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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Rappresentanza dell’emigrazione, Rodolfo Ricci (Cgie/Filef) a Radio Mir: “Bisogna prendere atto dei mutamenti del sistema”

ITALIANI ALL’ESTERO

 

ROMA – Rodolfo Ricci (Cgie/Filef) è intervenuto alla trasmissione “Il mondo alle 7” in onda su Radio Mir per parlare della complessità della rappresentanza del mondo migratorio italiano. Ricci ha invitato a riflettere su quanto il sistema della rappresentanza sia mutato, a partire da quello di base dei Comites la cui prima esperienza risale al 1985: “mutamenti di cui bisogna prendere atto”. La prima esperienza del Cgie è invece di trent’anni fa, quando alla fine del 1991 si elesse per la prima volta questo organismo di rappresentanza. Quindi arriviamo all’inizio del nuovo millennio con la riforma costituzionale che prevede il voto all’estero (con l’istituzione della circoscrizione Estero) il quale, per le politiche, vede il suo battesimo nel 2006 mentre era già stato sperimentato in sede referendaria. “Tutti questi strumenti nascono quando i flussi emigratori italiani si sono esauriti, dal dopoguerra in avanti, con comunità all’estero ormai stabilizzatesi e con un determinato livello d’integrazione”, ha spiegato Ricci sottolineando come negli ultimi anni però la ripresa dei flussi migratori abbia portato i cittadini Aire alla soglia dei 6,5 milioni. “Siamo a più del doppio, come residenti all’estero, rispetto al momento in cui furono varati gli strumenti appena menzionati”  , ha quindi evidenziato Ricci ricordando come fu lo stesso Cgie, in occasione della recente riforma costituzionale sulla riduzione dei parlamentari, a proporre di lasciare quantomeno invariato il numero dei parlamentari eletti all’estero “per mantenere un minimo di proporzionalità tra residenti all’estero ed eletti in Parlamento”. Per far comprendere meglio la sproporzione Ricci ha portato l’esempio di regioni italiane molto popolate (come Campania o Lazio) che saranno rappresentate da decine di deputati e un discreto numero di senatori mentre la circoscrizione estero, a seguito della riforma, avrà solo otto deputati e quattro senatori (dodici in totale contro gli attuali diciotto parlamentari). Ricci ha anche lamentato come il Cgie ad oggi abbia solamente facoltà di esprimere pareri non vincolanti su alcune materie. Sui diritti di cittadinanza Ricci ha evidenziato l’importanza di avere un Paese “aperto a questi diritti” nel senso di garantire il possesso di un passaporto che consenta a italo-discendenti di ogni latitudine di potersi spostare nel nostro continente. “Ci si chiede come mai un Paese come l’Italia, che ha una storia di emigrazione così forte, non si ponga di fronte a tutti questi temi in modi adeguati”, ha concluso Ricci sottolineando che, se si dà per acquisito che la mobilità è un fenomeno strutturale, allora tutta la rappresentanza deve essere necessariamente collegata a questa considerazione. (Simone Sperduto/Inform)

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