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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Strumenti innovativi di diplomazia economica e della crescita”, panel d’approfondimento alla XV conferenza degli Ambasciatori italiani nel mondo

FARNESINA

 

ROMA – “Strumenti innovativi di diplomazia economica e della crescita”, è il titolo di uno dei panel d’approfondimento alla XV conferenza degli Ambasciatori italiani nel mondo in corso alla Farnesina. Il panel è stato introdotto dal Direttore generale Maeci per la promozione del sistema Paese, Lorenzo Angeloni, che ha parlato di un contesto di incertezza a livello globale e di effetti distorsivi anche sui sistemi energetici. Angeloni ha evidenziato come, al netto del dato inflattivo, anche il 2022 si stia chiudendo in maniera positiva per l’export italiano. “Servono però strumenti nuovi orientati alla diversificazione dei mercati di sbocco oltre a quelli di approvvigionamento”, ha spiegato Angeloni. Ha poi preso la parola il Ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha voluto ricordare come la politica estera non possa essere un’esclusiva delle strutture della Farnesina. “Un governo politico ha il dovere di vedere tutti i propri ministri lavorare nella stessa direzione, senza divisioni e gelosie di comparto”, ha rilevato Tajani sottolineando come la priorità assoluta sia lavorare in maniera armonica per rafforzare l’immagine dell’Italia nel mondo. “Dobbiamo lavorare per rafforzare il ruolo del nostro Paese, comprendendo che la politica estera si fa insieme”, ha aggiunto Tajani evidenziando proprio questo dettaglio nell’introdurre l’intervento del Ministro delle Imprese e Made in Italy Adolfo Urso. La presenza del Ministro Urso alla conferenza, nell’analisi di Tajani, sta a significare questa idea di affrontare le sfide facendo squadra. Il ragionamento posto sul tavolo dal Ministro degli Esteri ha messo al centro il concetto di internazionalizzazione delle imprese italiane ma con la precisazione doverosa per quanto riguarda la considerazione della dimensione e del potenziale delle imprese interessate. “Le piccole e medie imprese, più delle grandi, devono essere sostenute e possiamo favorirne l’internazionalizzazione”, ha precisato Tajani non escludendo l’ipotesi di una strategia che possa prevedere un’aggregazione tra imprese più piccole in fatto di proiezione estera. Il Ministro degli Esteri ha anticipato che a Pristina e Belgrado ci saranno prossimamente due business forum su questi temi. Tajani ha infine ricordato l’importanza della ricostruzione dell’Ucraina dove l’Italia deve essere tra i protagonisti. “Non possiamo perdere tempo ma dobbiamo lavorare in maniera intensa per essere protagonisti politici”, ha spiegato Tajani auspicando in prospettiva di vedere l’Ucraina come partner all’interno dell’UE. Un altro scenario importante sul quale lavorare è poi quello dei Balcani “dove abbiamo il dovere politico di essere presenti anche dal punto di vista imprenditoriale”. Quindi uno sguardo è andato all’India che può essere baricentro strategico nello scenario indo-pacifico. E’ poi intervenuto il Ministro Adolfo Urso che ha ricordato come nel difficile clima dei giorni successivi all’11 settembre 2001 l’occidente decise di coinvolgere la Cina nella governance dell’economia accogliendola nel WTO e subito dopo fu la volta di Taipei con i due rappresentanti che si stringevano la mano. Oggi, come ha sottolineato Urso, quell’immagine sarebbe impossibile: questo per dire come sono cambiate le cose. Tre, secondo Urso, sono le sfere in gioco e da salvaguardare: “sovranità nazionale, sovranità europea e sovranità occidentale”. “In quanto italiani – ha aggiunto il Ministro delle Imprese – siamo fondatori della Comunità europea siamo espressione della cultura occidentale, oggi sostanzialmente minacciata in termini di Alleanza atlantica ma anche in termini di democrazie occidentali”. Urso ha poi voluto ricordare il progetto di un Comitato interministeriale per il Made in Italy nel mondo: “lotta alla concorrenza sleale e alla contraffazione ma anche attrattività per gli investimenti esteri nel nostro Paese”, queste le parole d’ordine del Ministro “se vogliamo una politica armonica per la promozione del Made in Italy”. Secondo l’analisi di Urso da una parte c’è una Russia che è impero delle armi e dell’energia; dall’altra ci sono gli USA che sono maggiormente preoccupati in realtà dalla Cina e per rispondere alla sfida cinese hanno previsto misure mai viste dal piano Marshall in poi: “le imprese americane pagano il prezzo del gas a 20-30 dollari mentre quelle europee pagano un prezzo più alto”, ha aggiunto Urso ricordando che il tetto al prezzo è stato raggiunto tardivamente. In tutto questo scenario però l’Italia può diventare un hub del gas in Europa. Oltre a tutto questo, per far fronte anche alle crisi generate dalla guerra tra Russia e Ucraina, secondo Urso, serve una politica commerciale europea. Il Ministro ha poi evidenziato il ruolo che potrebbe giocare il cosiddetto nuovo ‘piano Mattei’: un modello per congiungere Europa ed Africa “perché è lì che si scommette il futuro dell’occidente”, ha precisato Urso. Valerio De Molli (CEO The European House – Ambrosetti) ha parlato della interruzione delle catene di approvvigionamento, dell’incremento dei costi energetici e della crisi inflattiva: elementi giunti sullo scenario internazionale con particolare forza dopo la crisi pandemica e nel pieno della guerra tra Russia e Ucraina. De Molli ha poi spiegato come funzioni il Global Attractiveness Index (GAI) che si basa su quattro indici: attrattività, sostenibilità, crescita ed esposizione al conflitto. Il Tableau de Bord vedeva nel 2021 l’Italia al 19° posto su 148 Paesi, facendo una media rispetto a quattro valori: apertura, innovazione, efficienza, dotazione. “Siamo al diciannovesimo posto e non al sessantesimo come dicevano altri”, ha puntualizzato De Molli sottolineando inoltre come l’Italia sia il sesto Paese al mondo per numero di pubblicazioni scientifiche e come sia altresì ai vertici europei per sostenibilità e rispetto ambientale. Barbara Beltrame (Vice Presidente per l’Internazionalizzazione di Confindustria) ha espresso il suo ringraziamento alle Ambasciate considerate come un collante per le imprese italiane che le aiuta ad entrare in altri Paesi. Beltrame ha anche ricordato il ruolo di organismi come Sace, Simest e Ice nell’aiuto all’internazionalizzazione delle imprese. Alessandra Ricci (Amministratore Delegato Sace) ha sottolineato la necessità di aumentare il numero degli uffici territoriali  presenti nel mondo “Nel giro degli ultimi due anni abbiamo sviluppato circa 4,5 miliardi di export addizionali dall’Italia”, ha evidenziato Ricci ricordando il ruolo della diplomazia nel far entrare in contatto le controparti estere con piccole e medie imprese italiane. Ricci ha parlato anche del tema dell’approvvigionamento energetico e di materie prime da mettere al centro del piano industriale.  Regina D’arienzo (Amministratore Delegato Simest) ha segnalato come il rialzo dei tassi rappresenti un problema per le aziende. “A livello di innovazione come sistema Italia siamo all’undicesimo posto”, ha evidenziato D’arienzo parlando di centralità di export e internazionalizzazione. Mauro Battocchi (Ambasciatore d’Italia in Cile) ha parlato di una cassetta degli attrezzi importanti creata nel tempo sul fronte dell’internazionalizzazione. “Dobbiamo creare come una sartoria su misura abiti che servono per determinate aree geografiche”, ha spiegato Battocchi precisando come vadano organizzate filiere in loco su risorse strategiche. Giovanni De Vito (Ambasciatore d’Italia in Senegal) ha ricordato che le condizioni di lavoro in Africa subsahariana non sono facili. “Tutti i colleghi che vi operano sono consapevoli di non rappresentare solo l’Italia ma di accompagnare anche le imprese”, ha spiegato De Vito precisando come, rispetto ad altri Paesi africani, in Senegal si possa contare anche su un Istituto di Cultura e su un addetto scientifico, invitando a riflettere sull’importanza di poter contare non soltanto sui fondi nazionali bensì anche su quelli europei collaborando di più nella cooperazione. “Abbiamo inoltre ospitato – ha aggiunto De Vito  – un’iniziativa dedicata al compianto collega Luca Attanasio”. Patrizia Falcinelli (Ambasciatrice d’Italia in Grecia) ha rilevato come “la Grecia non sia la Cenerentola d’Europa, benché l’economia greca abbia molto da migliorare, però quello che bisogna saper cogliere è la tendenza del Paese che ha fatto grandi progressi”, ha spiegato Falcinelli evidenziando l’importanza in questo ambito dall’agenda del governo in carica . “Soprattutto nel settore della digitalizzazione la Grecia è recentemente destinazione di investimenti stranieri”, ha aggiunto Falcinelli sottolineando come il 2021 sia stato un anno record per gli investimenti. Vincenzo De Luca (Ambasciatore d’Italia in India) ha ribadito come oggi “internazionalizzazione significhi export, import, politica industriale e definizione di priorità”. L’Ambasciatore ha anche parlato di  “contesto di policy europea” che prevede un’agenda rivolta alla sostenibilità . “Nell’indo-pacifico si gioca la partita più importante dei prossimi 10-15 anni, soprattutto per quanto riguarda la capacità di diversificare la nostra esportazione”, ha precisato De Luca che vede nell’India soprattutto un Paese giovane con grandi prospettive. Mario Vattani (Ambasciatore d’Italia a Singapore) ha segnalato come Singapore sia uno snodo strategico e logistico di un’area in grande crescita, una vetrina in cui è importante essere presenti. Vattani ha anche ricordato la presenza nell’Ambasciata di sorta di show-room multimediale, ossia una sala espositiva al servizio delle imprese in sintonia con il calendario eventi che si svolgono a Singapore. (Inform)

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