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Sì dell’Aula alla ratifica dell’accordo tra Italia e Repubblica Ceca sulla cooperazione in materia di cultura, istruzione, scienza e tecnologia

SENATO DELLA REPUBBLICA 

Il relatore Lucidi:  “La necessità di un aggiornamento di precedenti accordi bilaterali  deriva dalla positiva evoluzione degli scambi culturali e scientifici tra i due Paesi deegli ultimi anni e soprattutto dalla considerevole richiesta di lingua e cultura italiana nel territorio della Repubblica ceca”

 

ROMA –  L’Aula del Senato ha approvato il disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica ceca sulla cooperazione in materia di cultura, istruzione, scienza e tecnologia, fatto a Praga l’8 febbraio 2011. Il provvedimento (vedi Inform http://comunicazioneinform.it/il-via-della-commissione-esteri-alla-ratifica-dellaccordo-tra-italia-e-repubblica-ceca-sulla-cooperazione-in-materia-di-cultura-istruzione-scienza-e-tecnologia/) era già stato approvato dalla Camera dei deputati.

Nel corso della seduta il relatore Stefano Lucidi (M5S) ha spiegato come l’intesa, che sostituisce i precedenti accordi bilaterali, sia finalizzata a fornire un quadro aggiornato di riferimento per le iniziative di collaborazione culturale, scientifica e tecnologica fra i due Paesi. “La necessità di un aggiornamento – ha spiegato il relatore – deriva dalla positiva evoluzione degli scambi culturali e scientifici tra i due Paesi avutasi negli ultimi anni e soprattutto dalla considerevole richiesta di lingua e cultura italiana nel territorio della Repubblica ceca. I dati relativi all’interscambio culturale segnalano infatti un considerevole aumento del numero di accordi interuniversitari tra atenei italiani e controparti ceche, a testimonianza del crescente interesse reciproco a livello accademico. Numerose sono inoltre , in tutto il territorio della Repubblica ceca, – ha proseguito Lucidi – le attività di promozione della lingua e della cultura Italiana, a partire da quelle promosse dall’Istituto italiano di cultura di Praga e dalla “Dante Alighieri”. La lingua italiana viene insegnata anche presso sette università ceche, mentre a livello di insegnamento secondario si segnalano il liceo italo-ceco Ustavni, che ha attiva sin dal 1991 un’apposita sezione bilingue, e alcuni altri istituti, tra cui il liceo linguistico Sazavska, che, tra le varie lingue straniere oggetto dei propri corsi di studio, sta ampliando e diversificando la propria offerta formativa in lingua italiana. L’italiano è inoltre presente anche a livello di insegnamento primario e di scuola secondaria di primo grado e a livello prescolare”. Il relatore ha poi spiegato come l’Accordo consentirà di promuovere ed incentivare iniziative, scambi e collaborazioni in ambito culturale, scientifico e tecnologico mediante l’organizzazione di convegni e l’attribuzione di borse di studio, facilitando altresì la cooperazione nella conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico e archeologico, con particolare riguardo al contrasto dei trasferimenti illeciti di beni culturali ed alla protezione dei diritti di proprietà intellettuale.

Lucidi ha anche rilevato come nel testo assumano particolare rilievo le disposizioni relative ai distinti ambiti di collaborazione a partire dalla cooperazione fra istituzioni universitarie, mediante l’avvio di ricerche congiunte e un’offerta reciproca di borse di studio in settori considerati prioritari dalle parti. Dall’intesa vengono anche promosse e facilitate le attività delle istituzioni culturali di un Paese all’interno della realtà culturale dell’altro, favorendo anche lo sviluppo di attività comuni tra i propri istituti e le istituzioni culturali del Paese ospitante. Il relatore ha poi precisato come dal testo si espliciti sia l’impegno delle parti a contrastare il traffico illecito di beni culturali, anche nel rispetto degli obblighi derivanti dalla Convenzione UNESCO in materia, sia la disciplina delle forme di cooperazione scientifica fra istituti, centri di ricerca scientifica e università dei due Stati mediante scambi di documentazione scientifica e tecnologica, scambi di esperienze e visite di docenti, ricercatori e tecnici. Il testo stabilisce infine il reciproco impegno delle parti a proteggere la proprietà intellettuale, il diritto d’autore e i diritti connessi. Per quanto riguarda gli oneri derivanti dall’attuazione del provvedimento il relatore ha segnalato come questi siano valutati in 33.840 euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017 e in 37.740 euro annui a decorrere dall’anno 2018 relativamente alle spese di missione, e in 443.500 annui a decorrere dall’anno 2016 per tutte le altre voci di spesa previste. (Inform)

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