effetti che i successivi tagli avrebbero avuto sulle nostre comunità e sui rapporti di esse con l’Italia.

Una politica di tagli che ha avuto l’effetto soprattutto di dimenticare di chiedersi se le nostre comunità servono a qualcosa, se effettivamente siamo una risorsa sulla quale può contare l’Italia, che potrebbe aiutarla a quel rilancio che è tanto atteso, ma che stenta ad arrivare. Una politica che, tra ‘altro, mette in discussione la struttura di rappresentanza delle comunità italiane all’estero, senza porsi quelle domande di cui parlavamo, proprio perché guarda solo a far quadrare il bilancio.

Poi c’è una agenda specifica della nostra comunità, che comprende oltre alle questioni di rappresentanza (dove e quanti parlamentari eleggeremo, se continueremo a votare, quando e come si faranno le elezioni dei Comites e del Cgie, se un giorno si faranno), del servizio consolare (è definitiva la decisione di non chiudere Moron e Lomas de Zamora?; quali sono i criteri a cui devono ispirarsi i consoli per stabilire quali servizi consolari dare e come?) e legato a questo problema anche quello della cittadinanza ius soli,anch’essa messa in discussione. E poi ancora la diffusione culturale, l’assistenza, i rapporti con le nuove generazioni.

E ancora due problemi che come comunità abbiamo col governo argentino. La “pesificación” delle pensioni e il monumento a Cristoforo Colombo, donato dalla collettività italiana un secolo fa e che è stato tolto dalla piazza che porta il suo nome, per far posto ad un altro monumento donato dal governo della Bolivia.

Come si vede i temi sono molti, i problemi dei quali dovrà occuparsi il ministro tanti.

L’augurio è che la sua visita serva effettivamente ad aprire una nuova tappa nei rapporti bilaterali e che possa intravedere nella nostra comunità, quella risorsa di cui parliamo da tempo.

Benvenuta signora Ministro. (Marco Basti, direttore di “Tribuna Italiana” /Inform)

marcobasti@tribunaitaliana.com.ar

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