CAMERA DEI DEPUTATI
ROMA – Sulla scomparsa del Segretario Generale del CGIE, Michele Schiavone, è intervenuto nell’Aula della Camera il deputato Toni Ricciardi (Pd), eletto nella ripartizione Europa. “Si è spento Michele Schiavone. Michele è stata la dimostrazione plastica di come la migrazione e la politica possano rappresentare l’ascensore sociale. Sono molto legato a Michele, ma c’è stato un paradosso in tutta questa storia”, ha spiegato Ricciardi ricordando di essere arrivato in Svizzera nello stesso anno di Michele Schiavone. “Entrambi siamo arrivati in Svizzera nel 1978. Michele ci arrivò a 18 anni, perché all’epoca vigeva ancora il regime del divieto del ricongiungimento familiare e, come tanti bambini e bambine di quella stagione storica, era cresciuto in Italia, nel Sud d’Italia, nella sua Fasano, e poi girovagando per il Sud si ricongiunse alla famiglia per studiare. Io ci arrivai nel 1978 che avevo 8 mesi, vivendo poi 4 anni in clandestinità perché il divieto di ricongiungimento familiare era ancora presente”, ha raccontato Ricciardi. “Quando Michele arrivò in Svizzera, da subito con facilità si avvicinò al mondo della sinistra, perché per lui rappresentava la forma massima di difesa degli ultimi, dei marginalizzati. Nel 1978 c’erano ancora le scorie di una diffidenza profonda, di una xenofobia profonda nei confronti degli italiani e soprattutto nei confronti dei meridionali. Lui visse ancora l’ultima stagione nella quale, in un Paese ricco e democratico come la Svizzera, distribuire l’Unità era vietato e allora la domenica si organizzavano le squadre che distribuivano clandestinamente l’Unità”, ha aggiunto Ricciardi sottolineando come Schiavone sia stato militante e dirigente del PCI, del PDS, dei DS; il primo segretario della federazione del PD in Svizzera, la più grande federazione di un partito italiano che ancora oggi esiste all’estero. Ricciardi ha quindi evidenziato come poi, soprattutto, il suo mondo sia stato il Cgie. “Lui ha combattuto fino agli ultimi giorni in cui la forza gli ha dato la possibilità a favore degli ultimi. Era sempre pronto al telefono e, quando fisicamente non riusciva a raggiungere posti dove organizzavamo iniziative, era sempre collegato. Il cordoglio in queste ore e in questi giorni si è moltiplicato da tutto l’arco costituzionale, ma soprattutto da tanta, tantissima gente semplice e comune. Tutti a ricordare non lo Schiavone istituzione, non lo Schiavone politico, ma il Michele persona, la persona che aveva sempre un momento per te, la persona che si batteva per dare ascolto, per portare avanti le istanze di quelle persone che erano senza voce. Michele amava sempre ripetere stancamente una citazione a chiusura dei suoi interventi e questa citazione, per la sua formazione e per il suo credo politico, non poteva che essere di Gramsci”, ha ricordato Ricciardi citando la frase molto cara a Michele Schiavone ossia: “Il vecchio mondo sta morendo. Quello nuovo tarda a comparire. E in questo chiaroscuro nascono i mostri”. (Inform)