PARLAMENTARI CIRCOSCRIZIONE ESTERO
ROMA – Nell’Aula del Senato è intervenuto il senatore del Pd Francesco Giacobbe, eletto nella Ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, parlando dei ricercatori italiani nel mondo, in particolare di quelli attivi in Australia, presso il Queensland Brain Institute, dove oltre 300 scienziati e ricercatori lavorano ogni giorno per comprendere il funzionamento del cervello umano e contrastare alcune delle malattie più complesse del nostro tempo. “Fra questi scienziati brillanti ci sono Massimo Hilliard, originario di Napoli, e Matilde Baldi, originaria di Milano. Il loro lavoro si concentra sullo sviluppo dei neuroni, sulla capacità del sistema nervoso di mantenersi e ripararsi, sui meccanismi che stanno alla base dell’ictus e della demenza. Sono ricerche che aprono la strada a nuove prospettive terapeutiche per milioni di persone. Questa attività scientifica ha un valore che va ben oltre i confini nazionali: riguarda l’umanità intera. Comprendere le malattie neurologiche significa contribuire al progresso dell’umanità, alla dignità della persona, alla qualità della vita”, ha spiegato Giacobbe sottolineando il talento dei ricercatori italiani sia per il nostro Paese motivo di orgoglio. “Lo è vedere come i nostri connazionali siano protagonisti in contesti di eccellenza internazionale, capaci di guidare gruppi di ricerca, di contribuire in modo determinante alla produzione di conoscenza. Accanto a questo orgoglio, però, non possiamo non provare anche un profondo senso di amarezza, perché molto spesso questi cervelli brillanti sono costretti a lasciare l’Italia e non partono per spirito di avventura, non partono per una scelta romantica, ma perché altrove trovano opportunità, finanziamenti, strutture, riconoscimento del loro merito”, ha aggiunto il senatore sottolineando come spesso, in Italia, la grande famiglia degli italiani nel mondo sia considerata “una realtà distante” quando invece rappresenta “una grande risorsa”. “Dobbiamo fare qualcosa – ha proseguito il sentore – per affrontare direttamente e coinvolgere questa grande migrazione intellettuale, cercando di capire quali sono i problemi che li hanno costretti ad andare all’estero”. “Occorre anche cominciare ad avviare un processo proattivo in cui costruire qualcosa di ideale: un ponte ideale fra l’Italia e chi è partito dal nostro Paese e lavora nel mondo per cercare di dare una possibilità agli italiani, ai cervelli italiani nel mondo di collaborare con l’Italia, di tornare se lo desiderano o comunque contribuire allo sviluppo del nostro sistema scientifico ed economico”, ha evidenziato Giacobbe parlando di una “vera sfida che non è soltanto trattenere i nostri giovani, ma fare dell’Italia un luogo attrattivo, un Paese in cui valga la pena restare ed in particolare tornare”, ha concluso il senatore. (Inform)