ITALIANI ALL’ESTERO
I temi discussi nel corso dell’incontro sono state le elezioni dei Comites, il referendum costituzionale, l’assistenza pensionistica ai connazionali e i progetti in corso, sostenuti anche dal Maeci
TEL AVIV – Si è svolta il 24 luglio via zoom la riunione del Comites di Tel Aviv.
Nel verbale dell’incontro, viene segnalata l’approvazione del bilancio consuntivo 2019 anche da Roma e l’arrivo dei fondi assegnati per il 2020.
Si ricorda inoltre, che salvo ulteriori proroghe, le prossime elezioni dei Comites si svolgeranno nel 2021 e che l’attuale presidente in carica, Raphael Barki, dopo due mandati consecutivi, non intende né potrà ricandidarsi. Alcuni volontari interessati hanno già presentato la loro candidatura.
Altro argomento richiamato, il referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari, previsto il 20 e 21 settembre in Italia e che si svolgerà all’estero per corrispondenza, secondo scadenze e modalità spiegate sul sito dell’ambasciata: https://ambtelaviv.esteri.it/ambasciata_telaviv/it/informazioni_e_servizi/referendum-29-marzo-2020.html
https://ambtelaviv.esteri.it/ambasciata_telaviv/resource/doc/2020/07/referendum2020_istruzioni_settembre.pdf
Si è parlato poi del corso di positività e autostima, a cura di Angelica Calò Livne, iniziato durante il lockdown via zoom con l’obiettivo di dare strumenti per affrontare e risolvere il disagio e la solitudine di molti dei connazionali, sia in Israele che in Italia, a causa del Covid. La curatrice aveva proposto di offrire due o tre incontri gratuiti via zoom basati su un suo corso accademico in programma al Tel Hai College, intitolato “Sviluppo del pensiero umanistico attraverso le arti”. L’iniziativa è stata un grande successo- si legge nel verbale del Comites: – attraverso ogni incontro, della durata di circa tre ore, il gruppo ha condiviso emozioni e pensieri. Ognuno ha riscoperto le proprie storie che sono divenute un prezioso bagaglio di risorse per i momenti più cupi; arricchendosi e rafforzandosi delle proprie esperienze dimenticate e ritrovate attraverso i compagni di viaggio. Hanno partecipato 46 persone da tutta Israele, da varie parti d’Italia, dal Belgio e dalla Francia. Il corso è durato per 7 settimane e poi si è deciso di continuare con un incontro al mese. Angelica Calò vorrebbe riproporre un nuovo ciclo del corso chiedendo al Maeci di supportarlo con un finanziamento integrativo.
Sul fronte dell’assistenza pensionistica e le certificazioni di esistenza in vita continua la collaborazione tra Comites e Consolato. Il Comites, e in particolare la consigliera Giordana Mosseri che concentra il suo impegno a riguardo, avrebbe bisogno di rinforzi per far fronte alle richieste di assistenza che continuano ad arrivare (comites.telaviv.pensioni@gmail.com). Si ricorda che, per snellire le procedure, è possibile rivolgersi direttamente al patronato Ital Uil in Grecia, come spiegato qui:
http://comites.org.il/assistenza-pensionistica-la-procedura-la-richiesta-supporto-al-patronato-atene/
Visto il crescente bisogno di assistenza da parte dei pensionati, soprattutto di quelli con limitato accesso ai mezzi informatici, il Comites chiede un finanziamento integrativo per potenziare un servizio attualmente offerto su base volontaria da un solo membro del Comites.
Infine, lo stato di avanzamento dei due progetti già sostenuti dal Maeci. Il primo è PoSSo – il Punto di Sostegno Sociale, a cura di Giulia Albertini, che a luglio del 2020 ha concluso la sua seconda stagione e che ha avuto un riscontro molto positivo in entrambi gli anni di attività. Nel 2018-2019 in soli 3 mesi sono stati svolti più di 30 incontri, con 8 assistiti e nel 2019-2020 in soli 6 mesi si sono svolti più di 70 incontri con 18 assistiti, con richiesta e frequenza quindi è più che raddoppiata. Quest’anno il Covid-19 ha portato un’ondata di ansia, depressione e paura e lo sportello è rimasto aperto gratuitamente per i casi legati all’impatto del virus. Il progetto, molto incoraggiato ed apprezzato anche dall’ambasciata, verrà ricandidato al finanziamento integrativo per il terzo anno consecutivo.
Il secondo è il laboratorio teatrale a cura di Giordana Sermoneta, che da un anno ogni settimana riunisce persone di età, religione, cultura e professioni diverse; italiani residenti in varie città d’Israele che senza questa attività aggregante non avrebbero avuto modo di conoscersi. Ansie, timori, pregiudizi e crisi d’identità sono stati affrontati con la magia e il potere curativo del lavoro teatrale. Anche durante il periodo di isolamento dovuto al Covid-19 gli incontri si sono tenuti regolarmente su zoom e questo appuntamento collettivo ha aiutato ogni singolo partecipante a gestire lo stress e la paura. Oggi il laboratorio è formato da 12 attori e da un vasto gruppo di amici e sostenitori. È quindi diventato un punto di riferimento ben più vasto e profondo di quanto non fosse all’inizio, un luogo nel quale ci si supporta e ci si sente a casa pur essendo, di fatto, lontani dall’Italia e dagli affetti. I partecipanti rappresentano l’Italia intera, dal Piemonte alla Sicilia. La fine dell’estate dovrebbe coincidere con la stesura del copione definitivo della rappresentazione finale – che si programma anche di tradurre in ebraico, – dopodiché si passerà alla fase del montaggio; per questo si sta cercando uno spazio di prova più grande ma alla portata economica del gruppo. Il tempo richiesto per arrivare alla messa in scena si può stimare in 10 mesi circa. Anche questo progetto si ricandida per un nuovo finanziamento integrativo. (Inform)