MOSTRE FOTOGRAFICHE
L’allestimento del fotografo pesarese al Bois du Cazier in occasione del sessantesimo anniversario del disastro minerario in cui persero la vita 262 lavoratori, la maggior parte (136) italiani. Apertura sino al 4 dicembre
CHARLEROI – Verrà inaugurata venerdì 7 ottobre alle ore 18.30 al Bois du Cazier la mostra fotografica “Marcinelle: 1956-2016” di Giovanni Marinelli, esposizione organizzata in occasione del sessantesimo anniversario della strage di Marcinelle.
Realizzato da Zeitgeist Art Exhibit Group e curato dal critico Andrea Tinterri, direttore delle Bag Gallery (a Pesaro e Parma), l’allestimento del fotografo pesarese sarà visitabile sino al prossimo 4 dicembre.
All’apertura sono previsti gli interventi di Jean-Louis Delaet, direttore del Bois Du Cazier, Alain Forti, direttore artistico, Matteo Ricci, sindaco della Città di Pesaro, Daniele Vimini, assessore alla Cultura e Luca Bartolucci, presidente del Consiglio comunale di Pesaro, Andrea Tinterri e il direttore organizzativo Christina Magnanelli Weitensfelder.
Giovanni Marinelli racconta una storia iniziata nel secondo dopoguerra, una storia di immigrazione, di lavoro, di sotterranei che sembrano avvicinarsi al centro della terra, di carbone che sporca le mani e soprattutto i polmoni. L’artista ritrova reperti sia all’interno della miniera sia all’esterno, nel paese che sembra aggrappato alla piccola collina di Marcinelle. Esce dal cancello che segna il confine tra un dentro e un fuori, tra il lavoro e il riposo. Ripercorre l’architettura urbana delle zone limitrofe alla miniera per poi rientrare, varcare nuovamente la soglia d’ingresso e trovarsi di fronte a un dinosauro meccanico, da capire, interrogare come fosse un testimone utile per un’indagine contemporanea. Restituisce un sentimento, un’eredità che rimane attaccata alle mura delle abitazioni fatte di mattoni neri, un colore forse troppo simile al carbone per dimenticare un Novecento faticoso, forse costruttivo. Isola alcuni simboli, alcuni segni, spezza una narrazione che a sessant’anni di distanza deve essere ricostruita, ripensata, studiata con la giusta distanza storica. L’operazione di Marinelli non si esaurisce nella semplice evocazione o nel semplice ricordo fine a se stesso, ma diventa uno studio comparato fra il presente e un recente passato. Un percorso complesso che inizia nel 1946 in seguito al protocollo italo-belga che prevedeva uno scambio tra carbone e manodopera; che ha alle spalle le macerie del secondo conflitto mondiale, la necessità del Belgio di avere uomini per le proprie miniere e dell’Italia di importare materie prime ad un costo accessibile per una ricostruzione imminente.
L’alternarsi di diversi usi del colore testimonia una stratificazione del pensiero, un approccio alla materia che inevitabilmente deve cambiare al mutare del racconto che non è solo emotivo, ma lucido nella volontà di fare chiarezza, di confrontarsi con una contingenza politica quotidiana spesso superficiale, mancante di una profondità storica capace di riflettere su dinamiche universali e inevitabili. Il catalogo è pubblicato da Greta Edizioni.
Hanno concesso il patrocinio: Mibact, Regione Marche, Provincia, Comune, Confindustria e Camera di Commercio di Pesaro e Urbino, Ambasciata d’Italia e IIC a Bruxelles, Comune di Charleroi, Polo Museale Le Bois Du Cazier.
Marinelli, nato nel 1945 a Pesaro, dove vive e lavora, ha vinto numerosi premi, tra cui il Premio internazionale Giotto nel 2009. Il suo lavoro è citato in libri d’arte ed enciclopedie. Ha partecipato alla 54esima esposizione Biennale internazionale d’arte di Venezia e nel 2012 ha esposto al Museo Nazionale Alinari della fotografia di Firenze. Selezionato a Fotografia Europea 2013 di Reggio Emilia, è anche testimonial ufficiale dell’associazione nazionale “Gli onconauti”. (Inform)