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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Riunione straordinaria dei leader del G20 sull’Afghanistan. Considerazioni finali del Presidente Draghi

GOVERNO

ROMA – Ieri 12 ottobre, nell’ambito della Presidenza italiana del G20 e su iniziativa del Presidente del Consiglio Mario Draghi, si è svolta in modalità virtuale la riunione straordinaria dei leader del G20 sull’Afghanistan. A seguire la traduzione in italiano delle considerazioni finali del Presidente Draghi.

Grazie mille Presidente Biden. E grazie a tutti per l’incontro estremamente proficuo di oggi. L’esito del vertice è stato riassunto nelle Conclusioni della Presidenza (Chair’s Summary) che sono state distribuita a tutte le vostre delegazioni. Vorrei dire alcune parole che riflettono più da vicino il tipo di discussione che abbiamo avuto oggi.

Innanzitutto, la mia sensazione è che ci sia una forte volontà di agire, di convergere e di agire immediatamente. C’è la sensazione che tutti noi siamo convinti che questa sia una vera crisi, una colossale crisi umanitaria, quindi la necessità di agire è immediata perché la situazione sta già peggiorando, e l’inverno sta arrivando.

Il secondo punto emerso è che dovremmo sforzarci, come molti di voi hanno detto, di avere una posizione unificata. Penso che sia molto importante e abbiamo una posizione unificata de facto, perché le Nazioni Unite sembrano aver ricevuto un ampio mandato a coordinare tutte le attività a favore dei cittadini afghani. Lo scopo principale di questo coordinamento è innanzitutto quello di rispondere all’emergenza umanitaria, e sosteniamo la missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan.

Il punto successivo è che la Banca mondiale, il Fondo monetario internazionale e gli Stati dovrebbero – in un certo senso – essere sotto il vostro ombrello, in modo da consentire alle Nazioni Unite di utilizzare tutte queste risorse. Ciò deve essere coordinato, ma soprattutto il più efficiente possibile. Quindi, prima di tutto, ci sono l’emergenza umanitaria e la risposta ad essa.

Il secondo punto è evitare il collasso economico dell’Afghanistan, e qui voglio solo sottolineare due punti che sono stati brevemente toccati. Penso che ci sarà una crisi del sistema dei pagamenti in Afghanistan, il che significa che tutti i pagamenti potrebbero crollare, perché il sistema sembra essere sul punto di fermarsi. Insieme a ciò, ci sarà una crisi del sistema bancario e questo è importante quanto l’attuale crisi umanitaria, perché se il denaro non scorre, se i pagamenti non possono essere effettuati, l’economia crollerà e renderà qualsiasi tipo di assistenza decisamente più complicata. Ora su questo aspetto, ovviamente, la Banca Mondiale e il FMI sono gli attori principali, ma per chiunque voglia cooperare lì, questo è molto, molto importante.

Il terzo punto è che c’è bisogno di una fornitura di servizi pubblici, in particolare dell’istruzione e della sanità, anche in collaborazione con le organizzazioni internazionali. Desidero ringraziare il Presidente della Commissione europea, von der Leyen, per l’ampio pacchetto di sostegno ma, come lei stessa ha affermato, questo dovrebbe trovare posto nel quadro dell’assistenza delle Nazioni Unite.

Ora, c’è un aspetto che non è apparso in primo piano in molte delle vostre considerazioni, ma che è ancora molto importante ed è la lotta contro il COVID-19. Questa non è la priorità principale in Afghanistan, ma dovremmo essere pronti a fornire i vaccini e a sostenere una pronta ripresa della campagna di vaccinazione attraverso la struttura COVAX.

Il punto successivo, che è stato sottolineato da quasi tutti voi, è che dovremmo fornire assistenza ai migranti e ai rifugiati nei paesi vicini, in coordinamento con le agenzie delle Nazioni Unite e le autorità locali.

Un altro punto che è stato sottolineato da tutti è che si dovrebbe prestare la dovuta attenzione all’aiuto alle donne e ai bambini.

L’ambito successivo è la sicurezza. Penso, di nuovo, che sia stato un tema universale. In altre parole, tutti voi avete sottolineato che l’Afghanistan non dovrebbe diventare di nuovo un rifugio per il terrorismo. Tale eventualità potrebbe destabilizzare non solo l’Afghanistan, ma l’intera regione, e forse anche il mondo intero.

Quindi, dovremmo offrire un sostegno adeguato – e penso che lo stiamo già facendo – ma dovremmo anche fornire risorse alla strategia dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine, perché vogliamo sradicare una delle principali fonti di finanziamento del terrorismo, vale a dire lo spaccio di droga.

C’è un’altra grossa lacuna da affrontare, perché purtroppo – a quanto si vede – il governo talebano non ha mostrato capacità amministrative straordinarie. C’è un vuoto istituzionale e quindi, nella misura in cui il governo talebano è disposto ad accettare aiuto, una linea d’azione cruciale è quella della ricostruzione delle istituzioni. Anche in questo caso la Banca Mondiale giocherebbe un ruolo di primo piano.

Molti di voi hanno sottolineato che il presupposto per andare in Afghanistan, per esserci, portare soldi, cibo, assistenza, è mantenere aperto l’aeroporto di Kabul. E qui devo ringraziare ancora le autorità turche e del Qatar per la loro azione. Quindi, abbiamo tutti riconosciuto il coinvolgimento dei paesi vicini come uno strumento chiave per raggiungere molti dei nostri obiettivi.

Penso di aver toccato molti punti, sono abbastanza sicuro di averne tralasciati alcuni, quindi vorrei concludere con un invito molto sentito.

Invito tutti voi a lavorare insieme per non abbandonare l’Afghanistan.

Nonostante le tante differenze che ci caratterizzano, non dobbiamo accettare questa catastrofe. Dovremmo agire, e questo sarà l’aspetto principale su cui dovremo lavorare nei prossimi giorni.

Grazie di cuore a tutti voi per aver partecipato a questo incontro. (Inform)

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