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Regione Lazio, secondo video della serie “Giorni di storia”: il Giorno del Ricordo

REGIONI

 

ROMA – Pubblicato in occasione del Giorno del Ricordo, sul portale www.memoria.lazio.it, il secondo video della serie Giorni di storia, dedicato alla ricostruzione delle vicende che segnarono – profondamente e a lungo – il confine orientale del nostro Paese alla fine della seconda guerra mondiale. In quel passaggio l’Italia non solo perse quasi tutti i territori conquistati con la partecipazione alla Grande guerra (1914-18), ma soprattutto assistette – tra il 1943 e il 1945 – al massacro di migliaia di italiani giuliani, istriani e dalmati, molti dei quali gettati nelle foibe, a opera dei reparti dell’esercito di liberazione jugoslavo del maresciallo Tito. Successivamente, tra il 1947 e la metà degli anni cinquanta, la politica di nazionalizzazione attuata dalla Jugoslavia avrebbe comportato lo sradicamento della storia plurisecolare della presenza italiana su quei territori: circa 300.000 persone (il 90% della popolazione italiana di Istria e Dalmazia fu costretta a lasciare tutto dietro di sé: case, legami, proprietà, ricordi. Un pezzo di storia che solo in anni recenti è entrato a far parte della identità del nostro Paese, a lungo rimosso, minimizzato per ragioni di realpolitik, di imbarazzo, di convenienza.

“Ridare un senso” alle date che punteggiano lo scorrere del tempo e si ripropongono con cadenza ripetitiva di anno in anno (per lo più in occasione di festività nazionali), oppure emergono periodicamente in coincidenza di ricorrenze e celebrazioni. Questo è la motivazione che ha ispirato l’iniziativa promossa dalla Regione Lazio e realizzata da Alicubi (Digital Humanities Lab) di pubblicare nel corso dell’anno dieci “video racconti digitali” da veicolare sul web in cui vengono ricostruiti i fatti che accaddero in occasione di alcune date rilevanti della storia non solo italiana. Troppo spesso, infatti, questi momenti invece di essere punti sull’asse del tempo capaci di scandire il ritmo di un “calendario civile” sono diventate icone prive di una effettiva capacità di richiamo a motivazioni di natura valoriale e/o identitaria.

I video, della durata di 5-7 minuti nascono dal montaggio di materiali originali (in particolare fotografie e documenti d’archivio) riproposti in formato digitale. La trama narrativa è scandita dallo scorrere di un testo essenziale che accompagna il passaggio dei singoli quadri.

Il primo video è stato pubblicato il 27 gennaio in occasione del Giorno della Memoria. (Inform)

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