SICUREZZA
ROMA – Il Ministero dell’Interno rende noto che la Polizia ha già sperimentato una tecnica informatica che aiuterà a individuare dei sospettati attraverso una fotografia. La tecnologia al servizio delle attività investigative della Polizia, quasi come in un film di fantascienza; ma invece è ormai una realtà. Sono terminate, infatti, le fasi di sperimentazione del nuovo software della Polizia di Stato denominato “Sistema automatico di riconoscimento delle immagini” noto anche con l’acronimo “Sari”.
Il software riesce, da un’immagine fotografica di un “soggetto ignoto”, a effettuare una ricerca computerizzata nella banca dati del sistema automatico d’identificazione delle impronte digitali: grazie a due algoritmi di riconoscimento facciale, è in grado di fornire un elenco di immagini ordinato secondo un grado di similarità. Sono però sempre gli operatori specializzati della Polizia scientifica ad effettuare la necessaria comparazione fisionomica. Questo – in caso di “match” – consente d’integrare l’utilità investigativa del risultato anche con un accertamento tecnico a “valenza dibattimentale”. (Inform)