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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Recovery Fund, allo studio della Commissione Esteri lo schema di relazione sulle priorità predisposto dalla Commissione Bilancio

CAMERA DEI DEPUTATI

 

ROMA – Piero Fassino, Presidente della Commissione Esteri della Camera, a seguito dell’audizione del Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, sulle priorità di utilizzo del Recovery Fund ha segnalato come la Commissione Bilancio abbia predisposto uno schema di relazione all’Assemblea con l’obiettivo di favorire la deliberazione di appositi atti di indirizzo al Governo prima della presentazione da parte dello stesso del cosiddetto Recovery Plan contestualmente alla nota di aggiornamento del Def 2020. Una relazione che ora la Commissione Esteri inizia ad esaminare per esprimere un parere in proposito.

Lia Quartapelle Procopio (Pd), in funzione di relatrice, ha quindi spiegato come presso la V Commissione lo schema di relazione sia stato elaborato ad esito di un’accurata attività istruttoria. La deputata ha ricordato che la definizione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza risponde allo strumento innovativo, lanciato dalla Commissione europea e successivamente approvato dal Consiglio europeo il 21 luglio 2020, intitolato Next Generation EU, per raccogliere fondi sui mercati per incanalarne l’impiego verso programmi destinati a favorire la ripresa economica e sociale dopo la grave battuta di arresto derivante dalla emergenza pandemica da Covid-19. Next Generation EU prevede risorse complessive pari a 750 miliardi di euro, di cui 390 miliardi per sovvenzioni e 360 miliardi per prestiti. La parte più consistente di questo nuovo strumento è il Dispositivo per la ripresa e la resilienza (Recovery and Resilience Facility), con una dotazione di 672,5 miliardi di euro (di cui 360 miliardi di euro in prestiti e 312,5 miliardi di euro in sovvenzioni). Secondo le prime stime elaborate dal Governo, le risorse complessive a valere su Next Generation EU che confluirebbero nel nostro Paese ammonterebbero a 208,6 miliardi di euro: 127,6 miliardi di euro a titolo di prestiti e 81 miliardi di euro sotto forma di sovvenzioni. Il 70% delle risorse dovrà essere impegnato nel biennio 2021-2022, la quota rimanente nel 2023. In base all’accordo raggiunto dal Consiglio europeo di luglio, infatti, la quota di sovvenzioni ricevuta da ciascun Paese riflette le condizioni economiche nella fase precedente alla pandemia, oltre al livello della popolazione: le due variabili economiche principali sono il Pil pro capite e il tasso di disoccupazione; viceversa, il volume massimo dei prestiti non può superare il 6,8% del Reddito nazionale lordo. A livello europeo, è stato concordato che il Dispositivo per la ripresa e la resilienza persegua le seguenti priorità: promuovere la coesione economica, sociale e territoriale dell’Unione migliorando la resilienza e la capacità di aggiustamento degli Stati membri; attenuare l’impatto sociale ed economico della crisi; sostenere le transizioni verde e digitale, contribuendo in tal modo a ripristinare il potenziale di crescita delle economie dell’Unione, a incentivare la creazione di posti di lavoro nel periodo successivo alla crisi da Covid-19 e a promuovere una crescita sostenibile. Per affrontare queste sfide, il Piano nazionale si articolerà in sei missioni, che rappresentano le aree tematiche strutturali di intervento, a loro volta suddivise in cluster di progetti omogenei e funzionali a realizzare gli obiettivi economico-sociali definiti nella strategia del Governo. Le sei missioni sono: digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per la mobilità; istruzione, formazione, ricerca e cultura; equità sociale, di genere e territoriale; salute.

Nell’ambito della missione sulla digitalizzazione, l’innovazione e la competitività del sistema produttivo, le linee guida indicano, tra le altre cose, la necessità di potenziare la capacità delle imprese italiane di competere sui mercati internazionali. Infatti, considerato l’orientamento dell’economia italiana all’export e il ruolo di traino esercitato dalle aziende esportatrici sul Pil nazionale, appositi interventi saranno dedicati a promuovere l’internazionalizzazione delle imprese, quale fattore di rilancio e di maggiore resilienza del sistema produttivo. Tale obiettivo sarà realizzato confermando e potenziando le iniziative straordinarie di sostegno all’export attivate in risposta all’emergenza sanitaria, inclusi gli strumenti finanziari e di assicurazione dedicati alle imprese esportatrici, e sviluppando campagne di promozione volte ad accompagnare l’internazionalizzazione anche delle micro, piccole e medie imprese. In questo contesto, si ritiene essenziale favorire processi di fusione e patrimonializzazione delle micro e piccole imprese, anche stimolando la creazione di reti in cui l’impresa capofila sia forte e di dimensioni compatibili con la necessità investire adeguatamente in ricerca e sviluppo tecnologico, pagare salari adeguati per attrarre forza lavoro qualificata, investire in marketing e servizi finanziari. Ad avviso del Governo, un’attenzione particolare va riservata alla promozione dell’industria culturale e del turismo, vero asset strategico dell’Italia. Infine, nell’ottica di invertire i processi di delocalizzazione – che tanto nocumento hanno arrecato al nostro sistema produttivo occupazionale – occorre introdurre nuovi strumenti utili ad attrarre investimenti diretti esteri e favorire processi di reshoring, ovvero di ri-localizzazione delle imprese italiane.

In generale, alla luce del ruolo determinante delle esportazioni nel sostenere i tassi di crescita del Paese, Quartapelle ritiene utile rafforzare gli strumenti di promozione integrata del Made in Italy e il sostegno all’internazionalizzazione delle imprese, a partire dal potenziamento del cosiddetto Patto per l’Export, la cui finalità rientra a pieno titolo nei criteri di ammissibilità previsti dal Dispositivo per la ripresa e la resilienza e la cui immediata operatività garantisce un rapido impatto sulla crescita. E’ una questione emersa nell’audizione del Ministro Di Maio, allorché si è sottolineato che il Recovery Fund rappresenta un’occasione da non perdere per il rilancio del paese dopo la crisi da Covid-19 e per impostare un nuovo paradigma di crescita, più sostenibile e duratura. Ciò premesso, la deputata auspica che la Commissione valuti favorevolmente lo schema di relazione in esame e che il Governo provveda a trasmettere al Parlamento, prima dell’invio formale del Piano nazionale alla Commissione europea, un elenco di interventi più dettagliati e puntuali, comprensivi anche di cifre. Riservandosi di predisporre una proposta di rilievi e osservazioni che terrà conto degli esiti della discussione, Quartapelle ha sottolineato tre elementi emersi nel corso dell’audizione del Ministro Di Maio che ritiene meritevoli di menzione: in primo luogo, l’esigenza di introdurre misure di sostegno per il settore fieristico, duramente penalizzato dalle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria; in secondo luogo, l’opportunità di individuare e rafforzare gli strumenti che, in questi anni, hanno inciso positivamente sulla promozione del Made in Italy: al riguardo, rileva che il trasferimento di talune competenze in materia di internazionalizzazione delle imprese dal Mise al Maeci potrebbe gravare di ulteriori oneri la rete diplomatico-consolare, peraltro già sotto-dimensionata rispetto alle funzioni ordinarie. In terzo luogo, sottolinea l’assenza, sia nelle linee guida del Governo sia nell’illustrazione del Ministro Di Maio, di un esplicito riferimento al ruolo della cooperazione allo sviluppo come strumento essenziale della politica estera del nostro Paese e leva di rilancio economico: al riguardo, rileva l’opportunità di impiegare talune risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, in particolare quelle allocabili nei settori del new green deal e della formazione, per la realizzazione di progetti di cooperazione.

Paolo Formentini (Lega), esprimendo apprezzamento per la disponibilità della relatrice, ha sottolineato l’esigenza di definire una strategia di politica estera che includa il tema del reshoring delle aziende italiane, in particolare di quelle operanti in settori strategici come quello della produzione di dispositivi di protezione individuale e di principi attivi dei farmaci, da tempo delocalizzati nel sudest asiatico e, soprattutto, in Cina. Simona Suriano (M5S) condividendo pienamente le strategie per la promozione del Made in Italy illustrate in audizione dal Ministro Di Maio, ha rilevato la necessità di rafforzare adeguatamente non solo la rete diplomatico-consolare, ma anche le scuole italiane e gli istituti di cultura all’estero come tasselli che contribuiscono a comporre l’immagine del nostro Paese all’estero. Rileva, altresì, l’esigenza di inserire tra le priorità del Piano di ripresa anche progetti di gestione dei flussi migratori, puntando sulle misure di accoglienza e integrazione, sugli accordi bilaterali con i Paesi di provenienza e sui progetti di cooperazione allo sviluppo menzionati dalla relatrice. Il Sottosegretario agli Esteri, Ricardo Merlo, si è riservato di intervenire nel prosieguo dell’esame della relazione. (Inform)

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