RADIO ITALIANE ALL’ESTERO
Protagonisti senza una visione europeista e il predominio delle politiche nazionali: sono alcuni dei mali dell’Europa di oggi secondo Prodi, già primo ministro italiano e presidente della Commissione europea
COLONIA – Radio Colonia, il programma in lingua italiana dell’emittente radiofonica tedesca WDR/Funkhaus Europa, ha trasmesso nei giorni scorsi l’intervista a Romano Prodi di Jan-Christoph Kitzler, corrispondente della radio pubblica tedesca da Roma, sulla crisi greca e il negoziato in corso per l’accordo necessario alla concessione di prestiti ad Atene. Un accordo che non soddisfa Prodi, già premier italiano e presidente della Commissione europea, che lo ritiene foriero di “una tensione fortissima nell’ambito europeo”. Egli teme che, senza un cambiamento dell’Europa, essa non saprà fronteggiare nuove crisi, che certamente – sostiene – arriveranno.
A proposito della leadership tedesca Prodi sottolinea le virtù della Germania ma anche la mancanza della “cultura di esercitare la leadership a nome di tutti”. Per questo si dice preoccupato degli sviluppi recenti e delle crescenti tensioni fra i diversi Paesi europei.
Fra i mali dell’Europa di oggi vengono richiamati la debolezza delle istituzioni, la mancanza di protagonisti con una chiara visione europeista e la visione sempre più a breve termine e “interna” dei politici europei, che agiscono e decidono soprattutto in termini di voti alle elezioni nazionali. Una debolezza pericolosa soprattutto nel contesto globale, in cui l’Europa rischia di “diventare colonia” dei più potenti Stati Uniti e Cina.
Tornando sull’accordo con la Grecia, Prodi ritiene che “abbiamo evitato il peggio, ma non il male”, riconducendo questo “male” al progressivo rafforzamento del contenuto nazionale della politica. Necessaria invece a suo avviso una rifondazione dell’Unione che rafforzi le sue istituzioni e metta in campo una leadership condivisa, unica soluzione per recuperare terreno dinnanzi all’avanzare della globalizzazione e all’ascesa di nuovi colossi e logiche mondiali. Per ascoltare l’intervista completa:http://www.funkhauseuropa.de/