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Senato, la Commissione Esteri – Difesa del Senato esamina la relazione sullo stato di attuazione del Piano Mattei

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

SENATO – La Commissione Esteri – Difesa del Senato ha esaminato la relazione sullo stato di attuazione del Piano Mattei, aggiornato al 10 ottobre 2024. Il Presidente della Commissione Esteri-Difesa del Senato, Stefania Craxi (FI), in qualità di relatore, ha rimarcato innanzitutto come la trasmissione della Relazione annuale, per il solo anno in corso, sia stata effettuata dopo il termine del 30 giugno al fine di vedere completato il primo semestre di attività della Struttura di Missione insediatasi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri nel mese di marzo 2024, oltre che per riferire in modo maggiormente compiuto sullo stato di avanzamento delle singole progettualità già avviate. Nel testo, viene ricordato come il Piano Mattei sia anzitutto un piano di interesse nazionale ispirato ad una visione globale, che intravede nel Continente africano un partner cruciale, partendo dal presupposto che proprio in Africa si giocheranno fondamentali partite per l’Italia e per gli equilibri complessivi del pianeta. La relatrice ha ricordato come le linee generali del Piano Mattei siano state presentate nel corso della prima iniziativa della Presidenza italiana del G7, ovvero in occasione del “Vertice Italia-Africa” tenutosi lo scorso gennaio a Roma alla presenza dei rappresentanti di 46 Nazioni africane, dei tre Presidenti delle Istituzioni europee, dei vertici delle Nazioni Unite, dell’Unione Africana, delle Organizzazioni internazionali, delle Istituzioni finanziarie e delle Banche multilaterali di sviluppo. La realizzazione concreta del Piano si è, quindi, sviluppata lungo quattro direttrici principali, relative rispettivamente alla composizione e organizzazione concreta degli organismi di governance – la Cabina di Regia e la Struttura di missione -, all’avvio dei contatti con le Autorità delle Nazioni destinatarie dei progetti pilota, al rafforzamento delle interlocuzioni con i principali partner e le organizzazioni internazionali e alla creazione di nuovi strumenti finanziari idonei a sostenere le iniziative progettuali. Craxi, con riferimento alla Cabina di Regia, ha segnalato come il testo ricordi che dalla sua istituzione, la struttura si sia riunita in tre circostanze (15 marzo, 24 aprile e 10 ottobre) e come nell’ultima occasione, la sua composizione sia stata ampliata al fine di prevedere la partecipazione, come da richieste espressamente formulate dalle Commissioni parlamentari competenti, dei Presidenti delle Commissioni Affari esteri e difesa del Senato e Affari esteri e comunitari della Camera dei deputati. Nella relazione si evidenzia come la maggior parte degli sforzi profusi dalla Struttura di Missione nei suoi primi sei mesi di attività siano stati indirizzati proprio sulla creazione di nuovi strumenti finanziari. Nel dettaglio, sono stati individuati due strumenti per il finanziamento di progetti su larga scala con interlocutori sovrani: un Fondo multi-donatori, aperto al contributo di Stati terzi, e la “riattivazione” di un fondo bilaterale italiano presso la Banca Africana di Sviluppo. Il Fondo speciale multilaterale finanzierà iniziative e progetti su larga scala nei settori prioritari del Piano Mattei per l’Africa e del Processo di Roma per la Migrazione e lo Sviluppo. Il contributo iniziale al Fondo da parte dell’Italia è pari a 120 milioni di euro, attraverso risorse del Fondo Italiano per il Clima (100 milioni di euro), del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (10 milioni di euro) e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (10 milioni di euro). Tale contributo, si legge nella Relazione, sarà destinato a crediti agevolati per il sostegno finanziario degli investimenti e, per la parte restante, a contributi a dono. La struttura del Fondo, informa sempre la Relazione, è di tipo “aperto”, in quanto prevede il coinvolgimento di altri partner internazionali interessati, realizzando un effetto leva sulla mobilitazione di capitali. Allo stato attuale, si evidenzia la partecipazione degli Emirati Arabi Uniti, attraverso un contributo iniziale di 25 milioni di dollari”. A sua volta, il Fondo bilaterale si compone di un accordo di co-finanziamento tra l’Italia e la Banca Africana di Sviluppo e di un fondo fiduciario bilaterale. Il contributo iniziale da parte dell’Italia è pari a 141,8 milioni di euro, mediante risorse provenienti dal Fondo rotativo per la Cooperazione allo Sviluppo (140 milioni di euro) e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (1,8 milioni di euro). Tale contributo viene erogato sia sotto forma di credito, a tassi agevolati, sia sotto forma di sovvenzione, da destinare alle componenti a dono dei progetti e all’assistenza tecnica. Per quanto concerne i contenuti del Piano Mattei, adottato ufficialmente lo scorso 7 ottobre con DPCM, la relatrice ha spiegato come essi si estrinsecano in progetti pilota che interessano nove Paesi: quattro nel Nord-Africa (Algeria Egitto, Tunisia e Marocco) e cinque nell’Africa sub-sahariana (Costa d’Avorio, Etiopia, Kenya, Mozambico e Repubblica del Congo). Per l’attuazione del Piano sono, inoltre, state individuate sei direttrici d’intervento: 1) in tema di istruzione/formazione, puntare a sviluppare nel Continente africano l’acquisizione di competenze, l’occupazione e l’indipendenza economica personale e familiare, con particolare attenzione ad un’istruzione tecnica in linea con i fabbisogni del mercato del lavoro locale, alla diffusione dell’e-learning e alla collaborazione con le imprese; 2) in tema di agricoltura, mirare alla diminuzione dei tassi di denutrizione e malnutrizione, al superamento dell’agricoltura di sussistenza e all’aumento del reddito degli agricoltori, soprattutto attraverso partenariati e uso di nuove tecnologie; 3) in tema di salute, perseguire il rafforzamento delle strutture sanitarie e del contrasto alle malattie infettive endemiche nel Continente africano, anche avvalendosi della consolidata esperienza italiana in materia di salute e della diffusione delle nuove tecnologie applicate alle esigenze medico-sanitarie; 4) in tema di energia, ampliare l’accesso all’energia per le popolazioni locali, soprattutto attraverso la promozione degli investimenti nelle energie rinnovabili, la diffusione di nuove tecnologie e lo sviluppo di filiere energetiche sostenibili, come quella dei biocarburanti. Nel quadro di una complementarietà di Europa e Africa, dal punto di vista energetico – la prima carente di fonti energetiche e la seconda di risorse finanziarie e competenze tecniche – ad avviso del Governo, la fortunata posizione geografica dell’Italia può renderla il naturale hub di approvvigionamento di energia per l’intera Europa; 5) in tema di acqua, sviluppare il settore idrico nel Continente africano, con riguardo a tutto il ciclo idrico, dall’approvvigionamento della risorsa alla sua distribuzione e riutilizzo, in particolare attraverso l’avvio di attività di progettazione, costruzione, gestione e manutenzione di infrastrutture idrauliche complesse e di impianti di depurazione e controllo della qualità dell’acqua; 6) in tema di infrastrutture fisiche e digitali, trasversale a tutte le precedenti cinque direttrici individuate dal Piano, potenziare la connettività satellitare, la trasformazione digitale e la modernizzazione dei servizi postali delle Nazioni africane. La Relazione dà infine conto dei progetti avviati, che sono in totale 21, di cui 17 riguardano i 9 Paesi destinatari dei progetti pilota già individuati nel Piano Mattei. Gli altri quattro sono progetti regionali o transnazionali, e coinvolgono più Paesi, anche al di fuori del novero dei destinatari dei progetti pilota. (Inform)

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