direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Riunito a Perth l’Intercomites Australia

ITALIANI ALL’ESTERO

Espresse preoccupazioni per i tagli alle risorse nel settore della lingua e cultura italiana

 

PERTH – Sabato 12 marzo, alla presenza dei due parlamentari eletti all’estero nella ripartizione dell’Africa, Asia, Oceania e Antartide, il deputato Marco Fedi ed il senatore Francesco Giacobbe, e del console d’Italia David Balloni, si è svolta a Perth, presso il Centro Culturale ed Assistenziale Italo-australiano dell’Australia Occidentale, la riunione dell’Intercomites d’Australia. Ha presieduto Francesco Pascalis, presidente del Comites di Melbourne, ed hanno preso parte all’incontro i presidenti dei Comites Paola Cerrato (Canberra), Pino Musso (Sydney), Vittorio Petriconi (Perth), Mark Quaglia (Adelaide) e Mariangela Stagnitti (Brisbane). Presenti altresì come esperti l’on. Tony Piccolo, membro del Parlamento Statale del Sud Australia ed Enzo Sirna, anche presidente dello stesso Centro Culturale ed Assistenziale Italo-australiano. Hanno partecipato come osservatori i seguenti membri del Comites di Perth: Nicola Comito (vice presidente), Fernando Pagani (membro dell’Esecutivo) e Antonio Marrocco (segretario). Il consigliere CGIE per l’Australia, Franco Papandrea, impossibilitato a partecipare, ha inviato un messaggio che è stato acquisito agli atti del convegno.

Molti sono stati gli argomenti trattati ma su due in particolare si è concentrato il dibattito dei partecipanti. Il primo riguarda il progetto, presentato dall’on. Tony Piccolo, che prevede la costituzione di un’Assemblea deliberante con membri eletti (persone e organizzazioni) che si focalizzi su un’attività di lobby presso le  autorità statali e federali australiane su tematiche di interesse per la comunità italiana in Australia. Questa  Assemblea riconosce ma non incorpora né tantomeno duplica il lavoro di organizzazioni già esistenti (tipo Comites, Patronati, ecc).

Il secondo attiene alla delicatissima questione delle ulteriori decurtazioni applicate dal Governo italiano ai finanziamenti destinati agli Enti che gestiscono corsi di lingua e cultura italiana e programmi di sostegno ai corsi integrati nelle scuole dei vari Stati australiani.

Dopo un’approfondita relazione svolta da Enzo Sirna, è stato unanimemente ribadito dagli intervenuti che i suddetti programmi linguistico-culturali sono portati avanti con il convinto appoggio delle autorità australiane in virtù di ufficiali protocolli d’intesa firmati con l’Italia che assegnano agli stessi Enti un ruolo ben preciso e definito anche in considerazione del sostegno economico che essi ricevono dal Governo italiano.

È stato altresì evidenziato che la strategica ed insostituibile esperienza, accumulata da questi Enti in quasi 40 anni di proficua attività nel settore, viene considerata dalle autorità australiane un’eccellenza messa a disposizione del sistema scolastico e che gli stessi Enti sono gli ideali promotori ed esecutori della significativa gamma dei progetti sanciti dai suddetti protocolli d’intesa ed appositamente studiati per dare un moderno ed adeguato sostegno ai curricula scolastici. Tali progetti prevedono soprattutto l’impiego di insegnanti con funzione di assistenti linguistici, la gestione di centri risorse linguistico-culturali, la gestione dei corsi di aggiornamento per gli insegnanti di italiano del sistema sia pubblico sia privato e lo sviluppo nell’ambito delle scuole australiane di scambi culturali con l’Italia e le scuole italiane.

È da tempo ormai che gradualmente, anno dopo anno, vengono apportati tagli a questi finanziamenti ed il livello raggiunto è diventato basso al punto tale da poter costringere presto gli Enti gestori a porsi il serio problema se continuare ad impegnarsi in questo settore o meno. Il Governo italiano – hanno evidenziato i presidenti Comites – deve riflettere accuratamente sulla portata di decisioni che, se mantenute anche in futuro, decreterebbero la fine di una strategia che, a fronte di finanziamenti non certo onerosi, ha avuto, ed ha ancora, un grande successo in Australia. Chi di dovere in Italia non può non prendere atto che ancora oggi l’italiano è la seconda lingua più insegnata nelle scuole australiane, cosa che non si verifica in nessuna altra parte del mondo. È innegabile che tale strategia ha contribuito in maniera determinante non solo a diffondere la lingua e la cultura italiana ma anche ad attirare forte interesse verso l’Italia e tutto ciò che è italiano con notevoli ricadute positive per quanto riguarda l’immagine dell’Italia come Paese affascinante non solo per la sua cultura e la sua storia ma anche per i prodotti del suo “made in Italy”. Se la bilancia commerciale Italia-Australia – hanno sottolineato i presidenti Comites – è a netto vantaggio dell’Italia lo si deve anche a questo.

I presidenti dei Comites d’Australia hanno espresso molta preoccupazione per tutto ciò e si aspettano che il Governo italiano, attraverso una valutazione più attenta della specificità della situazione australiana, riveda responsabilmente la sua posizione in materia e riporti i finanziamenti almeno ai livelli del 2015. (Inform)

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