ASSOCIAZIONI
Promotori del Forum il Comune di Istrana e l’Associazione Polistrana
TREVISO – Parlare di nuova emigrazione per noi ex emigranti suona sicuramente come una sconfitta, nel senso di un “tornare indietro” quando ci auguravamo di aver piantato i presupposti affinché ciò non dovesse più avvenire. Invece non è e non può essere così, perché le vicende della storia non seguono i nostri desideri e anche i giovani devono fare la loro strada. Con scelte che molte volte sono dettate da perspicace volontà , altre per incipiente necessità. La nuova emigrazione o mobilità giovanile che dir si voglia , fa parte di quello scenario di popoli in movimento perpetuo che ha attraversato la storia e che ora, conosce i bagliori di una nuova stagione.
Conforta che queste nuove leve di emigranti, edizione epoca moderna, siano avvantaggiate da diversi fattori, : prima di tutto la conoscenza di lingua che come primo bagaglio hanno incamerato a scuola, secondariamente l’accesso ai nuovi mezzi di comunicazione che assicurano anche i collegamenti affettivi, terzo sembra proprio che per i buoni comportamenti lasciati da precedenti flussi migratori, la manodopera e la professionalità italiana e veneta si ritrovano spesso con riconosciute garanzie e buona accoglienza. Ma resta la “sciabolata ogni-tempo” dell’indole umana, quella della nostalgia per l’afflato dell’origine, anche se mitigata da innovazioni strepitose e… riavvicinanti.
I giovani istranesi iscritto all’Aire (Anagrafe italiani residenti all’estero ) risultano in numero di 120 ma effettivamente sono di più in quanto non pochi esulano da questo riscontro che è ritenuto ( a torto) un’alchimia burocratica, così come i 1183 di tutti i tempi ( Brasile, Argentina ,Australia in testa ) sono solo l’ombra della realtà contingente. Basti pensare all’esodo di Ospedaletto di fine ‘800 verso il Brasile, alle masse verso Australia e Canada del secondo dopoguerra e agli oltre 960 costretti ad andarsene a causa dell’avvento dell’aeroporto. Con ciò, possiamo tranquillamente parlare di un altro comune al completo che vive e opera in giro per il mondo.
Oggigiorno, i bagliori di questa epopea riaffiorano con la mobilità giovanile che ha dato vita ad una “Nuova Emigrazione”, con tutte le implicazioni che ciò comporta .
Di questo nuovo problema, sempre più sulla cresta dell’onda , si sono fatti interpreti : il comune di Istrana con Maria Grazia Gasparini solerte assessore alla Cultura e alle Attività Giovanili, in connubio con l’associazione Polistrana,: un forum spontaneo di giovani che ha trovato nel presidente Franco Perotto l’organizzatore di una iniziativa denominata “Il lavoro all’estero raccontato dai nostri giovani”. In campo anche la Trevisani nel Mondo: presente con il presidente centrale Guido Campagnolo, il sottoscritto Riccardo Masini direttore generale e il presidente sezionale Mansueto Pozzebon, soprattutto con una circostanziata disamina su una sua recente esperienza brasiliana egregiamente illustrata da Alessnado Facchin referente del Gruppo Nuove Generazioni Aitm con delegazione al seguito capitanata dalla presidente la sezione Aitm di Treviso Sara Barro. Ad alzare il livello , anche il significativo intervento di Settimo Perizzolo ( a sua volta con moglie Teresa) presidente della sezione Aitm di Vancouver che hanno illustrato la loro attività. Si è creata una testa di ponte con Bruxelles da dove Andrea Masini ( premio Rotary 2011 per aver conseguito la laurea ad Amsterdam lavorando ed essere ora ricercatore/docente all’Università di Anversa) si è trovato a confrontarsi ( e lo ha fatto brillantemente ) attraverso i collegamenti con Istrana, coordinati da Alberto Zanon e che hanno allineato in loco , sul tavolo dei lavori: Lorenzo Montini lavoratore al seguito di una impresa di costruzioni in Nigeria e Alberto Vedelago ingegnere informatico presso l’azienda mondiale Apple in California, colosso del settore produttivo informatico.
Ne è uscito un quadro prospettico di grande valenza umana e strategica. Mettendo in riga tanti tasselli di un poliedrico mosaico che ha dato la misura di un modo tutto nuovo di vivere e anche di andare all’estero, con l’intraprendenza giovanile messa alla prova. Che è la stessa di un tempo, perché si tratta sempre di situazioni dove non esiste mai il velluto sotto i piedi e per sfondare è preponderante la carta di credito della formazione professionale come la forza di carattere personale. E’ risaputo come questa “categoria” non ami perdersi in chiacchiere e che preferisca i fatti del campo libero di azione. E ben venga. Perfettamente in linea, in fin dei conti, con la nostra causa. Quando siamo cercati ci siamo. Quando non lo siamo vuol dire che le cose procedono lo stesso. In ogni caso, questi giovani non saranno mai soli, perché le generazioni amano convivere di scambievoli esperienze e di risorse umane attinenti. Noi guardiamo a loro come ad una incentivazione, ad una ulteriore pennellata di fresco alle nostre incombenti e magari ruotinarie attività. Anche loro cerchino di farsi vivi non solo nel momento dello stretto bisogno di quando passano per la sede; lo fanno tante volte anche i genitori, preoccupati delle collocazioni e destini dei figli. Fa testo il detto che c’è sempre da imparare: noi da loro e loro da noi ,come rispettivi elementi di rinforzo per collaborazioni univoche, non pensando che una parte sia nutrita da matusa sorpassati e dall’altra da persone che navigano nell’autosufficienza. E basta : è fondendo le forze che si ottiene la forza … doppia .
La Trevisani nel Mondo può sempre dare un valido supporto, magari non istituzionale, ma utilmente orientativo . Anche attraverso il mensile di testata associativa, che molti giovani ricevono o leggono dal telematico e che ci testimoniano il loto gradimento . L’Aitm esiste e opera anche per questo. E produce pure questa grande possibilità di collegare i giovani di tutto il mondo, sia attraverso il dinamico Gruppo Nuove Generazioni che mediante le “plurigenerazionali” e inalienabili pagine di questo sempiterno giornale: che tutti accomuna in un abbraccio di età, con il valore aggiunto di quel fenomeno di computer che la fa davvero da padrone in fatto di collegamenti immediati e frizzanti.
Ma, alla fin fine, ci fa bene pensare ad occhi forniti di buone diottrie, che guardano con noi un orizzonte condiviso. La loro è una proiezione mondo, filone giovanile. La nostra è una presenza nel mondo versione storia. Questo non può essere disgiunto da quello, questo e quello vogliono completarsi e vivere a vicenda, in simbiosi con il cadenzare del tempo e la diversità delle situazioni. Per un incrocio di esperienze : che sono ricchezze da amministrare , spicchi di vita da perpetuare in un unico appetibile frutto. Riccardo Masini* – Inform)
* Direttore generale dell’Associazione Trevisani nel Mondo