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Restituita alla comunità slovena la casa di cultura Narodni Dom. Il ministro Lamorgese: “Riconoscere e valorizzare il pluralismo delle identità”

INTERNO

Il protocollo è stato firmato alla presenza dei Presidenti della Repubblica di Italia e Slovenia

 

TRIESTE – Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha firmato a Trieste il protocollo che prevede la restituzione alla minoranza linguistica slovena dell’edificio noto come Narodni Dom. L’immobile, che si trova in via Filzi n. 14 a Trieste, è stato sede della Casa di cultura slovena fino all’incendio del 13 luglio 1920; dal 1981 è di proprietà dell’Università degli Studi di Trieste che vi ospita la Scuola di Studi in Lingue Moderne per interpreti e traduttori.  La firma del protocollo di restituzione è avvenuta ieri, nel giorno della celebrazione del centenario dell’incendio della Narodni Dom, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del presidente della Repubblica di Slovenia Borut Pahor.

Il memorandum d’intesa è stato siglato nella prefettura di Trieste dal ministro Lamorgese, dal ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, dal direttore generale dell’Agenzia del Demanio Antonio Agostini, dal presidente della regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, dal sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, dal rettore dell’Università di Trieste Roberto Di Lenarda, dal presidente dell’Unione Culturale Economica Slovena – SKGZ Ksenija Dobrila, dal presidente della Confederazione Organizzazione Slovene – SSO Walter Bandelj.

“La restituzione del Narodni Dom è frutto di un intenso lavoro di tutte le istituzioni – ha dichiarato il ministro Lamorgese, – che ci consente di realizzare un obiettivo fondamentale per le nostre democrazie: riconoscere e valorizzare il pluralismo delle identità, solo così le nostre società escono rafforzate rilanciando un messaggio di grande valore e di solidarietà anche ai giovani”. “La tutela delle minoranze e delle diverse identità – ha aggiunto – è uno dei principi fondamentali della Costituzione e il Ministero dell’Interno è fortemente impegnato in questa direzione”.  L’iniziativa si iscrive nel quadro dei principi costituzionali di tutela dei diritti delle minoranze linguistiche, uno degli aspetti più significativi del tema della tutela generale dei diritti fondamentali, e insieme in quello delle relazioni tra Italia e Slovenia, di cui la minoranza slovena è da sempre protagonista attiva. (Inform)

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