QUIRINALE
(Fonte foto Presidenza della Repubblica)
ASSISI – Nella Basilica Papale di San Francesco, il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha assistito ieri alla Santa Messa, celebrata dal Cardinale Matteo Maria Zuppi, Presidente della Conferenza episcopale italiana, e ha presenziato all’accensione della lampada votiva dei Comuni d’Italia da parte del sindaco di Assisi, Valter Stoppini. Al termine della celebrazione, dalla Loggia del Sacro Convento, sono intervenuti Fra Marco Moroni, Custode del Sacro Convento di San Francesco, e il Presidente Mattarella. “Sono trascorsi ottocento anni dalla morte di San Francesco, patrono d’Italia insieme a un’altra grande santa, Caterina da Siena. La distanza temporale che ci separa da quell’evento, non ha in alcun modo ridotto il suo fascino e il suo carisma, che vive ben oltre i confini dell’Italia e della stessa Cristianità, di cui è figlio e figura eminente. Profeta di pace, di amore, di rispetto per il Creato, il suo insegnamento è patrimonio universale per le donne e gli uomini di tutti i tempi e di tutte le latitudini, credenti o non credenti, cristiani o fedeli di altre religioni. La sua personalità, così umile e, insieme, così vigorosa, ha operato conversioni, orientato scelte di vita, suscitato attenzione e affetto, ispirato artisti e poeti, comunità. E continua a esercitare un fortissimo ascendente su milioni di persone, particolarmente tra i giovani”, ha rilevato nel suo intervento Mattarella parlando di questo santo figlio della terra umbra che respirò l’atmosfera intensa e dinamica del suo tempo che, con il “Cantico delle Creature”, la più alta tra le prime espressioni poetiche in volgare, concorse all’inizio della storia della nostra letteratura. “Le comunità francescane portano la vita religiosa fuori dalla solennità dei monasteri e si inseriscono nel tessuto urbano e sociale, nel loro tempo così bisognevole di impegno e di presenza, incarnando un ideale di povertà evangelica e di vicinanza agli ultimi che traccia un segno profondo nella società medievale, aprendo la strada a forme nuove di solidarietà, a nuovi criteri di relazioni umane. A buon titolo Francesco appare precursore anche dei Santi sociali”, ha proseguito il Capo dello Stato ricordando che Francesco chiedeva di vivere in povertà, pace e letizia, al seguito di Cristo. “Per questa scelta, radicale e sconvolgente agli occhi del mondo, è diventato una delle figure più significative, più conosciute, più amate della storia universale. Al giovane Francesco la prospettiva di dedicarsi ai lucrosi commerci paterni andava stretta, appariva insoddisfacente. Operò dentro di sé, e su sé stesso, una vera rivoluzione. Ricco sarebbe stato colui che avesse deposto ogni bene. Coraggioso colui che avesse deposto la spada per parlare di pace. Nobile chi avesse fatto dell’amore e del servizio ai poveri e agli ammalati la sua missione terrena”, ha aggiunto Mattarella evidenziando che non fu facile, per Francesco, professare la sua fede e i suoi ideali, così ambiziosi, così distanti dal sentire comune. “Fu incompreso, spesso deriso. A volte il suo pensiero fu persino manipolato e strumentalizzato. La ricerca storica ci presenta una figura mite, ma tutt’altro che accomodante, un animo lieto, fiducioso in Dio, e insieme sofferente per via della cupidigia, della malvagità, della brama di potere, della violenza, della stoltezza nella vita praticata dagli uomini. La sua povertà, così cercata e desiderata, fu rottura concreta con l’idolatria del denaro; la sua umiltà non aveva nulla di ingenuo, nasceva da una sete esigente di verità; la sua obbedienza non fu remissività, ma una faticosa, ponderata ricerca delle ragioni superiori dell’unità del popolo cristiano e della Chiesa”, ha aggiunto il Presidente della Repubblica. “I fiori, i frutti, l’erba, con la loro semplice bellezza, cantano la gloria di Dio”, ha precisato Mattarella ricordando che tuttavia non si renderebbe giustizia al santo di Assisi se la sua figura fosse esaurita in quella di un ecologista, pacifista e operatore sociale ante litteram. “L’auspicio è che il sole di Francesco possa illuminare il mondo, convertire le menti indurite dall’odio, indicare la via della pace, della speranza, della serena, fraterna convivenza”, ha concluso Mattarella. (Inform)