ROMA – Si è svolto a Roma il secondo Congresso del Maie Europa. L’incontro dopo un breve saluto introduttivo del coordinatore europeo del Movimento Associativo Italiani all’Estero Gian Luigi Ferretti, che ha ricordato come Roma ad oggi non abbia dedicato nemmeno una strada a un artista italiano noto in tutto il mondo come Renato Rascel, è entrato nel vivo con l’intervento del deputato del Maie, eletto nella ripartizione America meridionale, Mario Borghese che ha spiegato come il Movimento Associativo Italiani all’Estero tragga la sua forza in Sud America dal mondo dell’associazionismo che si impegna per migliorare la realtà degli italiani all’estero. “Una base politica – ha precisato il deputato – che continua ad aiutarci e che ci ha permesso di vincere in sud America con il 47% dei consensi e in Argentina con più del 50% dei voti”. Borghese ha anche auspicato un forte impegno dei rappresentanti del Maie nelle prossime elezioni dei Comites e del Cgie, al fine di valorizzare gli italiani all’estero come una risorsa.
“Noi non abbiamo un problema d’identità, – ha spiegato il senatore del Maie Claudio Zin, eletto nella ripartizione America meridionale e iscritto al Gruppo Scelta Civica per l’Italia – sappiamo perfettamente chi siamo, dove dobbiamo andare, cosa facciamo qui a Roma e cosa dovremo ottenere dallo Stato italiano per i nostri connazionali all’estero. Le forze politiche italiane sono in un momento di confusione particolare, fra pochi giorni forse si chiariranno le cose, ma noi saremo sempre Maie”. “Oggi – ha proseguito Zin – il Parlamento italiano lavora in un clima di confusione e gli italiani all’estero non rappresentano una priorità, perché il paese ha bisogno di altre soluzioni immediate, ma noi saremo lì per ricordare a tutti che siamo nel mondo e che gli italiani all’estero rappresentano una risorsa e un’occasione per l’Italia ”.
Dal canto suo il deputato del Pdl e presidente della Fondazione Calabresi nel Mondo Giuseppe Galati ha sottolineato la necessità di riannodare i rapporti, attraverso una visione nuova e moderna, con le nostre comunità all’estero delle varie regioni, anche per dare nuovo impulso alla competitività delle nostre imprese e dei nostri prodotti . “Questa – ha precisato Galati – può e deve essere una grande opportunità che ovviamente va vissuta in chiave moderna grazie a quelle che sono oggi le prese di coscienza delle seconde e terze generazioni all’estero”.
Da segnalare anche l’intervento del consigliere del Cgie Nazzareno Mollicone che si è soffermato sull’esigenza di portare avanti nel Consiglio Generale e a livello parlamentare una battaglia sul ruolo degli italiani all’estero. “ Oggi si parla della riforma della cittadinanza, – ha affermato Mollicone – ma non vorrei che qualcuno approfittasse di questo discorso per rivedere tutta la questione degli italiani all’estero che la stampa non giudica sempre in modo positivo, Il problema è invece quello di ridare la cittadinanza ai figli degli italiani che magari l’hanno persa perché vivevano in territori appartenenti all’Austria Ungheria nel periodo della prima guerra mondiale. Vi è poi la questione degli oriundi in sud America”. Mollicone ha inoltre auspicato il mantenimento del legame affettivo, culturale, sociale ed economico dell’Italia con le nostre comunità nel mondo che in passato aiutavano il nostro paese con le loro rimesse e oggi lo sostengono acquistando dall’estero beni italiani. Francesca Alderisi, coordinatrice del Maie per il rapporto con le comunità italiane all’estero e conduttrice televisiva, ha invece criticato la decisione della Rai di chiudere le poche trasmissioni televisive autoprodotte dedicate agli italiani all’estero, come ad esempio “Sportello Italia”. Un programma di servizio che rispondeva a tante richieste e necessità degli italiani nel mondo. Oltre ad auspicare il ripristino di queste trasmissioni dedicate, che rappresentavano un ponte con le nostre comunità nel mondo, la Alderisi ha ricordato che il prossimo 22 maggio verrà inaugurato a Roma un giardino dedicato agli italiani all’estero.
Dal canto suo Ricky filosa, coordinatore del Maie per il centro America ha ricordato come il progetto del Movimento Associativo Italiani all’Estero sia “si rivolga agli italiani nel mondo a prescindere dalle vecchie casate politiche e dalle vecchie logiche di partito”. Filosa ha anche sottolineato sia la scarsa attenzione manifestata in questi anni dal Pdl nei confronti dei nostri connazionali all’estero, sia l’esigenza di portare avanti con passione, nonostante lo sconcertante scenario offerto dall’agone politico italiano, la battaglia politica di lungo corso del Maie in favore degli italiani all’estero.
Dopo l’intervento del figlio del noto artista romano Cersare Rascel da anni negli Stati Uniti, che ha evidenziato come il grande amore degli italiani all’estero per la patria rappresenti una pubblicità impagabile per le nostre aziende ed industrie nel mondo, il coordinatore del Maie Europa Gian Luigi Ferretti ha ricordato come il Maie, alla stregua del sogno portato avanti da Tremaglia sia “un movimento culturale politico espressione dell’associazionismo italiano all’estero, assolutamente indipendente dai partiti politici, che ha come missione la difesa e la valorizzazione degli italiani nel mondo”. Ferretti ha anche sottolineato l’esigenza di modificare l’attuale legge elettorale per l’estero al fine di renderla meno vulnerabile ad eventuali brogli “E’ necessario – ha affermato Ferretti – mettere a punto una riforma elettorale per l’estero che permetta veramente il voto d’opinione, introducendo l’opzione inversa. In questo modo tutti i cittadini italiani avranno come oggi il diritto al voto, ma chi vorrà votare per corrispondenza dovrà preventivamente registrarsi negli elenchi elettorali presso i consolati. Non vi sarà quindi più il problema delle schede di ritorno, perché chi si registrerà darà anche il nome e l’ indirizzo, e non verranno più spedite 3 milioni e mezzo di schede, ma solo quelle che arriveranno direttamente al destinatario”. Per quanto riguarda le prospettive del Maie Ferretti ha evidenziato la necessità di mantenere il gruppo del Maie Europa coeso e di lavorare moltissimo sul territorio. “Nessuno si metta in testa – ha concluso Ferretti – che possiamo strutturarci come i partiti, perché non lo possiamo e non lo vogliamo fare….Io considero conclusa la fase che richiedeva i mio operato, cioè di costruire dal nulla il movimento in Europa. Serenamente ritengo esaurito il mio compito, quindi senza nessun secondo fine io sono pronto non a fare un passo indietro, ma un passo di lato e a collaborare con chi si farà avanti per succedermi”.
E’ poi intervenuto il presidente del Maie Ricardo Antonio Merlo che ha sottolineato come alle ultime elezioni politiche il Movimento associativo abbia ottenuto “un eccellente risultato elettorale, ma nel peggiore scenario politico possibile. Noi non ci aspettavamo – ha precisato il deputato – un nuovo sistema dei partiti con un Movimento 5 Stelle, che non capiamo bene cosa voglia, al 25% dei consensi”. Merlo ha poi ricordato come oggi il Maie, che rispetto alle scorse elezioni ha raddoppiato il numero dei parlamentari eletti, abbia un proprio gruppo autonomo alla Camera e, essendo alleato dell’Udc, sia presente al Senato all’interno di Scelta Civica per l’Italia.
“Le nostre alleanze con altre forze politiche – ha spiegato Merlo – sono tattiche perché il nostro obiettivo strategico è quello di cercare di ottenere dal governo italiano politiche a favore dei connazionali nel mondo e questo sia che l’esecutivo sia di destra, di centro o di sinistra. Questa legislatura andrà avanti – ha proseguito il presidente del Maie – solo se diventerà la legislatura delle riforme. Quindi per noi è fondamentale la presenza degli eletti all’estero nelle Commissione Affari Costituzionali. Oggi invece vi è solo un deputato della circoscrizione Estero nella prima Commissione, mentre ve ne sono nove nella commissione Esteri”.
Merlo si è poi soffermato sull’esigenza di introdurre l’opzione preventiva nella riforma del voto all’estero e di consolidare sempre di più nel futuro la forza del Maie attraverso mirate alleanze politiche. “Per le prossime elezioni dei Comites – ha poi annunciato Merlo – il Maie deve essere pronto in tutti e quattro i continenti e deve cercare di portare i propri rappresentanti nel Cgie. I Comites e il Cgie sono infatti, se ben utilizzate, organizzazioni molto importanti e questo perché se da un parte i Comitati consentono di avere un rapporto diretto con i cittadini e con il console, dall’altra il Cgie fornisce con i propri documenti indicazioni importanti agli eletti all’estero che elaborano le proposte di legge. Il Consiglio Generale – ha precisato il deputato – da inoltre la possibilità di mantenere un contatto diretto con il Mae e con i consiglieri dei paesi che non sono rappresentati in Parlamento dagli eletti all’estero. I questo modo si possono conoscere i problemi reali dei connazionali che ad esempio vivono in Uruguay o in Cile. Quindi I Comites e il Cgie rappresentano delle istituzioni molto utili”. Per quanto riguarda infine la possibile abolizione della circoscrizione Estero, Merlo ha sottolineato come questa ipotesi, rimanendo il voto per corrispondenza, potrebbe consentire ai 4 milioni di connazionali nel mondo, che rappresentano circa il 10% dell’elettorato italiano, l’elezione di un maggior numero di deputati e senatori rispetto a quelli previsti dalla legge attuale.(Goffredo Morgia – Inform)