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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Riunita la Cabina di Regia per l’Internazionalizzazione sull’attrazione degli investimenti esteri: gli interventi e le proposte dei Ministri

FARNESINA

 

 

ROMA – Ha avuto luogo ieri una sessione straordinaria sull’attrazione degli investimenti esteri della Cabina di Regia per l’Internazionalizzazione, co-presieduta dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, e dal Ministro per lo Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti.  Oltre ai due co-presidenti, nella sessione istituzionale sono intervenuti diversi Ministri e rappresentanti delle Istituzioni.Dopo l’intervento del Ministro Luigi Di Maio (vedi Inform n.89 Riunita la Cabina di Regia per l’Internazionalizzazione dedicata all’attrazione degli investimenti esteri, l’intervento del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio | www.comunicazioneinform.it). è intervenuto il Ministro Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti: “Il nostro Paese – ha esordito il Ministro – è tra i primi venti al mondo per investimento di capitali esteri. Dobbiamo comunque migliorare. Per non perderci nella complessità dovremmo partire dalle competenze disponibili, anche tenendo conto degli errori fatti nel tempo. Non esiste la pietra filosofale che risolva ogni cosa. Dobbiamo chiederci quali sono gli investimenti che vogliamo fare e quali sono le nostre priorità. Un’offerta troppo vaga ha scarse possibilità di successo. Bisogna selezionare i progetti prioritari. La selezione dovrà essere costantemente adattata e aggiornata a seconda dei Paesi di riferimento. Abbiamo molti punti di forza su cui giocare. Disponiamo di forza lavoro molto qualificata. Per un investitore estero investire in Italia vuol dire entrare nel Made in Italy e in un settore di eccellenza. Siamo consapevoli che finora non abbiamo sfruttato a pieno la nostra posizione geografica, che rappresenta naturalmente un polo di interesse. Dovremmo lavorare sulla stabilità giuridica e fiscale che è un incentivo a investire in un Paese. Il tallone d’Achille che ci penalizza sta nella lentezza della giustizia civile e amministrativa, nel persistere di fenomeni illeciti che ostacolano gli investimenti nel nostro Paese. Il piano nazionale – ha aggiunto Giorgetti – rappresenta un’occasione storica per il nostro Paese. Mise e Maeci devono rappresentare vasi comunicanti. Voglio concludere con un messaggio di ottimismo. Possiamo rilanciare il nostro Paese e sono certo che la riunione di oggi possa rappresentare un impulso in questo senso”.

A seguire ha preso la parola il Sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano: “Vorrei condividere degli stimoli su alcuni punti: primo tra tutti lo stato degli investimenti esteri, fondamentali per la nostra economia. Per ogni euro investito generiamo 3,3 euro in Italia. Per dare un’idea dalla dimensione nel solo biennio 19-20 sono state 910 le aziende investitrici per 2,35 miliardi di euro con un ritorno di 350 euro per ogni euro speso. Vorrei poi fare una fotografia della situazione: la legge prevede il Comitato Attrazione Investimenti (CAIE). Il Comitato è un punto di contatto di cui necessitano gli investitori. C’è poi da capire quale sia il quadro dei limiti strutturali da superare: le maggiori criticità sono il disbrigo dei documenti e i tempi della giustizia. Ci vuole una piena certezza del diritto, anche nei tempi. Il nostro Paese deve essere una piattaforma strategica”. Il Sottosegretario ha inoltre sottolineato l’importanza della prospettiva di crescita degli investimenti soprattutto in settori ad alto contenuto tecnologico.

“Una giustizia rapida e di qualità incentiva gli investimenti. – ha affermato la Ministra della Giustizia Marta Cartabia – Il funzionamento della giustizia in Italia è spesso additato come un ostacolo. Il problema in realtà è quello di tempi, mentre gli studi sul rispetto della professionalità vedono l’Italia in posizione soddisfacente”. Per la Ministra i tempi lunghi della giustizia, che incidono sulla attrattività degli investimenti esteri, sono però in miglioramento in Italia da almeno 15 anni. “Il tempo di attesa – ha precisato Cartabia – è diminuito del 28% in tribunale. Nel 2020 con la pandemia ci saremmo potuti aspettare un’ulteriore aumento delle tempistiche. invece è continuata la tendenza alla diminuzione della disposition time”. Per accelerare i tempi della giustizia la Ministra ha evidenziato come il Governo stia agendo sia sul fronte del personale di magistratura  e amministrativo, con l’incremento di 17.000 unità di personale, sia sull’opera di digitalizzazione. “Vorrei segnalare – ha concluso la Ministra – che stiamo lavorando con lo stesso metodo sulla giustizia tributaria. È un settore decisivo. Insieme al Ministro Franco abbiamo istituito una Commissione di studio”.

A seguire l’intervento del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco: “la cabina di regia è fondamentale. Gli investimenti sono importanti soprattutto per l’industria manifatturiera. Il 45% della nostra manifattura è esportato. La capacità di competere è requisito fondamentale. L’Italia ha sempre avuto la caratteristica di saper inventare cose nuove che piacciono al mondo. Noi dobbiamo fare sempre di più in questa direzione. Dobbiamo essere consapevoli che tutto ciò non è facile ma possiamo contare su un’identità nazionale ogni anno riconfermata anche dai flussi turistici. Negli ultimi anni – proseguito il Ministro – l’Italia ha difeso e guadagnato quote di mercato nell’export che è fondamentale per una ripresa rapida. Gli investimenti diretti esteri sono un importante strumento di trasferimento di tecnologia”. Per il Ministro in questo ambito occorre un’azione che colmi il ritardo del nostro Paese, come ad esempio la riforma della giustizia, gli interventi sulla Pubblica Amministrazione e il potenziamento del sistema scolastico. “L’impegno del governo per sostenere la ripresa – ha concluso Franco è massimo ma la ripresa passa dalle imprese. Per questo sarà necessario il contributo dato al processo di internazionalizzazione”.

Ha poi preso la parola il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Stefano Patuanelli: “i temi della semplificazione o dei livelli di tassazione, la certezza e la rapidità del diritto – ha spiegato il Ministro – sono temi trasversali. Ma ci sono temi specifici del mio settore. I sistemi produttivi devono essere protetti: il brand Made in Italy è primo elemento che attrae gli investimenti esteri. Concorrono alla formazione di quel brand tutte le produzioni agro-alimentari italiane che consentono un’attrazione sana. Noi dovremmo chiedere a tutti i settori produttivi un grande sforzo di transizione che hanno però bisogno di sostegno. È necessaria una transizione che riduca l’impatto ambientale. Serve l’innovazione – ha concluso il Ministro – e la capacità di fare un salto quantico che utilizzi tutte le innovazioni disponibili”.

Dal canto suo il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, ha ricordato l’importanza degli obiettivi della transizione verde  e ha sottolineato come la scelta del Governo di affiancare fondi aggiuntivi a quelli del Next Generation EU offra al nostro Paese una potenza di fuoco che serve a creare nuove filiere. “Tra i provvedimenti adottati – ha aggiunto il Ministro – c’è stato anche quello di modificare il nome del dicastero da me diretto, che non è un programma per il futuro ma in linea con ciò che già vogliamo offrire. L’investimento all’interno del piano per il potenziamento dell’alta velocità, la trasformazione dei porti in porti verdi, la mobilità verde serviranno a rafforzare la competitività del sistema de trasporti. Quest’anno partiranno 20 cantieri e nei prossimi due 87 canteri nuovi con un cronoprogramma pubblico e trasparente. È un’opportunità straordinaria e abbiamo tutte le caratteristiche per attrarre investimenti esteri”.

Ha poi preso la parola al Ministro per il Turismo, Massimo Garavaglia: “dopo vent’anni l’Italia torna ad avere un Ministero per il turismo. Sono tante le innovazioni che il Ministero sta portando avanti. Questa crisi richiede un nuovo passo. Il turismo è una delle industrie più attraenti per gli investitori, da un lato si tratta di una opportunità per gli investitori, ma dall’altro lato ci sono problemi legati al costo del lavoro, ai fenomeni di criminalità e  alla lentezza del processo normativo”.  Per il Ministro nel caso degli hotel si possono poi introdurre fondi immobiliari aperti per attrarre investitori stranieri, mentre occorre attrarre flussi turistici di qualità.

“Una buona transizione digitale – ha affermato il Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale, Vittorio Colao  – vuol dire meno costi, più investimenti e più crescita. La transizione che stiamo attuando è corposa. Ci sono alcune aree prioritarie: una PA che costi meno e che decida più rapidamente, poi la creazione di un contesto regolatorio accogliente con regole chiare e meno sovrapposte con condizioni di ingaggio trasparenti e rapide per creare condizioni fertili per innovare. La terza area prioritaria è quella del miglioramento del sistema di digitalizzazione. Ci siamo dati obiettivi ambiziosi: entro il 2026 connessioni a banda ultra larga al 100% della popolazione delle imprese, delle scuole, degli uffici e degli ospedali; abbiamo poi l’obiettivo di semplificare procedure per i cittadini e per le imprese eliminando la burocrazia passando almeno il 75% della PA a qualche forma di utilizzo del Cloud. Ciò aumenterà l’attrattiva del nostro Paese. Dobbiamo lavorare – ha proseguito il Ministro – alla semplificazione con obiettivi di riduzioni dei tempi. Abbiamo bisogno di regole chiare e agili, aggiornate più rapidamente”.

E’ poi intervenuta la Ministra per gli Affari Regionali e le Autonomie, Mariastella Gelmini: “come Ministro degli Affari regionali ho l’obbligo di rappresentare il ruolo che le regioni possono giocare all’interno di questa sfida. In questa prospettiva il documento già riconosce questo ruolo in due direzioni: offerta con promozione di immagine regionali e una linea volta a creare sotto il livello amministrativo i contesti territoriali con incentivi alla produzione. Le regioni hanno dimostrato di poter svolgere un ruolo mettendo in campo capacità di assoluta efficacia dimostrandosi partner indispensabili…. Il Ministero – ha proseguito la Gelmini – intende essere coinvolto e garantire il raccordo assicurando aiuto sotto il profilo della valorizzazione delle esperienze regionali. Anche nella fase di scouting, nel dare visibilità a opportunità nei singoli territori, per raccogliere database .

La Ministra per il Sud e la Coesione Territoriale, Maria Rosaria Carfagna ha sottolineato l’importanza del Mezzogiorno nel contesto economico e la necessità di una strategia integrata per attrarre investimenti. “Il piano di rigenerazione delle pubbliche amministrazioni del Mezzogiorno – ha rilevato la Ministra – consentirà di assumere 2800 giovani. Abbiamo avviato con il Ministro Brunetta una procedura lampo che consentirà di assumerli con una selezione per titoli e una prova scritta entro l’estate”.

E’ stata poi la volta del Presidente della Conferenza Regioni e Province Autonome, Massimiliano Fedriga: “La conferenza – ha rilevato il Presidente – ha aderito al patto per l’export. Rendere più attrattivo il paese è un obiettivo convergente tra Stato e regioni. Si tratta di gestire le ingenti risorse europee e mettere in atto quelle riforme, la mancanza delle quali ci ha bloccato fin qui. La pandemia ha fatto ripensare le policy, ha messo in luce la rilevanza di questi investimenti. Dobbiamo riflettere sulle azioni da intraprendere. Di questo devo ringraziare il Mise che sta facendo una grande opera in tal senso. In proposito abbiamo proposto alcune strategie di semplificazione. Occorre uno sforzo di semplificazione degli obiettivi anche dal punto di vista procedurale”.

Il Sottosegretario alla Transizione Ecologica, Vannia Gava ha affermato : “non possiamo non rimarcare la nostra adesione alla scelta della transizione energetica. Sappiamo che il tema di maggiore attenzione per gli investitori privati e per l’Europa è quello del Permitting. I tempi sono oggi troppo lunghi e le procedure sono disseminate di ostacoli. Abbiamo individuato correttivi amministrativi sistemici che diverranno una riforma strutturale. Intendiamo accogliere al massimo le opportunità di digitalizzazione e la sostenibilità ambientale. Nel contesto del Piano di azione intendiamo rafforzare strumenti tecnici amministrativi per incentivare la de carbonizzazione”.

La Sottosegretaria alla Cultura Maria Borgonzoni ha sottolineato la grande capacità attrattiva della cultura del nostro Paese e la necessità di semplificare e velocizzare il contesto italiano. “Oltre all’offerta classica della cultura, – ha rilevato la Sottosegretaria – come MiC pensiamo che il nostro Paese debba investire sul settore moda, per il quale abbiamo la presenza di tutta la filiera produttiva sul nostro territorio. Poi c’è la questione legata all’audiovisivo e al cinema. Le produzioni legate a questo settore hanno un incremento di indotto economico: per ogni euro che lo Stato investe ne produce 1,38. C’è anche un rientro in immagine e un indotto turistico. Nel 2015 – ha aggiunto Borgonzoni – c’è stato il primo progetto sperimentale di smart Pompei a cui si è unito al controllo umano quello dei droni e quello dell’intelligenza artificiale. Il progetto è andato avanti anche con il Colosseo. Ci sono alcuni Stati che vorrebbero accedere ai nostri progetti per il loro siti turistici. Noi possiamo essere una porta d’accesso e chiediamo quindi di essere partecipi e protagonisti. Possiamo aprire le porte ad altri investimenti”. (M, R./Inform)

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