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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

ReteDonne (Coordinamento italiane all’estero): “Quanti saggi ci vogliono per valorizzare l’Italia che vive oltre il confine?”

INTERVENTI
ReteDonne (Coordinamento italiane all’estero): “Quanti saggi ci vogliono per valorizzare l’Italia che vive oltre il confine?”
AMBURGO – Nella situazione estremamente confusa del primo periodo postelettorale, il presidente Napolitano ha nominato una commissione di cosiddetti esperti, per escogitare una nuova formula magica atta a risanare la spesa pubblica. Dopo varie riflessioni ne hanno trovata una accattivante: gli italiani nel mondo. 
Se ne potrebbero analizzare approfonditamente le cause, ma probabilmente dietro al fenomeno si celano semplicemente il fattore distanza e scarsa conoscenza: siamo lontani, di noi si sa pochissimo, insomma siamo cittadini italiani di seconda classe (e di seconda classe saremmo a pieno titolo se venissimo privati del diritto passivo di voto!). 
Eppure diverse volte il voto degli italiani all’estero ha dato un accento incisivo ai risultati delle consultazioni elettorali, ma forse proprio ciò costituisce uno dei moventi principali di alcuni partiti a ripetere incessantemente il nefasto tentativo di eliminare quel voto proveniente da lontano, di quegli italiani che comunque sembrano esprimersi e valutare in modo più critico e diverso da quello dei residenti in Italia. 
Erroneamente ci viene contrapposto, quando ci dibattiamo contro l’abolizione della circoscrizione estero, che nessuno intende privarci del diritto di voto. Ma a chi dovremmo dare il nostro voto se non a parlamentari che conoscono la situazione di milioni di cittadini italiani residenti nel mondo, ne sanno valutare le esigenze e mantengono un vero e reale contatto con i cittadini nelle varie circoscrizioni? 
Il numero dei cittadini italiani nel mondo è pari a quello degli italiani in Italia. Certo, molti di loro hanno ceduto la cittadinanza, ma molti la mantengono pur risiedendo essi stessi, o i loro genitori/nonni, da vari decenni in altri paesi del mondo. E molti altri stanno fuggendo da un paese che sembra attualmente non essere in grado di offrire prospettive accettabili. 
L’Italia oggi è di nuovo un paese da cui molti giovani, in parte qualificati, emigrano: già costretti a scegliere una prospettiva all’estero, essi dovrebbero dunque accettare di venire dimenticati? 
Diciamo quindi no alle riflessioni sull’abolizione della circoscrizione estera, senza se e senza ma! (ReteDonne e.V. /Inform)
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